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“Ciascuna è un seme per la prevenzione della violenza sulle donne”, le iniziative a Santa Croce sull’Arno foto

Alberi rossi, una sedia vuota e un flash mob tra proposte

Non solo il 25 novembre. Per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Santa Croce sull’Arno ha in programma una serie di iniziative che si estenderanno fino alla settimana prossima a favore della sensibilizzazione sul tema.

“La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – spiega Giulia Deidda, sindaco di Santa Croce sull’Arno – è, per questa Amministrazione un momento cruciale dell’anno. Lavoriamo quotidianamente per promuovere la liberazione delle donne dalla violenza, dai femminicidi, dalla violenza economica, dalla violenza psicologica. E lavoriamo quotidianamente perché tutte le donne riescano ad avviare un percorso di indipendenza economica, necessario per liberarsi a lungo termine da situazioni critiche, difficili, dolorose, rischiose. Per questo il 25 novembre è una data densa di significato. Per noi è il giorno in cui ci soffermiamo un po’ di più del solito su un tema che abbiamo sempre presente, ma è anche un giorno in cui ribadiamo l’importanza di non limitare questo tipo di ragionamento ad un periodo dell’anno. Perché di femminicidi, in Italia, dall’inizio dell’anno ad oggi, ce ne sono stati ben 109. E perché i dati sui posti di lavoro persi da quando è iniziata la pandemia, ci dicono che sono le donne ad essere maggiormente colpite”.

In occasione di questa Giornata le farmacie comunali stamperanno sui loro scontrini il numero antiviolenza e anti stalking, 1522. Il numero è attivo 24 ore su 24 ed è gratuito. Inoltre, a tutti coloro che si recheranno alla biblioteca comunale sarà consegnato un nastro rosso da mettere al polso, proprio per sottolineare il fatto che una violenza non è necessariamente evidente, ma comunque si sente sulla propria pelle anche se è possibile uscirne rivolgendosi ai centri antiviolenza e chiamando il numero apposito. È proprio per questo motivo che i tronchi di alcuni alberi lungo le strade e nelle piazze santacrocesi sono stati “incartati” con del nastro rosso e su questo attaccati tanti biglietti con scritto “1522”, un reminder da poter staccare e prendere, come messaggio di liberazione.

Sempre per onorare tutte le vittime di violenza davanti al palazzo comunale è stata posizionata una sedia vuota con scritto “Posto Occupato”, infatti questa sedia i cittadini non dovranno sedersi, perché quel posto è riservato alla memoria di tutte le donne che occupavano un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla loro vita. La Giunta Comunale, inoltre, riunitasi nella giornata di oggi, aderisce al Patto dei Comuni per la parità e contro la violenza di genere coordinato da Anci nazionale.

Sabato 27 e martedì 30 novembre 2021, durante il mercato settimanale di Santa Croce sull’Arno e Staffoli, verrà realizzato un flash mob in collaborazione con Giallo Mare Minimal Teatro, l’Associazione Frida e il Centro aiuto donna Lilith sportello di Santa Croce sull’Arno.

Domenica 28 poi, la squadra di pallavolo Lupi Santa Croce in occasione della partita contro Cave del Sole Lagonegro delle 18 al Palaparenti farà pagare il biglietto ridotto a tutte le donne che si presenteranno al palazzetto con indosso qualcosa di rosso e le somme a differenza verranno devolute ad un’associazione impegnata nel sostenere le donne che hanno subito violenza. Inoltre, verranno trasmessi e proiettati messaggi contro la violenza sulle donne.

Nada Braccini, assessora alle pari opportunità, commenta: “Ognuna di queste iniziative è come un seme, dal quale potrà svilupparsi una robusta prevenzione per le donne e per le ragazze, che avranno un’occasione in più per riflettere sull’importanza di studiare, trovare un lavoro, rendersi autonome in modo da non poter mai, nella vita, subire ricatti da parte di nessuno. Questa è, per tutte e tutti, un’occasione in più per dirci: se ti fa del male, non è amore. Diffondere questa consapevolezza, collettivamente, è importante. Perché i retaggi culturali che vedono le donne in maniera subordinata all’uomo sono ancora forti, e c’è ancora tanto lavoro da fare per eliminarli dalle nostre più profonde convinzioni”.

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