Ucraina, Giani: “Toscana pronta ad accogliere i profughi”

Il governatore alla seduta straordinaria del Consiglio regionale: "Abbiamo la disponibilità del mondo del volontariato"

Tutti in piedi per un minuto di silenzio per ricordare e celebrare le vittime della guerra in Ucraina. È cominciato così, dopo l’invito al raccoglimento rivolto ai consiglieri dal presidente dell’assemblea legislativa toscana Antonio Mazzeo, la seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata al conflitto. In Aula la bandiera dell’Ucraina e quella della pace e il punto sull’emergenza profughi fatto dal governatore Eugenio Giani, che ha annunciato la mobilitazione della Toscana per organizzare l’accoglienza di chi fugge dalla guerra.

“E’ una seduta – ha detto il presidente – richiesta e condivisa da tutte le forze politiche; è un momento in cui anche da questa aula viene fuori un grido di dolore per quello che sta avvenendo in Ucraina”, “è una risposta piccola che possiamo dare ai fatti drammatici di questi giorni”.

“Abbiamo vissuto a Firenze e in tante città della regione,  un’aria di vicinanza, bella in un momento così difficile – ha aggiunto Mazzeo -. Sono partiti messaggi importanti per tutta la comunità internazionale. La pace invocata qui in Toscana, terra di diritti, spero possa giungere fino nell’est europeo, fino in Ucraina, paese dove si sta combattendo una guerra senza senso e che rappresenta un attacco ai valori, alla storia e al senso stesso dell’Unione Europea”.

Il presidente Mazzeo invita a rivolgere il primo pensiero alla popolazione “donne, uomini, bambini costretti a lasciare le loro case, famiglie spesso costrette a dividersi, persone che d’improvviso si sono trovate a vivere un incubo fatto di paura, di fuga, di rifugi improvvisati”. Ricordando poi i gesti simbolici fatti per esprimere la vicinanza all’Ucraina, come il palazzo illuminato con i colori della loro bandiera nazionale o il Gonfalone d’Argento consegnato ieri a Rondine Cittadella della Pace, il presidente ha ribadito l’importanza della seduta “per sottoscrivere tutti insieme un documento unitario e condiviso che sia un chiaro messaggio di sostegno al popolo ucraino, di condanna della guerra e di chi la promuove e di conferma che la Toscana ripudia la guerra e sostiene la pace”. Da non dimenticare che “la Toscana ha riaffermato in questi giorni, con la firma della Carta di Firenze, con l’incontro di 120 vescovi e sindaci, che il Mediterraneo è uno spazio di pace e di cooperazione, dove vengono rispettati i diritti umani fondamentali, soprattutto in tema di migrazioni”.

 

“L’aggressione all’Ucraina – ha aggiunto Mazzeo – non è solo una violazione del diritto internazionale, il tentativo di modificare con la forza i confini di uno Stato, ma un attacco alle nostre democrazie, ai nostri valori, alla nostra libertà e in tutta l’Ucraina si resiste per difendere proprio questi nostri valori. L’unità della ‘Unione Europea’ nel sostenere l’Ucraina dimostra come quella che si combatte lì è una guerra che riguarda tutti”.

 

“Sono per la diplomazia” ribadisce il presidente Mazzeo, aggiungendo però che “chi ha fatto a brandelli il diritto internazionale, chi ha invaso uno Stato sovrano non può essere messo sullo stesso piano di chi ha subito l’attacco. Non possiamo accettare che la follia della guerra distrugga quello che i popoli d’Europa sono stati capaci di costruire e realizzare in questi sette decenni in termini di collaborazione, di pace, di ricerca di obiettivi comuni nel nome dell’umanità”.

Secondo il presidente, la lezione da trarre da questi giorni drammatici è che “l’Europa è la nostra comunità di destino” e “come durante la prima ondata della pandemia, l’Europa è unita, pronta a misure mai messe in campo prima. Se il Covid ha reso possibile il Piano di ripresa e resilienza e la sospensione del patto di stabilità, unendo dal punto di vista economico gli Stati europei, la crisi russa sta dimostrando quanto sia fondamentale avere una politica estera e di difesa comune.”

 

Infine, il presidente ha sottolineato l’importanza che “da quest’Aula parta un messaggio di pace, di civiltà, di umanità. Un messaggio di accoglienza per le tante famiglie che cercheranno riparo a partire innanzitutto dalle bambine e dai bambini che, come in ogni guerra, pagheranno il prezzo più alto senza avere colpa alcuna” e che si alzi “una voce per dire con forza che la parola ‘nemico’ è un grande inganno e che dietro a ogni guerra, a ogni conflitto ci sono solo e semplicemente persone, esseri umani, esattamente come ciascuno di noi”.

 

E poi parole di ammirazione per la Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Toscana, Camilla Bianchi “che da subito, con grande sensibilità, ha lanciato un invito alla nostra Regione a favorire l’accoglienza proprio delle bambine e dei bambini in fuga dalla guerra in Ucraina”.

“La guerra, l’odio, la sopraffazione sono la negazione della democrazia, della civiltà, dei diritti, delle conquiste sociali e civili” – interviene in Aula Stefano Scaramelli, capogruppo di Italia Viva. – Dobbiamo produrre uno scatto in avanti affinché si fermi il conflitto”. Il consigliere ribadisce che “di fronte alle reazioni che cercano di nascondere o ridimensionare le responsabilità della Russia, riesumando sentimenti anti-americani e anti-atlantisti è necessaria la ferma condanna verso l’invasione russa del territorio ucraino”.

 

Secondo il consigliere, “oltre al tempo della condanna è anche il tempo della solidarietà” e ricorda che “in molte piazze d’Europa si chiede la pace e si manifesta vicinanza al popolo ucraino”.  Il pensiero e la solidarietà vanno poi alle vittime del conflitto con “un alto numero di perdite sia militari che civili, che, pur sotto i missili di Putin, continuano a resistere”, ”al loro presidente, che nonostante la possibilità di una salvezza in Occidente” e “ai tanti cittadini e cittadine ucraine che da anni vivono e lavorano nel nostro Paese, nella nostra Toscana. 230 mila in Italia, 11 mila in Toscana”.

 

Un ringraziamento al presidente Giani per essere stato uno dei primi presidenti di Regione a offrire la propria disponibilità all’accoglienza per chi chiederà di essere aiutato. “La Toscana – ha detto – sia un luogo sicuro per chi scappa dalla guerra; siano messi a disposizione alloggi, cibo, assistenza sanitaria; siano rafforzati i contatti e i canali di comunicazione con l’Ucraina”.

 

Sull’invio delle armi al popolo ucraino, afferma Scaramelli, “legittima è la difesa – ha detto – ma per quanto mi riguarda, non sarà mai la soluzione prioritaria. In questo contesto la risposta che l’Occidente è chiamato a dare è quella delle sanzioni, dei blocchi commerciali, dell’esclusione dallo Swift, del blocco delle banche russe”. Sull’Europa evidenzia la necessità di “una politica estera unica e comune. Non sarebbe sbagliato se Nato e Europa, attraverso un inviato unico, potessero partecipare ai negoziati di pace. Non possiamo operare solo a livello di sanzioni, ma lavorare anche a livello diplomatico” e infine, sul “prezzo del gas, le perdite di settori dell’export, le questioni di carattere economico, crediamo che serva l’istituzione di un fondo europeo per redistribuire le perdite dovute alle sanzioni, in attesa che nel campo energetico vengano intraprese una volta per tutte le strade alternative per una maggiore autonomia nazionale”.

 

Anche dal Movimento 5 stelle solidarietà al popolo ucraino non solo formale ma anche concreta “da declinarsi – ha detto la capogruppo Irene Galletti – in accoglienza e supporto morale e materiale per tutti coloro che saranno costretti a lasciare la loro casa, la loro terra, la loro vita”.

Galletti ha invitato a “distinguere i popoli, le persone, i singoli dai loro governi”. “Mentre oggi assistiamo sgomenti a un gesto inaccettabile da parte del capo della Federazione Russa – ha detto – immagini televisive ci trasmettono un messaggio potente da parte di molti suoi connazionali che coraggiosamente prendono le distanze dal governo di Mosca, manifestando pacificamente per le strade del Paese e assumendosene tutti i rischi”. “Teniamo sempre ben presente questa distinzione tra i popoli e coloro che li governano – ribadisce la consigliera – soprattutto quando si è costretti a imporre sanzioni internazionali. Le sanzioni, però, spesso presentano peggioramenti nelle condizioni di vita degli abitanti più poveri, ce lo dice la storia: i potenti, gli oligarchi, i ceti più ricchi delle società hanno quasi sempre un “paracadute” economico”.

 

Galletti lancia un invito alla protezione dei bambini “le vittime più incolpevoli e più indifese” e ricorda come il ministro agli Affari Esteri Luigi Di Maio si stia attivando, di concerto con la presidenza della Commissione per le Adozioni Internazionali, per rendere immediatamente operativi dei corridoi speciali per i minori orfani. Galletti ricorda che in Italia la “Commissione per le Adozioni Internazionali si sta attivando per predisporre la prima accoglienza, per la quale ha già offerto collaborazione l’Istituto degli Innocenti di Firenze”.

 

“Non è ammissibile – conclude Galletti – che ci si riempia la bocca di appelli alla pace mentre si aumentano le spese in armamenti, persino in tempo di pandemia.  L’Europa deve rivendicare il suo ruolo e la propria posizione internazionale, non può avere un ruolo ancillare rispetto alle altre potenze mondiali”. “Dobbiamo iniziare – continua- a porci seriamente domande sul ruolo della Nato, che teoricamente non doveva avere più ragion d’essere dopo la fine della Guerra Fredda. Dobbiamo mettere da parte l’ipocrisia e interrogarci sui metodi che le principali potenze economiche utilizzano per manovrare gli equilibri geopolitici.”

“Chi come me ha quarant’anni e appartiene alla generazione nata e cresciuta nel segno di un’Europa in costruzione, sentita nel profondo come nuova ‘patria comune’ di tutti i cittadini europei – ha affermato Elisa Tozzi (Gruppo misto – Toscana domani ) – non può che indignarsi di fronte ai tragici fatti di questi giorni. Indignarsi perché le nostre aspettative e aspirazioni di giustizia e libertà sono state ancora una volta frustrate, depresse, tradite”. In questo contesto la consigliera ha letto nell’invasione russa dell’Ucraina quel senso di impotenza di una Unione Europea, troppo spesso percepita come “unione burocratica”, “una Europa che oggi vede messi in discussione i propri valori fondanti, alla ricerca faticosa di autorevolezza e di unità di intenti in politica estera,  che forse si preoccupa più di ingegneria finanziaria per le elìte che dei bisogni dei popoli, non è l’Europa che ci avevano promesso e per la quale avremmo combattuto”. “Ciò che è avvenuto nella prima mattinata del 24 febbraio, non lo possiamo negare, ci ha preso di sorpresa, perché siamo stati miopi. Stati uniti e Gran Bretagna avevano capito cosa stava per succedere. L’Europa, noi inclusi, no. Eppure, forse sta proprio in questa diversità di vedute tra Europa e resto dell’Occidente la chiave di volta che ha convinto Putin a fare l’azzardo e il perché è presto detto: la grande interconnessione economica tra il vecchio continente e la Russia, sotto il profilo energetico, ma anche finanziario”, ha sottolineato. E adesso, dopo due anni di pandemia, una crisi delle materie prime in corso mai vista, si prospettano altre due gravi crisi, una energetica e l’altra finanziaria. Secondo Tozzi, “se vogliamo che quest’Europa funzioni, le politiche energetiche e militari dei Paesi che la compongono devono essere sempre più unitarie. Altrimenti gli interessi di qualche Stato, magari più forte di altri, andranno a danno di tutta l’Unione, e questo danno è ancora più forte se il risultato è la guerra”. Tozzi ha quindi concluso, invitando il Consiglio a non fare solo “retorica”: “Oggi dobbiamo dire forte il nostro no alla barbarie della guerra, ma da domani dobbiamo pensare anche alle conseguenze che questa tragedia umana avrà per i toscani. Questo è il nostro ruolo e dobbiamo fare veloce, perché il nostro tessuto economico non aspetta. Sta a noi apprestare una serie di paracaduti efficaci e sollecitare il governo perché le sanzioni non si abbattano sulla nostra manifattura”. Solo un dato: la Toscana, al terzo trimestre 2021, ha esportato complessivamente merci e servizi in Russia per 284 milioni, importandone per 255 milioni (nel 2019 l’import valeva 8 milioni).

Col pensiero alle famiglie di chi sta al fronte, a chi sta tornando in patria per combattere, a chi sta fuggendo per mettere in salvo bambini e anziani, Marco Stella (FI) ha parlato di una guerra “tra fratelli”, di un conflitto che risale alla caduta del Muro di Berlino, a ciò che è stato fatto dopo, “dall’epoca dei due nemici fino alla Nato e alla Russia sotto lo stesso ombrello”, per affermare con forza che “oggi dare una risposta solo economica è un grave errore”. Il consigliere ha invitato a riflettere sul fallimento dell’Unione Europea, che non ha avuto una politica estera comune, ma anche sul fallimento della politica militare e dell’intelligence. Ed è così che l’Europa si è trovata impreparata di fronte a questa guerra: “L’impossibile è diventato possibile, ed oggi questa diplomazia è diventata impossibile”. Secondo Stella, “l’Unione europea si trova ad un punto di non ritorno: non voglio andare ai tempi della Ceca o alla dottrina Carter, ma stiamo spingendo la Russia nelle mani della Cina, escludendola dall’Europa, dove la Germania ha già ultimato il suo gasdotto e dove la Francia sta per costruirlo, e non credo che a noi diamo il gas a debito”, ha sottolineato. Il consigliere ha quindi concluso il proprio intervento augurandosi che la guerra finisca nel più breve tempo possibile, che le diplomazie facciano quello che devono, e invitando tutti a rileggere una poesia di Gianni Rodari, del 1960, sulla Luna di Kiev: “Un bambino si domandava se la Luna di Kiev fosse la stessa di quella di Roma, e la risposta era che tutti viviamo sotto lo stesso cielo”.

“La nostra generazione era abituata a vedere certe immagini in bianco e nero, oggi le vediamo a colori, assistiamo alla fuga di donne e bambini, agli abbracci tra padri e famiglie” ha esordito Francesco Torselli (FdI), parlando di una guerra che “affonda le radici nel recente passato”: dalla scelta di ingresso dell’Ucraina nella Nato ai “rimasugli” di quanto accaduto nel 2014 con la rivoluzione arancione; “tutti i ragionamenti si fermano quando accade un fatto che va oltre: quando uno stato decide di invadere un altro stato, l’Europa non può che schierarsi dalla parte della libertà e dell’indipendenza”. “Se la nostra generazione ha vissuto come eclatante l’episodio storico della caduta del muro d Berlino, l’Ucraina sognava la rinascita dell’Europa separata, che non finisse alla cortina di ferro, ma che abbracciasse anche i popoli dell’Est, secondo le parole d’ordine di libertà, giustizia, fratellanza”. Da qui la domanda: “L’Europa è stata in grado di mantenere vive le aspettative dei giovani di Kiev degli anni Novanta?”. Secondo Torselli, l’Unione Europea si è dotata di una moneta unica ma non ha né un suo esercito né una sua politica estera comune. Non possiamo neanche parlare di cultura europea, visto che non esiste un collante che ci faccia sentire appartenenti ad uno stesso Stato europeo. Per questo, oggi più che mai, dovremmo riprendere i sogni e i valori dei ragazzi di Kiev e farli nostri”, ha concluso, per “un’Europa non solo raffigurata su una monetina, ma nel nome di un patrimonio culturale del sentire europeo”.
“Oggi siamo qui, una delle poche volte davvero uniti, per una seduta non politica, ma per riflettere insieme davanti a quelle immagini trasmesse da televisioni e social, che toccano il cuore e la coscienza di ciascuno di noi”. Così Elisa Montemagni (Lega) ha espresso la vicinanza a tutto il popolo ucraino, a chi lascia il paese per mettersi in salvo e a chi vi rientra per combattere, alla donna che partorisce in metropolita sotto le bombe. “Nessuno si immaginava tutto questo”, ha affermato, parlando della “complessità dell’intera Europa, come continente”. Secondo Montemagni, tre sono le strade possibili: la collaborazione con enti sovranazionali; la competizione tra Stati nel rispetto dei diritti; la guerra tra popoli. “Putin ha scelto la guerra, una opzione che ha portato fratelli a combattere tra loro, e questo è davvero scioccante”, ha commentato la consigliera. Ma di fronte a tutto questo, “il mea culpa è d’obbligo: l’Europa ha sottovalutato una situazione che era lì latente, ha trascurato gli accordi di Minsk, si è dimostrata debole quando ha abbandonato l’Afghanistan, e si è trovata a questa esplosione inaspettata e orribile per l’umanità”. Secondo Montemagni, “la grande colpa dell’Europa è quella di non avere una politica estera comune”; da qui l’invito a ricorrere a negoziati, ma soprattutto a sanzioni “intelligenti”. “Oggi si parla di sanzioni e queste devono essere intelligenti, non possono trasformarsi in boomerang per noi, per la nostra economia, per le nostre aziende”. La consigliera ha quindi chiuso il proprio intervento invitando a chiedere allo Stato e all’Unione europea di tutelare e supportare le aziende del nostro paese, ribadendo la vicinanza all’Ucraina e sperando nella soluzione del conflitto nel più breve tempo possibile.

La seduta straordinaria d’urgenza sulla situazione in Ucraina è proseguita con l’intervento del capogruppo del Partito Democratico Vincenzo Ceccarelli che dopo aver espresso la scontata condanna a un’ingiustificabile invasione e la solidarietà al popolo ucraino ha aggiunto: “Ci sono momenti in cui restiamo esterrefatti, quasi paralizzati davanti al compiersi di fatti e misfatti che ti passano davanti senza che tu possa fare o dire qualcosa che sia quantomeno utile, senza voler ambire ad essere risolutivo”.

 

Il capogruppo del Pd dopo avere ricordato che si tratta di immagini che portano alla mente conflitti come la terribile guerra civile in Jugoslavia, le guerre nei Paesi arabi, o il terribile attacco alle torri gemelle, ha sottolineato l’importanza che “ha per noi l’articolo 11 della Costituzione attraverso il quale l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

 

“È in questi momenti – ha spiegato Ceccarelli – che abbiamo compreso quanto profondo fosse il desiderio di pace di quelle menti così lucide e acute che ci hanno regalato una Costituzione ancora oggi straordinariamente attuale e moderna. Putin, che mentre negozia cerca di portare a termine l’invasione dell’Ucraina, ha sottolineato che niente è più importante della sicurezza di ogni singolo Stato, e a lui vorrei dire che la sicurezza del mondo è certamente più importante della sicurezza di ogni singolo Stato. La solidarietà va al popolo ucraino tutto, ma anche a quei cittadini russi che hanno avuto la forza di manifestare il loro dissenso all’invasione”.

 

“Quello che è chiaro – ha concluso il capogruppo del Pd – è che non possiamo e non dobbiamo ricorrere alle armi e la loro fornitura personalmente già mi provoca turbamento. Abbiamo fatto bene a chiedere agli Stati di tutto il mondo di boicottare la Russia di Putin, attraverso sanzioni che colpiscano l’economia di quel Paese e possiamo chiedere all’Italia e al mondo intero di aiutare e sostenere i profughi e le vittime di questa guerra. Ma possiamo anche impegnarci, ognuno secondo le proprie possibilità per far si che la ricerca della pace e la condanna di ogni guerra diventino sempre più patrimonio dell’umanità. È stata bellissima ieri l’iniziativa di consegnare il Gonfalone d’argento a Rondine, un’esperienza che ci dice come i ragazzi possano diventare portatori di pace. Ci vorrebbero tantissime ‘Rondine’, perché come ha scritto Bertrand Russel, un pacifista, oltre che grande filosofo, ‘la guerra non stabilisce chi ha ragione, ma solo chi sopravvive’. E ancora una volta tocchiamo con mano la necessità che l’Europa debba avere una sola politica estera, una difesa comune, un’autosufficienza energetica. Lo spazio dell’Europa, come ha detto David Sassoli, deve diventare lo spazio della politica e della democrazia”.

 

Il portavoce dell’opposizione Marco Landi (Lega) ha detto di associarsi alla solidarietà che oggi viene espressa dal Consiglio regionale al popolo ucraino aggiungendo: “Credo che questo messaggio che noi mandiamo con questa mozione, che non so se arriverà fino in fondo ai veri destinatari, probabilmente no, non credo che sia una cosa inutile, perché anche le gocce scavano nella roccia. Dobbiamo chiederci un po’ di più che può fare la Regione Toscana. Non ci compete un’analisi geopolitica e miliare. Ma dobbiamo sottolineare quello che stanno facendo i volontari delle associazioni, in particolare i volontari della Croce Rossa Internazionale che dal 1863 portano, forse quello che possiamo portare noi, e per questo ringrazio il presidente Giani per la disponibilità che ha dato e il lavoro che probabilmente dovremo fare anche noi, per cercare di aiutare coloro che hanno veramente necessità di trovare un rifugio. E possiamo anche pensare di aprire davvero un tavolo per la pace, per far capire ai nostri ragazzi nelle scuole veramente che cosa significhi un conflitto, ma considerano anche quello che succede prima e che succederà dopo”.

 

“I simboli sono importanti – ha aggiunto il portavoce delle opposizioni – noi oggi abbiamo una bandiera con i colori della pace, ma questa parola può essere scritta ovunque, ma poteva esserci oggi la colomba con il ramoscello di ulivo. E quello che dobbiamo mandare al di là dei simboli è un messaggio più ampio sul significato della parola pace durante un conflitto. Indipendenza e neutralità fanno parte di quel concetto della parola pace che per me può essere scritta ovunque, quello che auspico è che la Toscana, e il Consiglio regionale, in questa fase dell’emergenza umanitaria siano capaci di essere solidali e ridare dignità a tutti quegli essere umani ucraini e russi che hanno bisogno che gli sia restituita la propria dignità”.

 

A concludere la seduta straordinaria d’urgenza del Consiglio regionale l’intervento del presidente della Giunta Eugenio Giani che ha ringraziato tutti i consiglieri per gli interventi che hanno trovato la loro sintesi nella mozione concordata e votata all’unanimità: “e che dà il senso di quello che è necessario, Istituzioni unite che con decisione siano in grado di condannare l’aggressione russa all’Ucraina e in grado, contemporaneamente, di porre le basi perché la nostra solidarietà sia una solidarietà non di facciata, ma concreta”.

 

“Io sono convito che rispetto ai valori dell’Europa – ha spiegato Giani – quello che è accaduto ci spieghi ancora di più quanto è importante procedere verso una più significativa Unione, perché nel mondo di oggi i soggetti che recitano un ruolo sono sempre di più quelli aggregati come la Cina, la Russia e gli Stati Uniti. E il vecchio continente non può rimanere frammentato, serve un soggetto che possa parlare con una voce sola nei momenti critici e più importanti. E per me è importante che al di là di quello che richiede la diplomazia, l’Ucraina venga inserita e accettata al più presto nell’Unione europea”.

 

“L’obiettivo nell’immediato è la sospensione del conflitto bellico – ha aggiunto il presidente – e la sensazione è che la Russia sfrutti il negoziato per concretizzare l’occupazione dell’Ucraina, noi da parte nostra dobbiamo fare la nostra parte, e già lo stiamo facendo dando piena disponibilità nell’accoglienza dei profughi. Sono in continuo contatto con i presidenti delle altre Regioni, con la protezione civile e con il Governo per gestire la situazione. La prima mossa è stata quella di mettere a disposizione di chi arriverà gli alberghi sanitari che abbiamo attivato per gestire l’emergenza Covid. Poi attraverso il lavoro dell’assessore Alessandra Nardini stiamo studiando come accogliere gli studenti ucraini attraverso le strutture del diritto allo studio. Abbiamo avuto la piena disponibilità del mondo del volontariato, che sta organizzando punti di raccolta per i beni, e per il momento abbiamo notizia di una trentina di persone dall’Ucraina che si sono ricongiunte alle famiglie che avevano qui. Non ci sono invece notizie per il momento su un flusso organizzato che chiede alloggio, ma quando e se accadrà ci faremo trovare pronti”.

 

“Domani – ha proseguito Giani – è prevista una riunione con la protezione civile, con i presidenti delle Regioni, e con il presidente Massimiliano Fedriga abbiamo già formalizzato un documento comune, da parte nostra c’è la massima unità per l’accoglienza. Penso sia molto importante creare un clima di conforto rispetto a una popolazione, tra chi ha bisogno di accoglienza e chi tornerà in patria a rivendicare i suoi diritti. La seduta di oggi del Consiglio regionale è un importante segnale ai cittadini per fare capire che siamo riuniti in modo permanente, perché presto dovremo prendere delle posizioni che ci daranno un valore politico. Mi piacerebbe poi individuare una zona, un’area dell’Ucraina dove fare un legato di amicizia per portare a quelle popolazioni aiuto e conforto. La sensazione è che la conquista delle città richiederà a Putin molto tempo e così forme di amicizia e prossimità potrebbero essere opportune”. Il presidente della Giunta ha anche annunciato che si è attivato per capire se esista una struttura regionale che possa essere messa a disposizione per la raccolta di beni con la nostra protezione civile.

Sostieni l’informazione gratuita con una donazione

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.