Aborti, i dati dell’Asl Toscana Nord Ovest: nel 2022 a Pontedera 214 interruzioni, 97 chirurgiche e 117 farmacologiche

È in Versilia l'unico primario non obiettore in Toscana. I numeri delle interruzioni di gravidanza

L’aborto in Italia non è reato. Non lo è più da quando, nel maggio del 1978, vennero abrogati gli articoli 545, e seguenti, del codice penale e fu approvata la legge 194. Una conquista per le donne, con battaglie in piazza delle femministe e del Partito Radicale, che ha portato al diritto di decidere sul proprio corpo. Sul diritto all’aborto, di recente, si è tornati a parlare anche alla luce della sentenza americana e del documento dell’Ordine degli psicologi della Toscana per garantire la libera scelta.

Ma, oggi, in tutta Italia, Toscana inclusa, abortire, con sempre più medici obiettori di coscienza, sembra essere diventata un’impresa. Se in alcuni ospedali italiani è quasi impossibile, lo è meno all’ospedale Versilia, dove c’è il nuovo primario Andrea Antonelli, unico primario in Toscana a non essere obiettore.

L’organico nel reparto all’ospedale Versilia, ad oggi, di quanti medici ginecologi è composto?

Tredici medici, oltre a me. Un calo di 5 medici, rispetto agli anni precedenti quando il team ospedaliero era composto di 18.

Di questi, quanti praticano le Ivg?

Solo due: Massimo Ciaponi e Alessandro Stefani. Nella mia carriera di ginecologo ho praticato un migliaio di interruzioni di gravidanza, ora che sono primario i miei compiti sono diversi, ma se occorresse, per ferie o malattia dei due colleghi, sono a disposizione per eseguirli”.

Tre i tipi di intervento. Può spiegarli?

“L ‘interruzione volontaria chirurgica, in anestesia, locale o generale, comunque in forma di day hospital,  consentita dalla legge italiana entro e non oltre i primi 90 giorni di gestazione (cioè dal primo giorno dell’ultima mestruazione), che corrisponde in termini ecografici a 12 settimane e 6 giorni. L’aborto farmacologico, possibile dal 2009, con l’introduzione della pillola Ru486, entro i primi 49 giorni di gestazione, che si effettua ormai senza ricovero, a livello ambulatoriale, in due sedute. L’aborto terapeutico, praticabile fino al 180mo giorno dal concepimento e solo in due casi: quando la gravidanza e il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna e quando siano presenti processi patologici, compresi quelli relativi a malformazioni o malattie del nascituro, che determinano un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna”.

All’ospedale Versilia la media delle Ivg chirurgiche in questo primo semestre del 2022? Le medie di aborti farmacologici e terapeutici, invece, come si attestano?

Al 1 luglio sono state fatte 105 ivg. di cui 65 chirurgiche e 40 farmacologiche”. 

Un dato controcorrente, quello del Versilia, visti i numeri, forniti dal primario Antonelli alla nostra redazione in tutta l’area vasta della Asl Toscana nord ovest dove le donne preferiscono l’aborto farmacologico a quello chirurgico: a Massa 211 ivg, 53 chirurgiche e 158 farmacologiche, a Lucca 154, di cui 76 farmacologiche e 79 chirurgiche, a Pontedera 214 aborti, 97 chirurgici e 117 farmacologici, a Livorno 183 aborti, 66 chirurgici e 117 farmacologici, a Cecina 101 ivg, di cui 30 chirurgiche e e 71 farmacologiche, a Piombino 47 aborti, di cui 6 chirurgici e 41 farmacologici, e all’Isola d’Elba 29, di cui 12 chirurgici e 17 farmacologici.

Negli anni precedenti erano tornati in auge gli “aborti clandestini”. Certo, non come, indietro nel tempo, quando le donne rischiavano la vita, con ferri da calza arrugginiti o infusi a base di prezzemolo, ma  la “mammana” 2.0 arrivava, da quanto emerge sul web, da internet, dove si possono facilmente acquistare le pillole per abortire che altro non sono che medicinali contro il mal di stomaco: il Cytotec, farmaco contro l’ulcera – venduto anche in farmacia, dietro, però, prescrizione medica – che nel caso di gravidanza provoca, a distanza di poche ore, contrazioni uterine, ma che può portare anche a conseguenze molto gravi, dalle emorragie forti alla morte…

“Da quando sono primario al Versilia non si è presentato nessun caso”.

Vero che chi fa diagnosi prenatali all’ospedale Versilia, come il bitest e la morfologica, e chi si occupa di procreazione assistita sono tutti obiettori di coscienza?

“Si, confermo”.

Secondo lei la legge 194 andrebbe cambiata? 

“Ho 62 anni, non avevo ancora compiuto 18 anni quando ci fu il referendum, e per questo non sono potuto andare alle urne, ma avrei votato sicuramente si all’abrogazione della norma che rendeva illegale l’aborto. La legge, secondo me, è ancora valida, ma qualcosa va cambiata. Non per l’ivg, ma per l’aborto terapeutico dove la scelta non è della donna, come per l’interruzione volontaria, ma viene demandata ad una valutazione medica in merito alla salute sia fisica che psicologica della gestante. Quanto previsto ad oggi dalla legge 194 carica una responsabilità non indifferente sul medico non obiettore, in particolare nel caso della interruzione terapeutica”.

Non si interrompe, infatti, con l’aborto terapeutico, una gravidanza perché il feto è malato, o malformato – questa sarebbe eugenetica – ma perché la sua nascita comporterebbe ripercussioni negative sulla madre, mettendone a grave rischio il suo equilibrio, anche mentale. E, a certificare sia il pericolo per la vita della gravida, che le ripercussioni in caso di nascita di un bimbo con malformazioni, dalla patologia della sindrome di Down a varie malattie genetiche, è il medico preposto. Con rischio, per il professionista, di denunce per falso in atto pubblico ( la Giurisprudenza conta casi anche in Toscana ).

Quanto aborti terapeutici al Versilia?

” In questo semestre  – spiega il dottor Alessandro Stefani, contattato telefonicamente dal nostro giornale-  non stati più di 3: da quando, infatti, all’ospedale di Lido di Camaiore, dove sono esperti nel bi-test, non vengono più effettuate le amniocentesi, spostate tutte a Pisa, quel tipo di interruzione di gravidanza viene fatto a Cisanello (fuori dall’Asl Toscana nord ovest)”.

Interruzione di gravidanza terapeutica, che al contrario dell’Ivg, almeno in Toscana, sarebbe esentata dall’obiezione di coscienza. Ma non tutti la interpretano allo stesso modo. E il problema, comunque, è ben più grande di quanto si possa immaginare, visto che per sottoporsi a un aborto, almeno nel caso di quello chirurgico e terapeutico, non c’è bisogno solo di un medico ma anche di un anestesista, un ferrista, ostetriche  e infermieri che non siano obiettori di coscienza. Cosi come il medico psichiatra che certifichi alla donna lo stato di salute mentale a rischio nel caso portasse avanti la gravidanza.

Dai numeri, quello che emerge, è comunque che al Versilia, come in tutti gli ospedali dell’area vsta dell’Asl Toscna nord ovest, l’aborto è garantito. Anche se i giorni stabiliti per le interruzioni sono solo due: il mercoledi e il venerdi di ogni settimana.

Quanto agli interventi chirurgici, di ginecologia, l’ospedale Versilia è il primo assoluto dell’area vasta, e secondo per le nascite, dopo Massa.

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