Mazzeo e Primo Maggio. “Ridiamo un orizzonte occupazionale ai giovani”

Primo Maggio, Antonio Mazzeo, il capolista tra i candidati alle elezioni regionali per il Pd nel collegio pisano parla del significato di questa giornata e del valore che assume sul territorio pisano e nel Comprensorio del Cuoio in questo tempo, con un intervento in cui offre la sua lettura della questione lavoro.

“La chiamiamo da sempre Festa del Lavoro. Primo Maggio, una giornata simbolo. Eppure mai come oggi è difficile associare questa ricorrenza alla parola Festa. Ero – dice Mazzeo – a Saline di Volterra, ieri. Con le 200 lavoratrici e lavoratori che potrebbero presto perdere il loro posto dopo la decisione dell’azienda di chiudere lo stabilimento. Ero a San Miniato e Santa Croce, due giorni fa, per confrontarmi con le difficoltà del mondo conciario. E da quando ho iniziato la campagna elettorale ho visitato decine di aziende, parlando coi lavoratori e con gli imprenditori, ascoltando le loro rispettive difficoltà. Con una consapevolezza sempre crescente. La mia generazione per la prima volta immagina per i propri figli un futuro peggiore del proprio. E’ per questo che dalla difesa e dalla creazione di lavoro passano gran parte della prospettive di sviluppo di questa provincia e della Toscana intera. E si badi bene, non basta uno slogan recitato con la felpa addosso e il nome della città di turno stampato sopra per cambiare le cose. Non basta arrivare dopo quattro giorni davanti a una fabbrica, urlare qualche slogan e qualche frase a effetto e poi ripartire verso un’altra città, un’altra felpa e le stesse parole. No. Non è questo il senso del Primo Maggio. Non del nostro, per lo meno”. Poi Mazzeo continua e spiega: “Come Partito Democratico qui siamo e qui restiamo. Accanto alle lavoratrici e ai lavoratori. E il nostro Primo Maggio vuole e deve essere una occasione per riflettere su come mettere questo territorio nelle condizioni di attrarre nuovi investimenti e, di conseguenza, creare quel lavoro che in tanti ci chiedono. Dobbiamo dare una risposta alle aziende aiutandole a scegliere di non portare le attività altrove. E dobbiamo fare in modo che i lavoratori, soprattutto quelli più giovani, non vedano il loro orizzonte occupazionale limitato a pochi mesi, se non pochi giorni, e a contratti precari senza tutele né diritti. E’ questo il senso del Jobs Act. Ed è questo il senso del tavolo col governo che, secondo quanto abbiamo condiviso lunedì scorso col sottosegretario Luca Lotti, dal primo giugno metteremo in piedi per costruire insieme strumenti di sviluppo economico e fare di Pisa e della sua provincia la capitale del Tirreno. E allora – conclude Mazzeo – se davvero vogliamo dare un senso profondo a questo Primo Maggio, la politica deve prendersi davvero un impegno preciso: dare nei prossimi 5 anni risposte in tempi certi e rapidi e tradurre le parole in atti concreti. E’ solo perseguendo con convinzione questa strada che potremo, un giorno, tornare davvero a vivere il Primo Maggio soltanto come una Festa”.

 

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