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Consiglio regionale, tutti in aula. Mazzeo eletto segretario foto

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C’era aria di primo giorno di scuola, ma non solo, per la “prima” del consiglio regionale del Rossi-bis. Fra volti vecchi e nuovi e, soprattutto, un pubblico raro a vedersi nell’assise di via Cavour, è iniziata la decima legislatura dell’organo elettivo della Regione Toscana. La prima per i consiglieri regionali provenienti da Pisa e dalla sua provincia: Andrea Pieroni, già presidente della Provincia, Antonio Mazzeo, candidato per un posto da segretario questore dell’ufficio di presidenza, poi risultato eletto, e Alessandra Nardini nel Pd; Roberto Salvini della Lega Nord, che ha presieduto la seduta come consigliere anziano e Irene Galletti del Movimento Cinque Stelle.

Mazzeo è uno dei primi ad arrivare, saluta tutti, parla a lungo con il presidente Rossi, prima dell’inizio della seduta, si intrattiene con i colleghi neoconsiglieri, accomodandosi nei banchi più vicini alla presidenza, fra gli scranni dedicati alla maggioranza. Alessandra Nardini, la seconda più giovane del consiglio, fa le veci di segretaria accanto al presidente Roberto Salvini della Lega Nord, il più anziano, prima delle votazioni per i nuovi organi assieme alla lucchese Ilaria Giovannetti. L’ex presidente della Provincia, Andrea Pieroni, invece, anche lui fra i primi ad arrivare, si piazza accanto a Stefania Saccardi, neoassessore a sanità, sociale e sport, praticamente al lato opposto di Mazzeo.
La prima seduta ha subito proceduto alla nomina del presidente del Consiglio, dei vicepresidente e dei segretari questori. Eugenio Giani del Pd è stato eletto presidente dell’assise al primo scrutinio con oltre 30 voti. Vicepresidenti Marco Stella di Forza Italia e Lucia De Robertis del Pd. Antonio Mazzeo (Pd) e Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) sono invece stati nominati segretari questori. “Sono davvero orgoglioso di poter ricoprire questo ruolo – ha detto Mazzeo – e mi sento ancor più determinato e responsabilizzato a raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti nel corso della campagna elettorale. Sono convinto che insieme al neo presidente del consiglio Eugenio Giani, ai vicepresidenti Lucia De Robertis e Marco Stella e all’altro segretario Giovanni Donzelli riusciremo a lavorare in maniera positiva e a rendere il consiglio regionale più efficiente e rapido nelle sue decisioni”. Mazzeo ha quindi ribadito quelli che saranno i suoi impegni principali nella legislatura appena iniziata. “Lavorerò da subito – ha spiegato – per dare alla provincia di Pisa il ruolo centrale nel progetto di rilancio dell’Area Vasta Costiera e insieme all’assessore Bugli abbiamo già gettato le basi perché Pisa sia sede di uno dei progetti pilota per la sicurezza che vedranno protagonista la Regione Toscana. Il tutto senza dimenticare il lavoro, a partire dalla vertenza della Smith di Volterra che ha avuto ieri un primo positivo passo in avanti ma sulla quale non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia”.

 

Il presidente del Consiglio è Eugenio Giani
È Eugenio Giani (Pd), già presidente del Consiglio comunale di Firenze. il nuovo presidente del Consiglio regionale della Toscana. L’assemblea, che si è riunita questo pomeriggio per la prima seduta della decima legislatura, lo ha eletto alla prima delle tre votazioni disponibili. Ben 32 (ne servivano 30) dei 40 neoconsiglieri regionali hanno infatti indicato il nome di Giani sulla scheda durante la votazione a scrutinio segreto: un numero sufficiente a raggiungere quella maggioranza dei tre quarti dei votanti necessaria, secondo lo Statuto, per l’elezione al primo turno. Oltre a Giani dalle urne sono usciti i nomi di Giacomo Giannarelli (Movimento Cinque Stelle) che ha ottenuto cinque voti, e di Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra) che ne ha ottenuti due; c’è stata inoltre una scheda bianca.
Prima del suo discorso di insediamento, Giani ha tenuto a ringraziare e salutare il precedente presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci e il vicepresidente del Consiglio Giuliano Fedeli, presenti tra il pubblico.
“È un’emozione essere stato eletto alla prima votazione e aver ricevuto giudizi tanto positivi – ha esordito il nuovo presidente –. Tutto questo mi riempie di soddisfazione e mi carica di grande responsabilità”. “Il ruolo di garanzia che devo svolgere in questo Consiglio – ha proseguito – è un concetto assai alto in democrazia. Ci sono momenti in cui la dialettica si deve svolgere, in specchiata trasparenza, ma ci sono anche momenti in cui tutta l’aula si deve porre in maniera compatta, quando si tratta di rappresentare ivalori che ispirano la vita democratica e di impegnarsi per ilbene della comunità”. Secondo Giani “è necessario anteporre a tutto lo spirito di servizio. Leggendo lo Statuto, risulta evidente che il nostro ruolo in primis è quello di rappresentare la comunità toscana, ancora prima di essere organo legislativo”. Quella comunità toscana che, caso unico in Italia, ha ormai la stessa configurazione territoriale da ben 460 anni.
“Sono d’accordo con il presidente Rossi quando sostiene che c’è una necessità di rilancio delle Regioni, dobbiamo essere noi ad autoriformarci. In questa decima legislatura – ha detto ancora Giani – dobbiamo guardare lontano e dimostrare che qui si lavora molto”. Per questo la prima legge di iniziativa dell’Ufficio di presidenza che il neopresidente proporrà sarà quella di far indossare ai consiglieri regionali, così come succede con i sindaci e con i rappresentanti della Provincia, una fascia distintiva, “per far vedere ai cittadini che siamo e stiamo in mezzo alla gente”. Gli uffici del Consiglio saranno inoltre d’ora in avanti aperti anche al sabato, e rinunceranno alle due settimane di chiusura nel mese di agosto; si penserà inoltre al modo di rendere accessibile l’istituzione al pubblico, rendendo permanenti iniziative come quella, già in vigore, di Palazzo aperto. “Rivolgo un accorato appello a ciascuno di voi – ha concluso Eugenio Giani–. Ciascuno deve rappresentare l’intera comunità, senza vincolo di mandato. Solo così sono sicuro che faremo fare un salto in avanti a questa istituzione”.

I vicepresidenti e i segretari questori
L’aula, presieduta da Eugenio Giani, ha completato l’elezione dell’Ufficio di presidenza (due vicepresidenti e due consiglieri segretari). Leonardo Marras, Pd, ha presentato la candidatura come vicepresidente di Lucia De Robertis (Pd); il nome di Marco Stella (FI), sempre per la vicepresidenza, è stato avanzato da Stefano Mugnai (capogruppo di Forza). De Robertis è risultata eletta con 24 voti; Stella con 9. Cinque voti sono andati a Giacomo Giannarelli, Movimento 5 Stelle; 2 a Paolo Sarti (Sì – Toscana a Sinistra).
Eletti anche i due consiglieri segretari: Antonio Mazzeo (Pd), presentato da Marras, ha ricevuto 24 voti; Giovanni Donzelli, Fratelli d’Italia, 9. Cinque voti sono andati a Irene Galletti (Movimento 5 Stelle) e 2 a Paolo Sarti (Sì – Toscana a Sinistra).
Claudio Borghi (Lega Nord – Salvini) ha argomentato l’indicazione di Donzelli – come pure il voto precedentemente dato a Stella – nel quadro delle ragioni per cui la Lega Nord non ha presentato propri candidati né chiesto “alcuna poltrona per sé nonostante indubbi vantaggi” connessi. Ciò deriva “dal preciso mandato ricevuto dagli elettori”, tale da marcare “anche fisicamente l’opposizione rispetto alla maggioranza”. Un’opposizione che sarà “molto dura”. Borghi ha quindi indicato nel portavoce dell’opposizione il ruolo più preciso per “rimarcare il progetto alternativo” e far “da contraltare” rispetto alla maggioranza.
Polemica forte da Movimento Cinque Stelle, il primo ad intervenire in assise (con tanto di “gaffe” della regia video del Consiglio, che lo ha indicato come Gabriele Bianchi, probabilmente per uno scambio di postazione). A fine votazione l’intero gruppo del M5S ha ribadito la necessità che fosse rappresentata anche nell’ufficio di presidenza, al di là degli accordi presi fra maggioranza e opposizione “azzurra” la componente a cinque stelle.

 

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