Castelfranco verso l’Area sanitaria Toscana Costa con Pontedera foto

Alla fine è una voce unitaria, se non per qualche piccola eccezione uscita e ha detto che Castelfranco di Sotto vuole andare a fare parte della Asl 5 ovvero dell’Area vasta Toscana Costa.

Questa la sintesi del consiglio comunale aperto agli interventi della cittadinanza e alle relazioni dei tecnici che si è svolto a Castelfranco di Sotto fino a tarda notte tra venerdì e sabato. Un consiglio complesso, in cui sono emerse varie considerazioni e vari punti di vista, ma tutti, anche se con alcune precisazioni, avevano come denominatore comune il fatto che Castelfranco si sente più legato all’area della Toscana Costa e quindi anche per le politiche sanitarie vale lo stesso criterio di appartenenza. Molti cittadini che sono intervenuti arrivati anche dai comuni limitrofi in particolare da Montopoli, dove gli esponenti dell’opposizione e del comitato referendario hanno ribadito la volontà di fare i referendum e di voler portare Montopoli nell’area toscana costa anche per quanto riguarda la sanità. Presenti in sala, come auditori, anche il sindaco di Santa Croce Giulia Deidda e il vicesindaco di Montopoli Linda Vanni. Nessuna rappresentanza invece da parte di San Miniato né dell’opposizione né della maggioranza né, tanto meno, della cittadinanza. Alla fine della lunga serata, prima degli interventi dei consiglieri regionali Andrea Pieroni e Alessandra Nardini, a trarre la sintesi degli interventi è stato il sindaco Gabriele Toti.
“Dalla serata – ha detto – si è chiaramente capito quel è l’indirizzo della popolazione e della maggioranza visto anche quanto emerso nel corso della discussione, nella stragrande maggioranza degli interventi, per non dire la totalità, ha espresso un parere favorevole all’appartenenza del nostro comune all’area Costa anche per la sanità. Ovviamente, il discrimine non è stato e non può essere la distanza dagli ospedali: questa è una logica assolutamente superata, ma semmai il ruolo che i territori andranno ad avere nelle nuove macro aree che poi nel caso di Castelfranco sono quella costiera e quella della toscana centrale. Noi non possiamo lamentarci di come viene erogato il servizi sanitario dalla Asl 11 nel nostro territorio, così come bisogna che sia chiaro che la garanzia del servizio sanitario c’è in qualunque Asl alla fine si venga collocati, ma per noi la collocazione naturale del nostro territorio e dei cittadini di Castelfranco è nell’area costa. In passato non ho mancato di essere critico ed esprimere contrarietà ad altre riorganizzazioni come quella della nuova legge elettorale che collocherebbe il nostro territorio non con Pisa ma con la Toscana centrale e quindi anche in questo caso non avrei problemi a pronunciarmi contro le scelte del partito a cui appartengo, ma le logiche che stanno alla base della riforma sanitaria e l’opportunità di scelta lasciata ai territori periferici sembrano essere diverse in questo caso”. E infatti durante la serata da Rocco Damone, il commissario al vertice in via temporanea dalla macro area della Toscana centrale, ha più volte ribadito quali sono le posizioni dell’assessore regionale e che, anche se per il momento non è ancora previsto nel disegno di legge, ai territorio periferici come il comprensorio del cuoio sarà data la possibilità di esprimersi su quale area andarsi a collocare. La stessa Saccardi, infatti, vorrebbe chiudere l’iter della legge entro Natale. Ma prima la attendono una lunga serie di incontri con i territori e con i cittadini. Insomma, il margine di manovra a livello politico per portare Castelfranco e gli altri comuni del Comprensorio del Cuoio nell’area vasta della costa sembrano esserci da parte della Regione, sul piano degli effetti politici sul territorio invece questo potrebbe voler dire molte cose.
Di parere assolutamente contrario, sono gli esponeti del Movimento 5 Stelle di Calstefranco, che hanno ribadito che stare a disquisire sulla scelta della Asl non serve a niente ed è solo un’operazione demagogica, mentre si sono detti profondamente contrari alla legge di riorganizzazione della sanità toscana in macroaree, con la soppressione della Asl. Il principale timore infatti per i grillini è che dietro alla riforma sanitaria regionale si celi una perdita di servizi e risorse da destinare alle politiche sanitarie regionali e quindi all’assistenza dei cittadini. Per questo, il Movimento 5 stelle di Castelfranco ha ribadito la propria contrarietà e ha invitato i cittadini ad andare a firmare per la proposta di referendum abrogativo della legge.
Aurora Rossi, esponente di opposizione della lista Castelfranco Soprattutto, ha detto che per lei la scelta di Pontedera può essere giusta purché si mantengano i servizi ai cittadini e ha rivendicato la presunta paternità del consiglio comunale aperto agli interventi dei cittadini.
Molti anche gli interventi dei semplici cittadini, tra cui anche due esponenti di Montopoli. Carli dell’opposizione che pur essendo a Castelfranco ha parlato della situazione di Montopoli e del proprio appoggia alla vicenda referendaria, sottolineando che Capecchi, il sindaco di Montopoli, starebbe lavorando per non far attuare il referendum, mentre un esponete del movimento referendario di Montopoli ha sottolineato che a Montopoli i referendum e che le firme che rappresentano oltre il 10 per cento della popolazione sono già state depositate.

 

Una questione di opportunità
La scelta di andare nell’area Toscana costiera o nell’area Toscana centro, non è fine a se stessa. Non si lega neppure alle logiche di distanza dalle strutture sanitarie. Ma è una questione di come un territorio periferico possa garantire che la sua voce, in una logica di Sanità diffusa, possa essere rispettata e che non diventi marginale per la presenza della strutture sanitarie sul territorio. A Castelfranco di Sotto, il sindaco Toti e i suoi cittadini sembrano essere convinti che la loro voce e forse anche a Montopoli è così, sia più facile farla sentire nell’ambito dell’area vasta Costiera, dove Casltefranco si colloca come comune pisano a tutti gli effetti, come ha sottolineato i consigliere Turini “anche l’Unione europea per le politiche economiche e per i bandi ci colloca con l’area costiera con Pisa”. Di sicuro c’è che l’omogeneità politica della provincia di Pisa e il fatto che i comuni del Valdarno che passeranno nell’attuale asl 5 andranno a rafforzare dal punto di vista demografico e come peso politico quell’area oggi rappresentata dalla Valdera dalla Valdicecina e da Volterra che conta su una grande estensione territoriale, ma su una densità abitativa (tolte Pontedera, Ponsacco e Calcinaia) assai bassa, a differenza del Comprensorio che invece vanta molti abitanti su poco territorio. Un’area, quindi, che nella futura macro Asl della costa potrebbe avere un peso strategico e bilanciare la forte densità abitativa di Lucca e provincia, ad esempio garantendo la possibilità di far arrivare e mantenere sul territorio servizi sanitari e sociali oltre che una rete infrastrutturale importante disinnescando la logica geografica della aree periferiche sicuramente più svantaggiate.
Altre dinamiche invece si potrebbero innescare rimanendo nell’area Toscana centro che per sua conformazione tende a essere accentrata su Firenze. In questo scenario, per il comprensorio, ovvero per i quattro comuni, non resterebbe probabilmente che il ruolo di una periferia della città metropolitana, pur garantiti i servizi, nelle logiche della sanità, dove bene poco avrebbe il peso demografico e politico di San Miniato, Montopoli, Santa Croce sull’Arno e Castelfranco di Sotto, piccoli comuni al margine di una grande area metropolitana estesa oggi fino a Empoli.
Su questo ragionamento, si innesca la questione dell’unita territoriale del comprensorio e del futuro dell’Unione che oggi più che mai rischia di naufragare proprio sulla spaccatura che si sta per creare sulle logiche sanitarie con Vittorio Gabbanini e San Miniato tutti proiettati verso la fiorentinità sanitaria. Una logica che forse potrebbe essere disinnescata da Santa Croce sull’Arno, qualora il suo sindaco Giulia Deidda riuscisse a prendere una posizione incondizionata dalle pressioni di San Miniato. Proprio su questo, a lato del consiglio comunale di Castelfranco, abbiamo chiesto a Deidda cosa pensi riguarda alla collocazione sanitaria del territorio del comprensivo e lei ha risposto: “Sì, aspetta che te lo dico a te”.
La riforma sanitaria Regionale
Al momento ci sono le linee guida della nuova legge regionale, le cornici come hanno spiegato Andrea Pieroni e Alessandra Nardini, i due consiglieri regionali eletti in provincia di Pisa e intervenuti al dibattito di ieri sera. Linee guida che nelle prossime settimane dovranno diventare legge e che vanno a riorganizzare la sanità toscana in tre macroaree, oltre alla cliniche universitarie, abolendo le Asl e razionalizzando servizi e spese. A illustrare i principi su cui si muoverà la nuova legge è stato Rocco Damone, ex direttore generale della Asl 5 e ora a capo come commissario della futura macro area della toscana centro. La nuova legge si muove su principi socio sanitari e i due settori dovranno andare insieme ed essere concepiti in un unico disegno, previste anche nuove figure di garanzia e commissioni che dovranno essere l’anello intermedio tra i vertici della tre macro aree e le strutture locali. La nuova sanità toscana sarà costruita su una dicotomia: le strutture territoriali dove sarà garantita un’assistenza con i servizi di base per i pazienti e poi le strutture sempre più specialistiche fino ad arrivare agli ospedali di area vasta, dove il cittadino troverà le cliniche specialistiche di alto livello. Nel caso dell’area toscana centro, a Careggi e Pisa, con l’ospedale di Cisanello per l’area costiera. Pontedera ed Empoli, Lucca, Viareggio, saranno ospedali di primo livello ovvero in grado di garantire servizi fondamentali e l’emergenza urgenza. Sul territorio rimarranno le strutture come le case della salute e tutto ciò che riguarda il socio sanitario. Attraverso distaccamenti locali in grado di erogare il servizio vicino a casa del cittadino. La nuova sanità quindi muoverà su una logica neutralistica da un lato e capillare d’altro, ma quando si parla di salute e cure ad alta specialità, la logica prevalente sembra essere quella centralistica sugli ospedali di area vasta o di secondo livello. “In questo meccanismo – ha spiegato Damone – l’assistenza sanitaria sarà garantita allo stesso modo sia che Castelfranco e gli altri comuni rimangano nell’area Toscana centro oppure che si spostino nell’are Toscana costa. E qualunque sia la scelta, gli accessi dei cittadini alle strutture sanitarie di un’area a o di un’altra, saranno garantite. Anzi – ha spiegato Damone – nella nuova logica sarà compito della sanità indirizzare il cittadino verso le cliniche specialistiche migliori, sulla base del loro caso garantendo in questo modo i migliori trattamenti. Una logica per risparmiare e allo stesso tempo per garantire le migliori prestazioni a tutti”.
“La libertà di scelta dei territori periferici non incide e non cozza con quelli che sono i bilanci complessivi della spesa sanitaria regionale – ha continuato il vertice dell’area Toscana centro – quindi per questo, anche se per ora non è garantito nelle linee guida della nuova legge che collocano il Valdarno pisano nell’area Toscana, ai territori di confine sarà garantita la possibilità di esprimersi su dove vogliono collocarsi”.

 

Gabriele Mori

 

 

 

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