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Deidda: “Restare uniti per costruire città policentrica”

La parola d’ordine è “restare uniti”. Evitare, in sostanza, di farsi coinvolgere dal gioco dei campanili e delle appartenenze, per costruire piuttosto una “realtà policentrica”.

Un tema antico per il Valdano Inferiore, un sogno inseguito fin dai tempi dell’Intercomunale e della cosiddetta “città dei 100mila abitanti”. Un tema che oggi sembra un po’ abbandonato, sacrificato in buona parte dalla recente diatriba sulla scelta della Asl di appartenenza, ma che resta invece ben chiaro nella testa del sindaco di Santa Croce Giulia Deidda, che in un’epoca di braccio di ferro tra chi guarda verso Pisa e chi preferisce Firenze, torna a rimarcare piuttosto l’importanza di fare squadra. Un concetto ribadito questa mattina, in apertura del convegno organizzato dall’associazione conciatori al museo del Cuoio. Il tutto alla vigilia della presentazione del Progetto innovazione urbana (Piu), il bando di finanziamento regionale per la creazione di servizi integrati di area che vede coinvolti, in modo associato, tutti i 6 comuni del comprensorio del Cuoio. “Dobbiamo essere uniti perché questa è sempre stata una zona di cerniera”, ha ricordato Deidda, sottolineando l’importanza del cosiddetto Tavolo di Distretto: “Uno strumento che può giocare un ruolo importante, dandoci maggior peso sia nei confronti dell’area fiorentina sia nei confronti di quella pisana. Come territorio ci stiamo organizzando in modo unitario per diventare una realtà policentrica”. Una partita importante quella toccata da Deidda, che si inserisce nella grande rivoluzione della geografia istituzione della Toscana, nella quale il Valdarno è chiamato a decidere del proprio destino puntando soprattutto a far valere il proprio peso economico, evitando di diventare una semplice periferia (magari divisa) della grande area metropolitana fiorentina o della cosiddetta area costiera. (g.p.)

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