Telecamere Santa Croce, Oliveri lancia il referendum

“Ben vengano le telecamere nelle zone industriali, ma perché non fare altrettanto anche sul resto del territorio?”. È la domanda che l’ex vigile Enzo Oliveri rivolge all’amministrazione comunale di Santa Croce, dopo che l’Associazione conciatori, pochi giorni fa, ha annunciato la prossima installazione di 22 telecamere che controlleranno tutti gli accessi alle zone produttive di Santa Croce, Castelfranco e Fucecchio (Leggi qui Furti in conceria, Assoconciatori mette 22 telecamere).

“Un paradosso” secondo Oliveri, continuare ad opporsi all’utilizzo di videosorveglianza anche nelle zone urbane, “quando toccherà proprio alla polizia municipale di Santa Croce, come previsto per legge – sottolinea l’ex vigile – visionare le riprese delle telecamere che saranno montate nella zona industriale. Allora perché non controllare la rimanenza del territorio? – chiede Oliveri in una nota – Territorio dove negli ultimi tempi si sono verificati episodi degni di cronaca”.
Lìex vigile, infatti, nell’esprimere la propria soddisfazione per l’iniziativa dei conciatori, ricorda di essere stato il promotore, nel 2010, della petizione per l’installazione delle telecamere a Santa Croce. “Ho letto con soddisfazione che l’Associazione conciatori, dopo l’ennesimo furto in una conceria, si è decisa a far installare delle telecamere sofisticate nella zone industriali di 3 comuni per cercare di monitorare e ridurre questo fenomeno. Anche il Consorzio conciatori di Ponte a Egola, di recente, aveva dichiarato che le avrebbe fatte installare nella propria zona industriale.
Prima di Natale, dopo aver letto un articolo in cui l’Associazione di Santa Croce annunciava quest’intenzione, sono andato nella sede dell’associazione e una persona addetta mi ha spiegato come avrebbero funzionato queste sofisticate telecamere. È da anni, del resto, che l’associazione ha questa idea. Ricordo benissimo quando iniziai nel 2010 a raccogliere le firme per far installare le telecamere nel comune di Santa Croce, e già allora mi dissero che sarebbero stati d’accordo ad installarle a spese proprie nella zona industriale”.
“In qualità di promotore di quella petizione, inoltrata all’ex sindaco Osvaldo Ciaponi il 29 novembre 2010 – ricorda Oliveri – con un adesione di ben 1042 firmatari, ho pensato che l’unica soluzione sia quella di dare la parola ai cittadini con un referendum consultivo”. Un’idea, spiega Oliveri, maturata in virtù della linea tenuta dalla nuova amministrazione, che “come la precedente – afferma – non ha intenzione di installare le telecamere su tutto il territorio e ha già bocciato in consiglio ben due interrogazioni della minoranza”. “Così, per far cambiare idea all’amministrazione e fare le cose in regola ho pensato che l’unica soluzione sia quella di indire un referendum consultivo come previsto dalla Statuto comunale. Per indirlo, tuttavia, occorre un apposito regolamento previsto all’art 62 dello Statuto comunale. Regolamento che ad oggi, dopo averlo richiesto al sindaco prima di agosto 2015 non è stato ancora fatto. Sulla mia pagina di facebook, ho scritto che se entro il 16 di questo mese non fosse stato attuato il regolamento avremmo iniziato, anche su pressione di tanti cittadini, a fare manifestazioni dimostrative davanti al municipio, analogamente a quanto fatto contro l’arrivo dei profughi all’Hotel Cristallo”.
“Mi auguro che dopo questo annuncio dell’Associazione conciatori – conclude Oliveri – la nostra amministrazione ci ripensi, anche perché non vedo come sia possibile, se toccherà alla polizia municipale di Santa Croce controllare i filmati, come è necessario e utile per le indagini di polizia giudiziaria, che non si possa e debba controllare la rimanenza del territorio, dove negli ultimi tempi si sono verificati episodi degni di cronaca”.

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