Piscina di Castelfranco, le opposizioni chiedono spiegazioni

La piscina di Castelfranco approderà anche nel prossimo consiglio comunale, attraverso un’interpellanza presentata congiuntamente da tutti i consiglieri di opposizione. Una richiesta di spiegazioni quella reclamata da Cristina De Monte, Luca Trassinelli, Aurora Rossi, Giosafat Scaduto e Genda De Nisi, soprattutto in merito alle notizie degli ultimi giorni.

Notizie che sembrerebbero indicare una rinuncia alla gestione della struttura da parte dalla cordata di cooperative romane vincitrici del bando. Un’associazione temporanea di imprese che in sostanza non si sarebbe più presentata, dalle parti di piazza Bertoncini, per prendere possesso della piscina. Uno scenario che adesso sembra aprire la porta al ritorno della Uisp zona Cuoio, storico gestore dell’impianto, nonostante la stessa Uisp si fosse attrezzata, proprio dopo la perdita di Castelfranco, per prendere in carico la piscina privata de Le Barbate, nel comune di Montopoli. Da qui l’interpellanza dei gruppi di opposizione, per conoscere nei dettagli la situazione di un impianto chiuso ormai dal 26 marzo scorso in attesa del passaggio di consegne tra vecchio e nuovo gestore. “L’interruzione del servizio ha causato notevoli disagi agli utenti, provocando la perdita di un servizio – si legge nell’interpellanza -. Tale interruzione poteva essere evitata modulando opportunatamente la tempistica del bando e dell’assegnazione, oppure inserendo nel bando una specifica indicazione riguardante gli accordi di subentro tra due diversi gestori”. Il documento chiede quindi “spiegazioni sulla situazione generale della piscina, in particolar modo riguardo alle modalità e alle tempistiche scelte per il bando di affidamento e sulla sua assegnazione definitiva, nonché una descrizione dettagliata di tutte le fasi di questa vicenda dalla data di formulazione del bando al momento attuale”. Non solo: i consiglieri di opposizione chiedono anche di “conoscere il costo dell’impianto in questo periodo di inattività e il soggetto che deve assumersi tale onere, nonché gli atti messi in campo dall’amministrazione fino ad adesso perché la piscina non fosse chiusa, e quelli previsti in futuro perché la piscina possa riaprire al più presto con indicazioni di tempi e modalità di riapertura”.

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