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Cannabis il dibattito si accende. Il punto di vista del diritto e della scienza

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“La disputa tra proibizionismo e antiproibizionismo è oggi fuorviante, verissimo, questo perché non c’è bisogno di proibire, ma di educare al consumo”. A dirlo il giorno in cui è cominciato l’iter parlamentare del disegno di legge per la legalizzazione della coltivazione e detenzione (di piccoli quantitativi) della canapa indiana sono Matteo Trapani, vicesegretario provinciale PD Pisa, segreteria nazionale GD, e Marco Martinelli, dottorando in biotecnologie vegetali presso la Scuola Sant’Anna, Cantante.

“Oggi è iniziata la discussione alla Camera sulla legalizzazione della canapa indiana e relativa regolamentazione – dicono infatti l’eponente politico e l’uomo di scienza – che, con ogni probabilità, continuerà a settembre. In questi giorni alcuni hanno posto dei dubbi che vogliamo provare ad affrontare”.
“Educare ad una corretta alimentazione, – spiegano – ad un utilizzo corretto di farmaci e sopratutto psicofarmaci, educare i giovani a non guidare se hanno bevuto. Educare e responsabilizzare. Questa proposta di legge non promuove un consumo leggero o un consumo pesante, non pubblicizza uno ‘spinello innocuo’, garantisce il libero accesso ad un bene che è comunque accessibile ma non controllabile dipendendo dal mercato nero”. Una valutazione sottile dove in sostanza si dice un fenomeno se non possiamo controllarlo quanto meno proviamo a governarlo. E aggiungono: “La società non è perfetta, nessuno pensa di vivere in una società utopica. Ma non voler legalizzare la cannabis pensando che alcuni pezzi di società non siano pronti, sarebbe come non voler far sposare gli omosessuali perché la società non è ancora pronta ad accettarli o non perseguire una lotta alla corruzione partendo dal presupposto che, seppur l’attenzione sociale sia alta, tuttavia le condizioni siano ancora lontane”.
“Passiamo ora su un piano biologico, – spiegano Trapani e Martinelli – in natura sono note tantissime sostanze che a basse concentrazioni sono innocue mentre ad alte danno effetti allucinogeni o psicotropi proprio come la cannabis. La noce moscata, che tutte le nonne mettono nella besciamella, contiene un vero e proprio allucinogeno, la miristicina. La datura stramonium, detta anche “pianta delle streghe”, contiene scopolamina ( il siero della verità usato dai servizi segreti) e cresce spontanea lungo i nostri fossi alla portata di bambini, adolescenti ed adulti.
Nessuno è mai morto di “noce moscata”, pochissimi i casi d’intossicazione o morte da Datura Stramonium. Il motivo? Selezione naturale darwiniana. Le specie animali nel tempo hanno capito di cosa nutrirsi, che cosa fosse innocuo o cosa non lo fosse. L’uomo ha fatto lo stesso e spero continui a farlo se vuole preservarsi. Quindi forse l’unico postulato in questa legge è il presupposto che l’uomo desideri preservarsi nel tempo e non uccidersi. Educando e responsabilizzando il consumo della cannabis, essa potrà divenire una risorsa dal punto di vista medico, economico ed anche ricreativo.
I benefici quindi sarebbero economici (non solo derivanti dal monopolio ma anche in termini di tutela della salute, derivando I danni dal consumo di sostanze alterate e non controllate, indotto ed emersione del nero. Ben oltre I 20 mld di euro), ambientali, dati gli effetti della coltivazione sui terreni, di coerenza dell’ordinamento giuridico, non si vedrebbe violato il principio di offensività, di salute essendo altresì previsto che una parte dei proventi verrebbero utilizzati per fare formazione e prevenzione, e di lotta alla criminalità organizzata che vive di questa economia. L’impegno del parlamentare Giuditta Pini e l’appello dei GD toscana, firmato da molte personalità della cultura, della società, della politica partono proprio da questo. La discussione iniziata oggi alla Camera deve portare, quanto prima, all’approvazione della legge e ci auguriamo che non ci si nasconda dietro ostruzionismo, false libertà di coscienza o paura di cambiare”.

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