Case popolari, ‘Credendo di difendere equità si finisce per agevolare i furbi’

“Senza regole precise, un’opportunità che dovrebbe essere ‘per tutti’ rischia di diventare ‘per nessuno’, o meglio di restare appannaggio solo dei più furbi”. Il gruppo di ‘Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli’ commenta la bocciatura della mozione, presentata lunedì in consiglio comunale, per la revisione del regolamento di accesso alle graduatorie per le case popolari.

La mozione, presentata a luglio, chiedeva in sostanza di escludere dalla partecipazione al bando quei cittadini che non fossero stati in grado di dimostrare, attraverso apposita documentazione, di non essere titolari di altri immobili posseduti all’estero. Questo per superare il problema dell’autocertificazione, che potrebbe consentire l’ingresso in graduatoria, con dichiarazione false ma difficili da verificare, a chi in realtà non ne avrebbe i requisiti”.
La proposta è stata bocciata dalla maggioranza in quanto, come spiegato dal sindaco Deidda, non è possibile escludere qualcuno a priori, negando la possibilità di presentare la domanda: solo in un secondo momento, quindi, chi non ha diritto deve essere escluso con opportuni controlli. Anche il movimento Cinque Stelle, pur sottolineando l’impossibilità, di fatto, di verificare il possesso di immobili all’estero, ha bocciato la mozione di ‘Ricostruiamo’ perché lesiva dell’articolo 3 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza tra i cittadini”.
“Nel dibattito in consiglio comunale – dice il consigliere Marco Rusconi – sia la maggioranza sia il movimento 5 Stelle, hanno sostenuto le proprie tesi aggrappandosi ad un’interpretazione del tutto personale dell’articolo 3 della Costituzione italiana, sostenendo che il loro voto contrario è in nome dell’equità sociale e della giustizia sociale per tutti, dimenticandosi che, se di fronte a certe tematiche non si impongono regole ferree, questo “per tutti” rischia di diventare “per nessuno” o meglio, per i più furbi che, infiltrandosi nelle pieghe delle nostre leggi, possono, attraverso dichiarazioni mendaci, andarsi ad appropriare di diritti o di sussidi a discapito di coloro che ne hanno veramente bisogno”.
Sulla stessa linea anche il capogruppo Flavio Baldi: “Quello che più ci è dispiaciuto è vedere il consigliere Cinque Stelle dare ragione all’amministrazione citando addirittura l’articolo 3 della Costituzione. È stato detto addirittura che le persone eventualmente escluse avrebbero potuto fare ricorso e vincerlo, esponendo l’ente al rischio di sanzioni. E anche il sindaco ha fatto eco a questa tesi dei Cinque Stelle. Per noi, invece, la persona vedrebbe lesi i propri diritti è proprio lo straniero che fornice tutti i documenti come la legge gli chiederebbe, e che si vede passare avanti magari da un altro straniero che si limita ad un’autocertificazione”.

 

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