Caos Marconi, Laura Cavallini: “Siamo ancora fermi ad otto anni fa”

“Più che un acquisto ‘chiavi in mano’ io lo definirei a scatola chiusa”. Laura Cavallini, consigliere comunale della lista Immagina San Miniato, commenta così l’improvviso sgombero improvviso del liceo Marconi per i problemi strutturali scoperti nell’edificio all’interporto. “Una vicenda grottesca”, dice la consigliera, causata anche da “otto anni di immobilismo”.

“La vicenda del liceo Marconi di San Miniato è grottesca – afferma Cavallini -: otto anni fa si lascia una scuola per problemi di sicurezza sismica e si trasferisce la scuola in un immobile con problemi forse più gravi. Già perché sembra che i problemi dei solai dell’immobile di San Donato ci siano sempre stati, fin dal momento dell’acquisto. Sembra che alcuni atti e dati presentati al momento dell’acquisto non fossero “veritieri” (leggi qui), però è sicuramente vero che nessuno ha mai controllato la stabilità di quell’edificio e la sua idoneità ad ospitare una scuola. Un acquisto “chiavi in mano” ha detto il tecnico della provincia, io direi soprattutto a scatola chiusa”.
“L’immobile doveva essere ‘provvisorio’ – ricorda la consigliera Cavallini – ma al di là dei discorsi dell’amministrazione locale e provinciale niente è stato fatto per creare le basi per il nuovo liceo: dopo otto anni ci si trova di nuovo con il liceo chiuso e con una la prospettiva identica ad 8 anni fa: anche allora, come adesso, fu valutata l’ipotesi di trasferimento nei locali di La Scala e poi scelto l’immobile all’interporto. Si sono tenuti per otto anni gli studenti in una scuola situata su una rotonda, svincolo di traffico fra le zone industriali e la Fipili, in un ambiente malsano e privo di qualsiasi servizio e per di più in un immobile pericoloso. Quell’immobile che la Provincia, per fare un “investimento”, addirittura acquistò (con soldi nostri non dimentichiamolo, perché quei quasi otto milioni erano soldi pubblici)”.
“È vero – aggiunge – ora occorre trovare una soluzione per questi studenti, perché hanno diritto ad andare a scuola, ma soprattutto avrebbero diritto ad andare a scuola in un ambiente sicuro e stimolante. L’amministrazione locale e provinciale in tutti questi anni è stata immobile e non ha fatto assolutamente niente, neanche quello che era suo compito fare: i controlli”.
Adesso, quindi, la risoluzione dei problemi immediati, secondo Cavallini, non deve comunque cancellare la responsabilità di chi, in questi anni, “ha dato un esempio di cattiva amministrazione, rispetto al quale l’amministrazione locale sottolinea – non ha ritenuto neppure di convocare una commissione per avvertire i consiglieri di quanto sta accadendo. In compenso siamo felici perché il sindaco ha detto che ha già individuato il terreno dove fare il polo scolastico, ma non vuole dire di più (leggi qui). Come se la localizzazione del polo scolastico fosse la localizzazione di casa sua. Comunque noi aspettiamo anche questa sorpresa, anche se le sue esternazioni alla stampa ormai le conosciamo”.

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