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S.Croce, ‘Ricostruiamo’ precisa: “Il problema è solo il metodo”

“Nessuna critica, da parte nostra, nei confronti della Pubblica Assistenza e dei servizi che svolge per la collettività, né nei confronti dell’azienda che sta operando in modo assolutamente lecito. La nostra era piuttosto una valutazione di opportunità e di buon senso, rispetto a certi meccanismi che l’amministrazione farebbe meglio a conoscere prima di dare il proprio patrocinio”.

I consiglieri di ‘Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli’ intervengono per precisare il senso e le finalità della segnalazione lanciata pochi giorni fa, in merito al comodato d’uso di un pulmino per disabili che la Pubblica Assistenza sta per acquisire attraverso una società privata. “Società che da alcune settimane sta contattando le aziende di Santa Croce – dicono i consiglieri – facendosi forte proprio del patrocinio del comune, per chiedere di aderire alla sponsorizzazione necessaria per il comodato d’uso del pulmino”. Tuttavia, come rileva la consigliera Fulvia Quirici, rispetto alle cifre richieste e alla superficie di 6 metri quadri che l’azienda vende per gli spazi pubblicitari, “si ottiene una quota consistente, ben superiore al valore stesso del mezzo. Forse non sarà quattro volte tanto – dice Quirici – ma certo con la stessa generosità delle nostre aziende quel pulmino (e certo non solo quello) si sarebbe potuto tranquillamente acquistare, mettendolo a disposizione della Pubblica Assistenza per diversi anni anziché prenderlo in comodato solo per quattro”.

 

In risposta alla replica dell’associazione di volontariato, quindi (leggi qui S.Croce, la Pubblica Assistenza risponde a ‘Ricostruiamo’), ‘Ricostruiamo’ ci tiene a precisare di non avere niente contro la Pubblica Assistenza, né di aver sollevato accuse nei confronti di un’azienda che opera nella legalità. «Il nostro – afferma Quirici – era piuttosto un invito a mettere a sistema questa generosità. Visto che abbiamo la fortuna di avere aziende sul territorio disposte a farsi carico di certe cifre, allora perché non usarle per acquistare alle nostre associazioni di volontariato i mezzi di cui hanno bisogno”.
“Lungi da noi attaccare l’associazione e i servizi che svolge – ribadisce il capogruppo Flavio Baldi – né attaccare un’azienda che percepisce un guadagno in modo del tutto lecito. Quello che noi contestiamo, è il fatto che l’amministrazione comunale abbia prestato il proprio nome ad un’operazione di questo tipo senza fare chiarezza e fare due conti come abbiamo fatto noi. Magari si sarebbe potuto trattare con questa società, per vedere di fare in modo che dopo i quattro anni di comodato il pulmino restasse nella disponibilità della Pubblica Assistenza”. (g.p.)

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