San Miniato, le opposizioni compatte: “Tornare al progetto città-scuola”

Riaprire subito il tavolo per dare un futuro definitivo al liceo Marconi, recuperando il progetto di San Miniato città-scuola interrotto con il trasloco del 2008. È quanto chiedono i gruppi di opposizione di Immagina San Miniato, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e San Miniato Possibile, attraverso una presa di posizione congiunta che si muove su due livelli.

Da un lato la necessità di riportare il liceo a San Miniato, se possibile rivalutando anche il vecchio edificio del Marconi all’interno di un progetto complessivo, ma dall’altro senza dimenticare “le responsabilità politiche – dicono – di questi 8 anni di immobilismo e di spreco di denaro pubblico”. Tutto questo oggi, 29 ottobre, nelle stesse ore in cui all’auditorium del Cattaneo era in corso l’assemblea generale di genitori, alunni e vertici della scuola per approntare il prossimo futuro (leggi:Liceo Marconi, campanella alle 14,15 per 5 ore al giorno. Genitori in assemblea al Cattaneo in un auditorium stracolmo).
“Abbiamo deciso di uscire insieme perché crediamo nella necessità di un progetto serio per le nostre scuole – ha detto Laura Cavallini di Immagina San Miniato -. Tutto questo, però, non deve prescindere dalle responsabilità che ci sono. Responsabilità che in parte dovranno essere accertate dalla Procura, ma che in parte sono di natura politica. Perché 8 anni fa abbiamo acquistato un immobile in una zona che andava desertificandosi senza fare nessun accertamento sulla sicurezza. In tutto questo tempo, il comune di San Miniato si è collocato solo in una posizione di attesa”. Otto anni in una sede provvisoria, durante i quali la Provincia ha comunque investito diversi milioni di euo: “Prima abbiamo speso quasi 8 milioni per acquistare l’immobile, poi altri ancora per adeguarlo, dopodiché abbiamo pagato l’affitto e l’adeguamento dei due locali in più per le aule aggiuntive, senza dimenticare i 50mila euro l’anno per mandare i ragazzi al Fontevivo più un altro milione e 100mila euro per acquistare l’ex Carducci. Adesso ne s0penderemo altri 330mila per adeguare La Scala”.
Con le stesse risorse (“e forse anche con molto meno”, sostengono i consiglieri di minoranza) si sarebbe potuto mettere mano al vecchio liceo e dare continuità al progetto del polo scolastico a San Miniato. Un progetto interrotto nel 2008 con un trasferimento le cui ragioni continuano a non convincere. Il consigliere Alessandro Niccoli di San Miniato Possibile, infatti, rivela di aver fatto analizzare ad un proprio tecnico la perizia condotta all’epoca, arrivando alla conclusione che l’immobile si sarebbe potuto adeguare senza bisogno di ipotizzarne la demolizione. “Quella stessa perizia – sottolinea Niccoli – scriveva che l’edificio non mostrava fessure o cedimenti, a dimostrazione della buona portanza delle fondazioni e dei terreni. L’errore, però, secondo le conclusioni dell’analisi che ho commissionato, sta nel fatto di aver suddiviso il Marconi in tre blocchi separati: per il più vecchio, quello risalente agli anni ’50, la perizia ne ipotizzava la demolizione e ricostruzione per 6 milioni di euro, mentre nel resto della struttura l’adeguamento sarebbe stato possibile con alcune centinaia di migliaia”. Conclusioni, quelle di Niccoli, che sono state inviate stamani anche al Comune alla Provincia, per dimostrare che il vecchio liceo non è affatto da buttare: “Ripartiamo da lì – dice – riprendiamo quel progetto. Non si può giocare sempre al rialzo, ipotizzando adesso un nuovo edificio da costruire a San Miniato Basso”.
“Anche perché un’ipotesi del genere rischia di penalizzare pure il Cattaneo, costruito in via Catena proprio in funzione del progetto del polo scolastico – afferma Chiara Benvenuti del movimento Cinque Stelle -. Certamente nel 2008 fu fatta una scelta sbagliata, ma adesso Comune e Provincia devono rimettersi a un tavolo per trovare un progetto che valorizzi il ruolo educativo di San Miniato. Lo spreco di denaro pubblico che c’è stato in questi anni non è giustificabile”.
“Quella del liceo è una delle pagine meno chiare della storia di San Miniato dal dopoguerra ad oggi – commenta Carlo Corsi di Forza Italia -. Noi consiglieri, nel 2008, sapemmo tutto a giochi fatti: l’operazione fu molto dubbia fin dall’inizio, dal momento che gli esami di maturità furono ospitati comunque in quella struttura, nonostante si conoscessero già i risultati della perizia. Adesso occorre trovare una nuova collocazione nel più breve tempo possibile, ma non vogliamo che La Scala diventi una soluzione definitiva, né che sia una sede temporanea in attesa di tornare a San Donato. Con i 7 milioni che sono stati spesi il Marconi poteva diventare la scuola più funzionale d’Italia, invece il trasferimento ha accelerato il declino di una città che fino ad allora aveva vissuto di servizi”.
Adesso, il pericolo reale è anche quello di perdere per sempre l’autonomia della scuola: la soglia per salvare la presidenza è fissata in 600 iscritti. “E quest’anno i ragazzi sono solo 603”, sottolinea Benvenuti. Da qui l’appello a riattivare subito un tavolo tecnico insieme agli altri Comuni per riprendere subito in mano il progetto del polo scolastico: “Alcuni progetto sono stati avanzati in questi anni, non partiamo da zero”, ricorda Cavallini, che non fa mancare una stoccata nei confronti di Andrea Pieroni che nel 2008 era presidente della Provincia: “Qualcuno – dice – potrebbe anche valutare di dimettersi dall’essere consigliere regionale, perché una responsabilità politica ce l’ha”. (g.p.)

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