Pd addio, Rossi e Speranza nel futuro di Ciaponi

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Non si è limitato a usare Facebook. Il suo addio al Pd, Osvaldo Ciaponi, lo ha affidato a una lunga lettera che racconta la sofferenza di chi non si sente più a suo agio da un po’ di tempo ma anche la serenità di chi chiude una storia sapendo di aver dato e ricevuto anche molto. Chiudere è sempre doloroso quando è necessario perché ciò che si è non corrisponde alle aspettative, perché si è cresciuti insieme, ma in modo diverso. Per il Pd, Ciaponi è stato sindaco e tutt’ora siede nelle assemblee provinciale e regionale. Il Pd lo ha visto nascere e conosce bene ciò che c’era prima. Una Sinistra diversa, a suo dire, che somiglia di più a quella di Rossi e Speranza. Il suo è un altro nome illustre tra quelli di militanti noti che riconsegnano la tessera (qui gli altri Caos Pd, a Montopoli lascia il consigliere Rimicci ).

Di seguito, la lettera integrale. 

 

Da tempo avvertivo un costante e progressivo disagio verso la vita interna e le politiche del Partito Democratico, un disagio che non ho mancato di manifestare con il mio convinto No al referendum costituzionale del 4 dicembre, un disagio però che è arrivato al culmine irreversibile durante gli ultimi avvenimenti, fino a non sentirmi più a casa mia in questo partito.
Io sono da sempre un uomo di sinistra; da cinquanta anni ho fatto politica nel partito attraversando le sue varie trasformazioni ma sempre restando nella “casa madre”; ho ricoperto per dieci anni la carica di sindaco. Ho partecipato con grande entusiasmo e passione alla fondazione del Partito Democratico il cui progetto mi convinse e mi coinvolse da subito.
In questo frangente politico, nella situazione determinatasi in questi ultimi tempi e con le nuove prospettive che si sono aperte, il mio percorso politico ha intrapreso una nuova via che non può che portarmi verso il campo in cui posso trovare appieno i valori della libertà, della giustizia sociale, dell’uguaglianza, della pace, del lavoro, dello sviluppo sostenibile, della partecipazione democratica, del contrasto al disagio e alla povertà, del rispetto e del confronto.
Ho deciso quindi di dimettermi dal Partito Democratico inviando una lettera al Segretario dell’Unione Comunale e di aderire al “Movimento Articolo 1 Democratici e Progressisti” seguendo Enrico Rossi, Roberto Speranza e gli altri in questo progetto per una nuova cultura politica della sinistra in Italia, che ne ha urgente bisogno.
Questo movimento rappresenta una bella idea e un giusto strumento per un nuovo soggetto politico di centro-sinistra, con identità e riferimenti sociali forti, con valori che trovano ancoraggio fermo nella Costituzione.
La lotta ai populismi, il contrasto alle destre nuove e vecchie dell’Italia, dell’Europa e del mondo, il cambiamento delle politiche liberiste in atto, il recupero dei danni forti della globalizzazione che hanno prodotto una sempre più ampia divaricazione sociale ed una massa di disagio e povertà ancora in aumento, il futuro dell’Europa, la tutela dell’ambiente, i temi delle tante (in)sicurezze, una forte azione di recupero della partecipazione democratica richiedono un incisivo e immediato cambiamento dell’iniziativa e dell’azione politica e un impegno nuovo e determinato che solo un centro sinistra portatore convinto di questi valori e di questi obbiettivi può consentire con efficacia e urgenza.
Con queste consapevolezze ho fatto quindi la mia scelta; una scelta pacata, serena, senza risentimento ma densa di passione politica anche se sofferta e dolorosa perché uscire da una comunità dopo cinquanta anni non è stato né facile né semplice.
Non posso mancare però di ringraziare tutti coloro con i quali ho fatto questo lungo percorso, coloro con i quali ho condiviso sensazioni, emozioni, gioie e delusioni. Un abbraccio infine, con l’affetto, la stima e l’amicizia di sempre, ai tanti che mi hanno voluto bene sostenuto e stimato; agli altri un saluto senza astio né rancore.

 

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