Fontevivo, Niccoli: “Confusione totale dopo mesi di propaganda”

“Una confusione totale, senza programmazione, nella gestione di una vicenda paradossale e incomprensibile”. Il consigliere comunale Alessandro Niccoli (San Miniato Possibile) interviene così sulle ultime vicende che vedono protagonista l’area di Fontevivo, a cominciare dalla decisione del Comune di non acquistare più il palazzetto dello sport di proprietà di Carismi, fino alle ultimi voci che parlano dell’ipotesi di mantenere il liceo nell’attuale sede de La Scala. Voci che circolano da alcune settimane, mentre nel terreno di Fontevivo individuato per la costruzione del nuovo liceo sono già iniziati i sondaggi archeologici.

“Anzitutto – commenta Niccoli – traspare chiara una notevole deficienza e confusione nella gestione dell’indirizzo politico Pd, totalmente privo di segreteria, di vera programmazione e di coerenza rispetto ai percorsi e agli annunci passati. La propaganda e il clamore per il cosiddetto campus scolastico, tirato in ballo anche per sostenere l’annunciato acquisto del palazzetto (nonostante tutti sapessero che necessitava di costose opere di messa a norma), ora si volatilizza di fronte a risibili scuse, per spostare ancora una volta il destino degli studenti del comprensorio. Il sindaco si è fatto in quattro per ottenere 500mila euro di soldi pubblici per il progetto di fattibilità del Campus, solo per demolire strutture storiche di pregio e buona storia in onore di sprechi e cemento. Ora l’importanza del palazzetto si volatilizza per paura di spenderne 400mila in più?”
Una cambio di direzione che secondo Niccoli ne anticiperebbe un altro, quello relativo al liceo Marconi, “per il quale – dice – è uscita fuori adesso l’ultima trovata. Escano fuori dei possibili reperti etruschi, per cambiare ancora rotta, dopo anni di spese folli, sei mesi di propaganda, costose e ridicole perizie, progetti di fattibilità da centinaia di migliaia di euro, soldi buttati per cambiare ancora volta direzione verso l’ormai ingorga La Scala, in una struttura non a norma per superare i fatidici 7 anni, sotto il peso di centinaia di ragazzi. Questo modo renziano di fare politica è un insulto all’intelligenza dei cittadini e delle opposizioni. Non la si sapeva prima? I periti dell’Archea non trovarono nulla durante l’intenso studio per individuare la collocazione più adatta? Un vaso, una fonte? Le ultime notizie e dichiarazioni rappresentano l’ennesimo schiaffo al serio confronto politico, ai cittadini, ai ragazzi, un brutto esempio di deriva della politica, in una storia assurda e senza fine dove anche la magistratura e la Corte dei conti non hanno ancora messo il naso, tanto paradossale e incomprensibile è l’agire. A questi punti, il giusto percorso per il sofferente ma ancor vivo liceo Marconi di San Miniato deve ripartire”.

 

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