Comprensorio diviso in 2 collegi alle elezioni 2018 foto

Tra gli onorevoli a fine mandato della provincia di Pisa ci sono il questore della camera Paolo Fontanelli, l’ex ministro Maria Chiara Carrozza e Federico Gelli. Nessuno direttamente eletto dal comprensorio del Cuoio che, se possibile, con la nuova legge perderà ulteriormente la capacità di rappresentanza, nonostante dalla provincia di Pisa si potrebbero moltiplicare le candidature.

Questo, almeno, il quadro che emerge dallo schema di decreto legislativo per la composizione dei collegi uninominali in cui sarà diviso il territorio nazionale, grazie alla nuova legge elettorale. Collegi dove a vincere, senza appello, sarà chi avrà ricevuto più voti rispetto all’avversario politico. Sorprese arrivano dal comprensorio del Cuoio, che vede i sei Comuni andare in ordine sparso, confluendo alla Camera in due collegi diversi (Pisa e Poggibonsi) e al Senato andranno invece tutti nello stesso collegio, quello pisano. Per quanto riguarda la Camera, secondo questa prima partizione, che deve comunque passare al vaglio di Camera e Senato, il comprensorio di Cuoio si presenta diviso: Castelfranco di Sotto, Santa Maria a Monte, Santa Croce sull’Arno si inseriscono nel collegio pisano oltre a Bientina, Buti, Calci, Calcinaia, Cascina, Pisa, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano (collegio Toscana-10).
Fucecchio, San Miniato e Montopoli sono nel collegio di Poggibonsi insieme a Capannoli, Casale Marittimo, Casciana Terme Lari, Casole d’Elsa, Castelfiorentino, Castellina Marittima, Castelnuovo di Val di Cecina, Chianni, Colle di Val d’elsa, Crespina Lorenzana, Fauglia, Gambassi Terme, Guardistallo, Lajatico, Montaione, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Orciano Pisano, Palaia, Peccioli, Poggibonsi, Pomarance, Ponsacco, Radicondoli, Riparbella, Santa Luce, Terricciola, San Gimignano, Pontedera e Volterra (Collegio Toscana – 11)
Per quanto riguarda invece il Senato, i sei Comuni del comprensorio del Cuoio vanno tutti nel collegio pisano (Toscana – 06) insieme a Bientina, Buti, Calci, Calcinaia, Capannoli, Casale Marittimo, Casciana Terme Lari, Cascina, Casole d’Elsa, Castellina Marittima, Castelnuovo di Val di Cecina, Chianni, Colle di Va l d’El sa, Crespina Lorenzana, Fauglia, Gambassi Terme, Guardistallo, Lajatico, Montaione, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Orciano Pisano, Palaia, Peccioli, Pisa, Poggibonsi, Pomarance, Ponsacco.
Le analisi
“Frazionare il comprensorio del cuoio mi pare un errore grave” è il parere del consigliere regionale Pd Andrea Pieroni. Concetto che Pieroni ha spesso ripetuto, anche commentando la divisione dei collegi immaginata dall’Italicum (Italicum, Cuoio diviso malgrado la Consulta: il punto di Toti e Pieroni). “Mi pare un grave errore – continua -, una cosa che va dalla direzione opposta rispetto alle politiche regionali, per le quali il Distretto di Santa Croce viene sempre considerato un unicum“. Rispetto allo schema di decreto, poi, “solo in apparenza consente ai cittadini di eleggere in maniera diretta i propri rappresentanti, almeno una buona parte di questi”. Per la vastità dei collegi, intanto e poi per il fatto che solo un terzo sono nominali (si può scegliere il candidato). E, poi, il fatto che non si possano esprimere preferenze o scegliere il voto disgiunto “fa si che questa legge espropri per buona parte la possibilità dei cittadini di scegliersi il candidato. In questo modo, il profilo di rappresentanza viene indebolito e la volontà degli elettori viene in parte inibita e condizionata. Questa legge in realtà riduce drasticamente la possibilità di scegliersi gli eletti e assegna un potere forte alle segreterie di partito, con il rischio di premiare più la fedeltà che il merito politico”. In prospettiva campagna elettorale, poi, Pieroni rileva: “Il carico della campagna elettorale graverà molto sui candidati del collegio uninominale perché si trasferisce ai partiti che sostengono quel candidato”. Un giudizio negativo arriva anche dal sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti: “Giudico molto negativamente la divisione che si crea nel comprensorio del Cuoio, l’espressione del territorio era molto diversa dalla scelta che è stata fatta: chiedevamo a gran voce l’omogeneità territoriale. Per Castelfranco il fatto di essere finiti nel collegio pisano è certamente migliore rispetto all’ipotesi che si ventilava, cioè di andare nel collegio di Poggibonsi. Per quanto riguarda la legge elettorale sono favorevole al collegio uninominale perché così sappiamo chi sarà il politico di riferimento, tuttavia abbiamo fatto un passo indietro rispetto all’Italicum: i candidati verranno indicati dalle segreterie del Pd, allo stesso modo di tutti gli altri partiti. Questo lo reputo un passo indietro rispetto all’Italicum, che prevedeva lo strumento delle primarie per la scelta dei candidati”.
Critica anche la posizione di Giulia Deidda sindaco di Santa Croce che dice: “Il fatto che continuino a dividere questo territorio non mi sembra un aspetto per niente positivo, una realtà omogenea dal punto di vista produttivo ambientale, economico che deve avere le stesse risposte, visto che ha le stesse esigenze. Non è per niente funzionale questo assetto. Speriamo che in futuro ci sia margine quanto meno per l’unità territoriale tra amministratori dei sei comuni del Distretto. E’ chiaro che proprio per questo motivo per noi diventa più difficile esprimerci, un territorio che è così importante dal punto di vista economico, noi trainiamo l’export di mezza Toscana, esprimere un candidato in grado di portare avanti le nostre istanze diventa più difficile. Qualcuno se ne dovrà fare carico, è chiaro che se non hai un rappresentante della tua zona è sempre più facile farlo”.

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