Potere al popolo verso le elezioni, con Cremaschi di fronte alla Piaggio foto

“Dietro ad ogni morte sul lavoro c’è sempre un atto criminale. Politico e criminale”. Non ha usato mezzi termini Giorgio Cremaschi, ex membro del comitato nazionale della Fiom e leader di Eurostop, oggi candidato per Potere al Popolo, commentando questa mattina (14 febbraio) la notizia dell’ennesima morte sul lavoro a Pisa (). L’occasione era il presidio che Potere al Popolo, lista civica nazionale di sinistra radicale a cui aderiscono anche Rifondazione Comunista e Pci, ha tenuto questa mattina di fronte ai cancelli della Piaggio a Pontedera, prima di far visita al presidio degli operai in lotta della TMM.

Un’occasione per dimostrare solidarietà all’ultima grande industria della Valdera, ma anche per commentare l’andamento della situazione nazionale, a cominciare proprio dal lavoro. “Forse sono già morte 160 persone di lavoro dall’inizio dell’anno – ha detto il sindacalista. – Lo scorso anno furono 1300. E’ una strage figlia delle politiche di abbassamento delle tutele, della vigilanza e degli investimenti in sicurezza” ha detto Cremaschi. “Si usa la crisi per imporre ai lavoratori condizioni inaccettabili. Non sono delitti senza responsabili. Come non sono senza responsabili leggi aberranti come il Jobs Act, l’abolizione dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori e la Fornero. Leggi che rendono ricattabili i lavoratori e che quindi li mettono in condizione di non protestare di fronte ad ingiustizie salariali, sociali, sindacali, anche sul fronte della sicurezza. Oggi tutto il mondo del lavoro è sottoposto ad unop sfruttamento vergognoso che serve a far diventare i ricchi super ricchi, con manager strapagati e asserviti alla speculazione. Chi riesce a ribellarsi alla schiavitù del lavoro è oggi una colonna portante di Potere al Popolo. L’avanguardia di quella ripresa diffusa della lotta di classe, che è uno obiettivi necessari per non lasciare la Costituzione nella carta straccia”.

Sempre sui fatti di Pisa, poi, sono intervenuti i tre candidati dell’area pisana e livornese Maurizio Rovini, Valter Lorenzi e Giovanni Ceraolo. “Un altro morto sul lavoro. Uno di noi. Vittima dei tagli ai controlli, dell’allargamento delle maglie delle responsabilità, della tacita minaccia che se uno alza la testa per protestare per la sicurezza rischia il posto di lavoro. In un cantiere nel quale pochi mesi fa un altro operaio viareggino perse la vita. Chi pagherà per questo, due morti in pochi mesi non vi sembrano troppi? – si chiedono. – Morto durante un turno di notte, caduto alle due di notte da una impalcatura di 10 metri. La ricerca forsennata al profitto minaccia ogni giorno la salute e la sicurezza dei lavoratori, costretti ad accettare turni inaccettabili, costretti a lavorare anche malati per non perdere troppo salario, costretti a rinunciare a volte alla dignità. Una guerra silenziosa che fa 1300 morti l’anno e 600.000 infortuni. Più di tutti i morti per il terrorismo islamico o dei reati degli immigrati. C’é un problema di sicurezza in Italia e non è l’immigrazione: è uscire di casa per andare a lavoro e non tornare più. I candidati di Potere al popolo esprimendo tutto la nostra solidarietà e partecipazione alla famiglia del giovane operaio, considera questa come l’ennesima sconfitta delle chiacchiere che si fanno sulla sicurezza e sulla salute sui luoghi di lavoro. Più controlli sì, ma d’ora in poi anche più autotutela da parte dei lavoratori, perché la vita è più importante e non si può cedere al ricatto occupazionale”. La delegazione è poi andata al presidio di fronte alla TMM.

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