Fontanelli: “In Italia troppe morti sul posto di lavoro”

“In Italia ci sono troppe morti sul posto di lavoro, non è da Paese civile” denuncia il candidato al Senato per Liberi e Uguali Paolo Fontanelli. La morte dell’operaio a Pisa all’a Steven Stars (Alessandro Colombini, era legato al Comprensori  dal fatto di avere militato nella fila del Tuttocuoio come calciatore ndr), è l’ennesimo in Italia e l’ultimo di una lunga serie anche nella provincia di Pisa, riaccende l’attenzione.

“Le notizie di questi giorni consigliano una attenta riflessione – dichiara Fontanelli – in una campagna elettorale in cui, per dirla con una citazione rilanciata da Francesco Guccini, “tante bocche parlano e pochi cervelli pensano’. Il primo episodio, verso cui proviamo un forte dolore insieme ad un senso di impotenza, è la tragica morte sul lavoro di Alessandro Colombini, saldatore, caduto da una impalcatura di 14 metri alla Seven Stars sul canale dei Navicelli. È l’ennesima. L’Italia colleziona il pessimo record delle morti sul lavoro. Non è accettabile in un Paese civile. Di come – prosegue Fontanelli – sono andate le cose non sappiamo molto, tuttavia il timore che nelle misure di sicurezza qualcosa non fosse a posto c’è e chiede risposte chiare. Sarà la magistratura ad accertare i fatti e le responsabilità, ma ci auguriamo che ciò avvenga presto e senza lasciare ombre sulla vicenda. Il tema della sicurezza sul lavoro cammina insieme a quello dei diritti e della dignità del lavoro, e quando si svalutano e si riducono i diritti tutto diventa più difficile, e anche la precarietà cronica e diffusa diventa una scelta per difendere la competitività delle imprese. Così non va – conclude il candidato di Liberi e Uguali -. Bisogna restituire al lavoro tutto il suo valore, che quello di garantire redditi e dignità alle persone”.

 

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