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TecnoAmbiente, comitato Cambiamenti: “Contrari ad ampliamento”

“Ci sembra davvero difficile spiegare come TecnoAmbiente abbia potuto ottenere dal Comune di San Miniato il permesso a costruire un nuovo fabbricato industriale con una superficie lorda pari a circa 2975 metri quadrati e un’altezza media di circa 13,8 metri e dalla Regione Toscana l’avvio delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale dell’ampliamento. Si spera che certe scelte strategiche non siano macchiate da conflitti d’interesse”. Lo dice il comitato Cambiamenti commentando l’ampliamento dello stabile di Tecnoambiente a San Miniato (TecnoAmbiente si allarga a Ponte a Egola, i dubbi di Ugl).

“La zona industriale di Ponte a Egola – spiega il Comitato – è stata certificata come Apea (Area Produttiva ecologicamente attrezzata), delineandone cosi uno sviluppo industriale ben preciso. Si tratta di una scelta strategicamente importante, finalizzata all’espansione dei processi già presenti di qualificazione della produzione delle pelli e del cuoio e della sua capacità di insediarsi nei settori della moda e del lusso. Si richiedono processi innovativi di valorizzazione e certificazione della filiera produttiva distrettuale a garanzia e tutela dell’eccellenza produttiva della nostra zona, anche sotto il profilo etico e sotto quello della compatibilità ambientale. Quando s’inizia un percorso virtuoso bisogna avere il coraggio e la tenacia di proseguire in quella direzione e non limitarsi alla mera propaganda”.
L’ampliamento, secondo cambiaMenti, “prelude all’aumento del volume dei rifiuti solidi trattati (si calcola che col nuovo impianto si passerà dalle attuali 3100 tonnellate di rifiuti stoccati e trattati (tra cui 500 considerati come pericolosi) a circa 5500 complessive e contemporaneamente all’aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera e del traffico pesante. L’area di San Donato e di Ponte a Egola si sta già facendo carico del sistema di depurazione e delle prospettive legate al suo completamento, negli anni si pensa che questa parte di territorio abbia già pagato in termini ambientali un prezzo molto alto. Di tutto ha bisogno questa importante area del nostro Comune meno che di un aggravamento dei carichi ambientali: ha al contrario bisogno di un processo di riqualificazione urbana di entrambe le frazioni, in parallelo a un governo attento dell’area industriale, che non ne preveda l’espansione quantitativa, ma favorisca i processi di ristrutturazione, di diversificazione produttiva, di risanamento ambientale e di efficienza energetica. Per questo il Comitato Cittadino CambiaMenti non condivide l’ampliamento dell’azienda in una zona cosi già provata dall’industria ed esprime palesemente il suo parere contrario”.

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