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Congresso Pd, sindaco Millozzi appoggia Valerio Fabiani

Congresso del Pd toscano, due candidati per il ruolo di segretario. Sul tema interviene il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi: “L’etimologia della parola “congresso” mi aiuta a rispondere a chi mi chiede cosa pensi rispetto a quello che il Partito Democratico toscano sta svolgendo in queste settimane.
Se è vero, com’è vero, che il valore affidato al significato delle parole sia la cifra su cui confida qualsiasi discussione democratica, allora mi aggrappo al significato autentico della parola congresso, “camminare insieme ed incontrarsi”, per definire invece quello attualmente in corso di svolgimento nella nostra regione una scorciatoia”.

“Parlo – spiega – della scelta sulle modalità e sui tempi con cui si è deciso di celebrare un passaggio esiziale per il Pd manifestando al contempo profondo rispetto ed apprezzamento per tutti i volontari che stanno portando avanti le attività congressuali e per tutti gli iscritti che in questi giorni stanno alimentando la vita nei singoli circoli con la propria passione che è, non mi stancherò mai di ripeterlo, l’unica vera ricchezza di un partito. Prima di dare il via a quella che rischia non solo di apparire ma pure di essere una ennesima conta interna, la classe dirigente avrebbe dovuto tener conto di quanto successo, mettersi in discussione ed al sevizio di una analisi seria sulle cause e sugli effetti delle pesanti sconfitte elettorali e da lì organizzare in modo aperto ed approfondito un percorso unitario sui perchè e sul come un partito centrale nel panorama del centrosinistra locale, nazionale ed europeo abbia smarrito, governando, la propria identità e perso la fiducia di gran parte del proprio popolo. Sarebbe servito un congresso rifondativo, anche aspro e duro, ma necessario a riconnettere la bussola delle visioni strategiche con il magnete dei valori da tutelare. Sarebbe servita una discussione grande per elaborare una piattaforma programmatica comune, di ampio respiro, capace di immaginare la Toscana e l’Italia dei prossimi vent’anni. Sarebbe servito, e servirebbe, un “cammino insieme ed un incontro” per poter posizionare i cippi lungo una strada che poi i vari candidati avrebbero provato ad interpretare dentro il perimetro di quello che sarà comunque un tragitto difficile, delicato e faticoso ma finalmente condiviso e dunque collettivo”.
“Ciò detto – conclude – da iscritto ad un comunità politica legata ai valori ed agli ideali in cui credo ancora e fermamente, darò il mio appoggio a Valerio Fabiani poichè la sua candidatura, nella discontinuità che evidentemente rappresenta, meglio rappresenta il mio modo di vedere la sinistra al tempo della sua ricostruzione: con i piedi ben piantati nella propria storia, nei propri valori e negli obiettivi di contrasto alle disuguaglianze ed alle sofferenze sociali, economiche e civili; ma con gli occhi che guardano oltre la gestione ordinaria dell’esistente per affrontare le tante sfide che la modernità ci pone davanti”.

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