L’ironia di Cambiamenti sui Riformisti in continuità e gli ammiccamenti della maggioranza al centrodestra

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La campagna elettorale è decisamente entrata nel vivo, almeno per gli esponenti di Cambiamenti che a questo punto non fanno sconti a nessuno e pongono l’attenzione su quelle che loro reputano contraddizioni in termini nella condotta delle forze attualmente al governo del Comune, che sostengono la candidatura di Simone Giglioli e i suoi sostenitori, i Riformisti per San Miniato, che il comitato non capisce cosa vogliano riformare.
Vi proponiamo integralmente l’intervento di Cambiamenti.

“Non è facile capire cosa vogliano riformare i Riformisti per San Miniato che hanno annunciato la presentazione di una lista di appoggio a Simone Giglioli, analogamente a quanto fu fatto in appoggio a Vittorio Gabbanini nel 2014. Visto che la loro posizione si schiera a favore della continuità di una situazione come quella attuale, che viene definita di crescita e di sviluppo, è evidente che non intendono ‘riformare’ il blocco di potere che ha dominato San Miniato negli ultimi dieci anni, che ha reso estremamente diffusa l’idea che nel nostro Comune qualcuno sia più uguale degli altri e che ha prodotto miracoli di programmazione come quelli che si sono potuti vedere sulla questione del Liceo, sulla riqualificazione degli spazi urbani, sulle politiche culturali e turistiche.
Simone Giglioli ha un così grande timore dei simboli inventati che solo da pochi giorni ha cominciato a esibire quello del suo partito, e afferma che San Miniato ha bisogno di tanti sì, ma la verità è che per dire certi sì importanti e pesanti bisogna dire anche alcuni NO. Per fare solo tre esempi, per dire SI a San Miniato sede di un polo di scuola media superiore di livello comprensoriale bisogna dire NO al proliferare estemporaneo di proposte di localizzazione; per dire SI a una crescita qualitativa delle nostre concerie e della loro capacità di insediarsi in settori attenti alla qualità etica e ambientale delle produzioni bisogna dire NO all’insediamento di nuovi impianti inquinanti, all’espansione di quelli esistenti e all’importazione dall’esterno di rifiuti non funzionali al processo della depurazione conciaria. Per dire SI al risanamento del territorio di frazioni come San Donato e Ponte a Egola bisogna dire NO all’insediamento di un ennesimo supermercato che consumerebbe altro territorio oltre a quello che è già occupato dal Centro Intermodale.
Le strizzatine d’occhio non ci piacciono da parte di nessuno e nei confronti di nessuno, ma tra l’attuale giunta e la destra sanminiatese che si presenta con un candidato in continuità con la funzione di finta opposizione svolta in questi anni c’è stato ben più che una strizzatina d’occhi: c’è stata l’assunzione di alcuni temi ideali e di molti obiettivi concreti e un completo inserimento nel sistema di potere attuale.
La preoccupazione che i ‘riformisti’ esprimono per il rischio del riemergere di posizioni reazionarie e fasciste può dunque essere perfino giusta. Ma l’unico modo di dare una risposta a questi rischi è offrire a chi non ne può più della situazione attuale e non intende in alcun modo votare perché essa si prolunghi, una proposta di cambiamento che sia insieme concreta e coraggiosa, si fondi su un forte movimento di partecipazione civica, e sia ancorata, come è scritto nel preambolo del programma di CambiaMenti, all’adesione ai principi della Costituzione e dell’antifascismo”.

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