“Alle Europee con il cuore, alle Amministrative col portafogli”, il voto secondo Mattii. L’analisi del centrodestra che punta su Altini e promette “Opposizione dura nei consigli comunali”

di Giuseppe Zagaria
Dopo l’amarezza dei primi giorni, a mente fredda arriva l’analisi del voto da parte del centrodestra nel comprensorio del cuoio. Un centrodestra che sicuramente non ha vinto, ma sarebbe comunque sbagliata e superficiale un’analisi polarizzata tra vincitori e perdenti. Per capire davvero il voto serve guardare alle tendenze: le formazioni di centrodestra non sono mai state così minacciose nella zona del cuoio e mai è mancata per così poco la vittoria. Castelfranco di Sotto e Montopoli in Valdarno ne sono la testimonianza: con una manciata di voti di scarto Gabriele Toti e Giovanni Capecchi sono stati riconfermati, ma entrambi non hanno fatto segreto, visti i risultati delle europee, di aver avuto la convinzione di perdere.

In ogni caso, in politica contano i numeri e, fosse anche per un voto, vince chi ne ha di più – questo nei comuni sotto i 15mila abitanti. La domanda che sorge spontanea adesso è cosa resta del centrodestra. Sicuramente non soltanto l’amarezza di esser quasi riusciti nell’impresa di scardinare la sinistra dalle “sue” regioni, ma tutta una serie di strumenti e capitale umano su cui lavorare nei prossimi anni, a partire dagli eletti in consiglio comunale. D’altronde, non tutto è perduto: a San Miniato i giochi sono ancora aperti tra Simone Giglioli e Michele Altini e a decidere le sorti del comune saranno in parte quegli elettori che non hanno votato i due candidati, compreso quel 22% di Manola Guazzini.
“La gente – questa l’analisi sintetica e pungente di Luciano Mattii, commissario della Lega di Castelfranco – ha votato alle Europee con il cuore e alle Amministrative con il portafoglio. Sommando i voti che il centrodestra aveva preso alle europee si arrivava al 57%, nello stesso giorno è sceso al 40. Abbiamo un elettorato talmente fluido che è impossibile prevedere risultati futuri anche a 5 anni, sono morti gli ideali”.
Poi continua: “Unico rimpianto che ho come commissario della Lega è aver cercato di unire il centrodestra. Montopoli ha perso perché 3 candidati del Tesi erano leghisti fuoriusciti. Quei tre hanno raccolto 95 preferenze, che avrebbero permesso di vincere. A Castelfranco non avremmo avuto fuoriusciti, a Castelfranco la Lega è monolitica. Fossi nel Toti avrei problemi a scendere dalla collina e venire nel capoluogo. Se si guarda Castelfranco dall’alto, si vedono delle fabbriche e dei capannoni all’avanguardia, bellissimi, tanto che verrebbe voglia di prenderci la residenza. Poi ci si sposta un po’ e si vede un centro storico che sembra il terzo mondo, ma è normale?”.
A dare una visione d’insieme ci pensa Giovanni Pasqualino, coordinatore della Lega per la zona del cuoio: “Da commissario Lega sono molto soddisfatto del risultato – ha commentato -. Alle Europee la Lega a Santa Croce, in alcune sezioni, ha doppiato il Partito democratico. A San Miniato un risultato impensabile, segno che i cittadini vogliono cambiare. Cercheremo di canalizzare tutti i voti che hanno bocciato il Pd. Con CambiaMenti abbiamo anche diversi punti di programma simili e faccio i miei complimenti a Guazzini per lo straordinario risultato raggiunto. Ora, o continuità o cambiamento, l’alternanza è fondamentale. Su Montopoli – continua Pasqualino – sicuramente c’è il rammarico maggiore, visto che per meno di 60 voti non ce l’abbiamo fatta. Lì ha influito la scelta di alcuni di non volerci appoggiare e separare così il centrodestra”.
Dopo le prime analisi delle percentuali ottenute dalla coalizione, vari schieramenti hanno tirato le somme dicendo che “la destra è solo Lega”. A questa valutazione ha risposto Marco Rusconi, iscritto a Fratelli d’Italia e consigliere di opposizione di Santa Croce sull’Arno. “Io non penso – ha detto – che il centrodestra sia solo Lega: la Lega non ha un radicamento sul territorio come Fratelli d’Italia. Molti leghisti sono leghisti dell’ultima ora che hanno preso adesso la tessera. A San Miniato ci va Atini di Forza Italia al ballottaggio. Il lavoro degli anni è stato riconosciuto anche a Matteo Bagnoli (al ballottaggio a Pontedera, ndr), di Fratelli d’Italia. A Castelfranco esprimiamo consiglieri di FdI. La gente dà il voto a persone che conosce sul territorio. In questo non voglio criticare il nostro candidato che ha scelto una lista che ha attirato molti voti. Dico solo che il sindaco non è tutto. A Santa Croce, ad esempio, non sono venuti i big come in altri paesi dove siamo ora al ballottaggio. Forse qualche voto in più ce lo avrebbero dato”.
Poi anche Rusconi commenta il voto a Santa Croce. “Partiamo da un dato che va smentito: che ci sono state 1.500 preferenze di scarto tra europee e amministrative è falso. Se si prendono i voti delle europee che sono andati ai partiti di destra e si confrontano con i nostri 3.050 voti, si vede che lo scarto è molto inferiore”, effettivamente, a Santa Croce sull’Arno, i partiti della coalizione di centrodestra hanno preso 3.569 voti alle europee che se sottratti alle preferenze delle amministrative, fanno 519 voti di scarto. Poi Rusconi continua: “Il dato che mi consola è che, se si guarda alla sezione in cui si sono persi i voti, si vede che nei quartieri dove si sta peggio il centrodestra ha tenuto. Dimostrazione che c’è disagio e il voto delle europee viene riconfermato. In nessun comune, le liste di centrodestra hanno ottenuto un risultato così alto come a Santa Croce. Non è facile vincere contro un sindaco uscente perché ci sono una serie di relazioni interpersonali difficili da sciogliere”.
Intanto gli ex candidati sindaco promettono battaglia in consiglio comunale. “Ci sederemo a tavolino e cercheremo di capire se ci sono stati errori e quali – ha detto Monica Ghiribelli -. La linea ha dato buoni risultati e cerchiamo di mantenerci sulla buona strada. Cinque anni di opposizione saranno duri per noi ma anche per loro. Facciamo tesoro di questa esperienza perché anche l’opposizione può portare a un arricchimento. Iniziamo a lavorare per le prossime elezioni, il nostro intento è crescere e saremo fra i banchi dell’opposizione a fare la guerra per i cittadini. Per quanto riguarda Castelfranco – continua -, fossi nel Toti non dormirei sonni tranquilli: abbiamo consiglieri con esperienza alle spalle che insegneranno a quelli nuovi, ci sarà battaglia”. “Non credo sia una sconfitta, il quasi 48% è una percentuale storica – ha detto Alessandro Lambertucci -. Ora ci sono le regionali: ho compattato le fila all’interno della Lega. Io non credo di candidarmi in futuro ma voglio essere un pilastro per i prossimi 5 anni”. Montopoli è il comune dove il divario tra il sindaco eletto e il primo candidato non eletto è minore. “Noi siamo contenti del risultato perché in due mesi abbiamo tirato su una lista di gente non esperta nella politica – ha detto Lara Reali, neoeletta al consiglio comunale con il maggior numero di preferenze -. Avremo anche perso ma abbiamo perso alla grande, per noi è stato un successo. Tutti con inesperienza politica, ma ci hanno votato perché dietro al simbolo ci sono le persone. Non rimpiangiamo nulla perché noi siamo il partito del rinnovamento senza inciuci. L’opposizione sarà l’alito sul collo, non gli daremo pace. Adesso pensiamo a San Miniato e gli altri comuni al ballottaggio”.

 

 

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