CambiaMenti: “Restiamo alternativi a entrambe le forze”. Faraoni: “Opposizione sul territorio e in consiglio”

“A caldo siamo rimasti un po’ amareggiati, non c’è dubbio: ci aspettavamo di arrivare al ballottaggio. Poi però a distanza di due giorni dall’apertura delle urne, in realtà ci siamo resi conto di avere fatto un buon lavoro.

Alla fine bisogna tenere conto che noi partivamo dallo zero per cento e non avevamo alle spalle un partito strutturato soprattutto come il Pd e alla fine abbiamo raccolto il 22% dei consensi, non è poco”. Questa la valutazione a mente lucida che fa Manola Guazzini dopo la prima vera riunione post voto di tutto il movimento che si è svolta nella serata di mercoledì. Non solo, la candidata alla poltrona di sindaco che ora per il turno di ballottaggio apparentemente esce di scena aggiunge: “Tutto questo nonostante il Pd abbia schierato l’intero apparato e non solo quello, nella campagna elettorale, a San Miniato mai come in queste elezioni si era vista l’amministrazione uscente impegnata nel sostegno al candidato sindaco. Il Pd ha fatto una campagna elettorale capillare, segno di una condizione di incertezza. Forse perché c’eravamo noi e poi per la Lega. Anzi, potremmo dire che se da un lato abbiamo catalizzato il voto di chi chiedeva un cambiamento nel sistema di governo di San Miniato, dall’altro CambiaMenti ha arginato l’avanzata della Lega che correva con il vento in poppa trattenendo una parte dei cittadini dal votare il centrodestra nella ricerca del cambiamento”.
“Alla fine – continua Guazzini – l’esperienza di CambiaMenti è assolutamente positiva e da portare avanti, per questo andremo in consiglio a fare l’opposizione seria, costruttiva qualora ve ne fosse la necessità e continueremo a stare tra la gente a parlare con le persone ad ascoltare le loro esigenze, indipendentemente da chi vinca il turno di ballottaggio”.
Proprio sul ballottaggio il comitato CambiaMenti scioglie i nodi dopo la riunione di mercoledì sera e spiega, attraverso le parole del presidente Federico Faraoni: “Anche se l’obiettivo della partecipazione al ballottaggio è stato mancato, 3400 voti rappresentano una base di partenza straordinaria per un’alternativa che intendiamo far crescere, anche attraverso un impegno forte e puntuale di opposizione sia in Consiglio Comunale che tra la gente. Non cercheremo perciò, e rifiuteremo qualora ci venissero proposti, apparentamenti con l’una o con l’altra delle forze presenti al ballottaggio. Manterremo un’impostazione fortemente alternativa rispetto a entrambe queste forze. Non daremo, come Comitato, indicazioni di voto, anche perché, in quanto movimento civico, non intendiamo vincolare il diritto di voto dei nostri elettori, ognuno dei quali si comporterà, domenica 9 Giugno, secondo la propria coscienza. Dovrebbero riflettere seriamente sulle proprie responsabilità coloro che, sbandierando per tutta la campagna elettorale la parola d’ordine della continuità, hanno prodotto, per la prima volta nella storia di san Miniato, un esito come il ballottaggio”.
“I 3400 elettori – conclude Faraoni -, attraverso il sostegno alla candidata Manola Guazzini hanno espresso la richiesta di una profonda discontinuità col sistema di potere che si è andato costituendo a San Miniato nell’ultimo decennio, in alternativa sia al Pd che di questo sistema di potere è stato protagonista, che alla destra”.      
Poi una valutazione sui CambiaMenti e su cosa farà da qui ai prossimi anni: “La valutazione – spiega il presidente Federico Faraoni – sul posizionamento di Cambiamenti al ballottaggio è stata fatta con attenzione” spiega il presidente Federico Faraoni. “La prima cosa che ho notato è che contrariamente a quanto mi potevo aspettare ieri sera alla riunione c’erano solo posti in piedi più di 50 persone che hanno partecipato anche a questa decisione, ma sopratutto hanno detto: ‘Da domani cosa si fa? Come continua il nostro percorso?’ indizio che in questo anno abbiamo costruito un gruppo odi cittadini che hanno una struttura da un lato di tipo partitico e dall’altro che vogliono portare avanti questo lavoro. Sulla base anche di questa posizione non potevamo che rimanere neutrali dal dare indiciazioni di voto rispetto ai due candidati del ballottaggio”.
“Se si va a vedere i programmi, – dice ancora Faraoni – su temi come l’ambiente, lo sviluppo del territorio e altri passaggi fondamentali  probabilmente c’è più distanza tra noi e ciascuno di loro che tra i Giglioli e Altini, quindi la scelta presa praticamente all’unanimità da CambiaMenti è stata quella di non prendere posizione in coerenza con quanto fatto fino ora. Allo stesso tempo però è stato deciso di continuare nel nostro percorso, lo faremo all’opposizione, ma l’opposizione non significa solo andare in consiglio, l’opposizione al faremo ascoltando e parlando con i cittadini, sul territorio per continuare nella percorso di cambiamento che abbiamo avviato. Insomma il nostro 22% non è poco e per noi è solo un punto da cui ripartire”. (g.m.)

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