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Ramo caduto, Centrodestra per Castelfranco: “Niente è stato fatto per mettere in sicurezza le piante”

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“Non si può parlare di mera fatalità. La responsabilità dell’Amministrazione c’è ed è netta, poiché niente è stato fatto fino ad oggi per monitorare lo stato di salute e di pericolosità di queste piante e niente è stato fatto per metterle in sicurezza, limitandosi gli interventi a tamponare situazioni emergenziali e contingenti”. Rispetto ai rami caduti ieri lungo l’argine a Castelfranco di Sotto (Colpiti da alcuni rami che si staccano dai pini lungo l’argine), lo dice il gruppo consiliare Centrodestra per Castelfranco.

Secondo Monica Ghiribelli, Alba Colombini e Nicola Sgueo “Questo tipo di alberi costituisce un problema annoso, visto e considerato che sono presenti pressoché in tutti i giardini e le piazze pubbliche e che da tempo, più volte, i cittadini hanno segnalato episodi di caduta di rami anche in giornate prive di vento e senza che la causa fosse ravvisabile in particolari eventi atmosferici (è di non più di un mese fa la denuncia di una castelfranchese che fu sfiorata dall’ennesima caduta di rami, anche questa avvenuta in una tipica giornata estiva priva di vento e anche questa archiviata nel dimenticatoio)”. Secondo i consiglieri comunali, “La pineta che corre lungo l’argine dell’Arno, i pini di piazza Garibaldi, di piazza Mazzini e di altri luoghi frequentati da molti castelfranchesi, soprattutto da famiglie con bambini piccoli, rappresentano da troppo tempo un motivo di forte preoccupazione nella cittadinanza che, purtroppo, non è stato adeguatamente preso in considerazione dai nostri amministratori, che si sono sempre poco preoccupati di gestire adeguatamente il verde pubblico. In questa vicenda, però, a far indignare quanto il fatto che il ferimento di due persone poteva essere evitato con un po’ di senso di responsabilità e di capacità di programmazione, sono le parole dell’Assessore all’ambiente (nonché vicesindaco) Grossi, il quale pare non riuscire a cogliere la gravità dell’accaduto, visto che pensa di esonerarsi da ogni responsabilità scaricando tutto sulle spalle delle amministrazioni di quarant’anni fa. Gli sfugge, forse, il piccolo particolare di aver ricoperto la medesima carica di assessore all’ambiente anche nel passato quinquennio e che, volendo, in cinque anni qualcosina poteva essere stata fatta. Probabilmente in quei cinque anni è stato troppo impegnato a progettare interventi faraonici o di dubbia utilità per la collettività per accorgersi che la manutenzione del verde (specialmente di questa tipologia) richiede una seria programmazione e una serie di controlli e di interventi che non si possono limitare a qualche sporadica potatura dettata dalla contingenza specifica. Se le parole dell’assessore Grossi sono il chiaro sintomo dell’incapacità e dalla superficialità con cui questa amministrazione tratta una questione che attiene non soltanto al decoro pubblico ma, soprattutto, alla sicurezza e all’incolumità dei cittadini, la conferma della diagnosi l’abbiamo se si guarda a quanto, in questi anni, ha fatto chi oggi siede sullo scranno più alto, ossia colui che occupa ininterrottamente dal 1999 le stanze del Municipio, prima come assessore ai lavori pubblici (fino al 2009, quindi per ben dieci anni) poi come vicesindaco e, dal 2014, come sindaco. Ma veramente vuol farci credere che quanto accaduto ieri è frutto di una fatalità? Veramente in venti anni non si è mai accorto che i pini rappresentavano un problema e un rischio, tanto da non aver mai programmato controlli ed interventi mirati a garantire l’incolumità di chi usufruisce dei giardini e delle piazze dove sono presenti questi alberi? Veramente ha così sottovalutato la questione da arrivare al punto che si è dovuto sfiorare la tragedia perché si aprissero gli occhi? Oggi i nostri amministratori hanno in mano una bella relazione relativa allo stato dei pini di piazza Garibaldi, nella quale vengono dati suggerimenti per la loro messa in sicurezza senza che si debba ricorrere necessariamente all’abbattimento. Che se ne faccia debito uso nell’attesa della riqualificazione della piazza (che dubitiamo avverrà in tempi brevi) e, ora che il fragore di questa vicenda ha svegliato il sindaco e l’assessore (e, ci auguriamo, la giunta intera), chiediamo ai nostri amministratori la cortesia di non assopirsi di nuovo e di non disperedere energie e intelletto in iniziative che non servono a nessuno se non alla loro autocelebrazione. Vi preghiamo: ogni tanto fate uno sforzo anche nell’interesse dei castelfranchesi”.

 

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