Santa Croce, Bilancio non piace al Centrodestra. “Perché abbiamo votato no”

“Ci troviamo di fronte ad un bilancio consolidato salvato da un mero, seppure lecito, tecnicismo contabile che però non maschera le difficoltà di gestione. Per queste ragioni abbiamo esternato il nostro voto contrario”. Lo spiegano i consiglieri del gruppo “Per un’altra Santa Croce”, espressione dei tre partiti di centrodestra. I consiglieri non nascondono perplessità in merito al bilancio consolidato 2018 del Comune, portato in approvazione nel consiglio comunale del 24 ottobre.

“Il nostro parere negativo – spiegano – è stato espresso dopo aver visionato i dati forniti dal comune e l’andamento finanziario. Rileviamo una opinabile capacità dell’ente nella gestione della finanza pubblica”.
“Osservando i dati forniti in merito al bilancio in oggetto – aggiunge il consigliere Marco Rusconi – possiamo constatare una diminuzione della liquidità: il conto di tesoreria passa da 4,3 milioni a 2,7 milioni e le disponibilità liquide calano, rispetto all’esercizio precedente, di 1,2 milioni”. Alessandro Lambertucci evidenzia invece come: “Nel bilancio consolidato sottoposto dalla maggioranza abbiamo potuto verificare che la voce svalutazione crediti è aumentata da 1.054.861,00 nel 2017 a 1.754.152,00 nell’anno 2018. Vuol dire che nei bilanci si sono iscritti importi a credito che poi non si sono realizzati. Dalle risposte della ragioneria non è stato possibile appurare su quale società si è avuto tale aumento o se questi sono crediti inseriti nel bilancio del comune oppure nelle partecipate. Inoltre con la voce proventi straordinari, di fatto il bilancio consolidato è stato riportato in attivo, perché la differenza tra componenti positivi e negativi da risultato negativo di oltre 3,164 milioni di euro”.
Rusconi poi conclude entrando nel merito delle cifre ascoltate in sede di consiglio comunale: “Il totale dell’attivo risulta maggiore di 2,7 milioni ma nel computo dobbiamo considerare che il valore delle partecipazioni passa da 2,8 milioni a 5,6 milioni, in pratica raddoppia, per il semplice fatto che è cambiato il metodo di calcolo. Quindi l’aumento totale dell’attivo è dovuto esclusivamente al raddoppio del valore delle partecipazioni, un più 2,8 milioni che va a salvare il conto economico che altrimenti sarebbe in negativo. Notiamo inoltre che il risultato operativo, quindi l’attività ordinaria ovvero la differenza tra componenti positivi e negativi della gestione, passa da meno 1 milione a meno 3,2 milioni. Riassumendo le disponibilità liquide sono diminuite di 1,2 milioni, l’attivo complessivamente aumenta rispetto alla volta precedente, di circa 500mila euro, ma ciò avviene solo ed esclusivamente in virtù della rivalutazione fatta delle partecipazioni, se le partecipazioni fossero state valutate come nell’esercizio precedente il risultato complessivo dell’esercizio sarebbe stato negativo di oltre 2 milioni di euro”.

 

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