“Roffia non ha salvato Pisa”, le ragioni della Lega San Miniato

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“Si dice che Roffia ha salvato Pisa dall’alluvione (Rossi da Roffia: “Altre due casse di espansione per Fucecchio”). I fatti dimostrano una cosa diversa: le cronache riferiscono che domenica 17 novembre si è verificata una grande piena dell’Arno ma non dissimile da quella degli anni precedenti, quando non esisteva la cassa di esondazione di Roffia. Poiché negli anni passati, quando non esisteva la cassa di esondazione di Roffia, Pisa non ha subito inondazioni, è evidente che tale struttura, pur mitigando la portata della piena, non è stata un elemento determinante per evitare la esondazione dell’Arno a Pisa”. Ne è certa la Lega di San Miniato, che commenta l’opera a seguito dell’ondata di maltempo che si è abbattuta sul Valdarno inferiore domenica 17 novembre e dei commenti dei giorni successivi. 

 

“Il pericolo – per la Lega – di una grossa esondazione sembra essere passato e come sempre è iniziata la gara a intestarsi i meriti che hanno portato allo scampato pericolo, evitando però di parlare in maniera esaustiva di ciò che non ha funzionato e quindi della cassa di esondazione di Lajatico, della fantomatica cassa di esondazione tra Pontedera e Ponsacco che doveva essere terminata nel 2017 ma che non c’è e delle molte altre opere destinate a fronteggiare il rischio idraulico del bacino dell’Arno sempre annunciate e mai realizzate. Fra le varie cose che vengono ripetute in queste ore una in particolare appare eccessivamente ottimista. Pisa, si ripete ossessivamente, sarebbe stata salvata da una disastrosa inondazione grazie all’attivazione della cassa di espansione di Roffia (struttura rammentata addirittura prima di altre opere molto più importanti) e dallo Scolmatore. E’ comprensibile che la lingua batta dove il dente duole, cercando di far dimenticare il problema che per anni la cava di rena di Roffia ha rappresentato per il territorio e per i cittadini del comprensorio del cuoio. Si tenta di dare un senso a una opera idraulica che mette in sicurezza anche una immensa buca scavata a ridosso del fiume Arno, costata alle casse pubbliche circa 20 milioni di euro, che negli anni passati ha creato non pochi problemi di sicurezza per agli abitanti dei territori limitrofi”.
La cassa di esondazione di Roffia, quindi, per la Lega, “forse ha avuto un merito importante, quello di far si che, consentendo un graduale innalzamento del livello delle acque all’interno dell’invaso, ha permesso che si attivasse una controspinta sull’argine dell’Arno che ha bilanciato la pressione derivante della piena del fiume, evitando probabilmente traumatici cedimenti del modesto argine di terra che separa il fiume dal bacino, con le drammatiche conseguenze che ne potevano conseguire”.

 

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