“Le bandiere sono importanti, non sarò nei banchi”, Marino scrive alle sardine

Gli augura di essere in tanti. Lui, però, non sarà nella piazza anti Lega di Firenze il 30 novembre. Perché, il segretario reggente dell’Unione Comunale del Pd di Montopoli in Val d’Arno Andrea Marino lo spiega direttamente alle Sardine. Riportiamo di seguito e in maniera integrale la sua lettera aperta. 

Care sardine,
mi chiamo Andrea Marino e sono il segretario dell’Unione Comunale del Partito Democratico di Montopoli in Val d’Arno. Esercito questo ruolo in qualità di reggente provvisorio, in vista del Congresso che celebreremo fra un paio di mesi. Ho letto il vostro bel Manifesto contro il populismo e sono con voi nel sostenere che la politica, per chi ha il privilegio di poterla praticare in maniera attiva, sia una nobile professione, da vivere con spirito di servizio, quasi fosse una missione. Come altri miei compagni sono rimasto molto colpito dalla partecipazione scaturita dal vostro impegno, che dopo le manifestazioni di piazza Maggiore a Bologna e piazza Grande a Modena ha spinto altrettante migliaia di persone in tutta Italia a radunarsi insieme e, ne sono sicuro, ancora altre ne porterà a riunirsi nei prossimi giorni. Molti miei concittadini, iscritti e non al mio partito, interverranno alle prossime mobilitazioni e sono lieto di vedere che si stiano già creando piccoli coordinamenti spontanei e trasversali di aderenti all’incontro che è stato lanciato il 30 novembre in piazza della Repubblica a Firenze. Ma è un appuntamento al quale io, e non solo per rispetto vostro e per rispetto del partito che rappresento, non posso partecipare. E’ un pensiero pesante quello che mi trattiene. Forse impedendomi di muovermi più liberamente, ma non per paura o per egoismo. Con la mia bandiera ho partecipato alla celebrazione del 25 aprile e con la mia bandiera ho partecipato alla manifestazione del Primo Maggio, manifestazioni alle quali altre bandiere erano presenti oltre alla mia e oggi come allora resto convinto della importanza che la presenza di quelle bandiere e quei simboli rappresentassero, un’importanza tale da non doverle nascondere. Anche solo per la loro storia e per quella delle persone che hanno militato sotto quei vessilli.
Sono un po’ troppo romantico? Forse. Spero, non troppo patetico. Ma sarei proprio cieco se non vedessi l’enorme distanza che separa oggi cittadini e partiti: lo scarto che separa i giovani e i nuovi cittadini dalla politica oltre che dalla rappresentanza, poi, è intollerabile. Ma queste lontananze non possono essere affatto curate stendendo pietosi veli su organizzazioni atrofizzate o in agonia, che devono essere semmai ravvivate ed aprirsi agli stimoli ed agli entusiasmi anche di coloro che riempiranno le piazze nelle prossime settimane.
I partiti devono tornare ad essere strumenti di attivismo civico e progresso sociale ed economico, che contrastino l’apatia ed il conformismo. Auguro pertanto il massimo successo di partecipanti ai prossimi banchi di sardine. Non potendo far altro che adoperarmi perché tornino ad occupare il posto che l’art. 49 della nostra Costituzione assegna loro.
Insieme saremo più forti e scenderemo in acque più profonde. 

 

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