Stragi naziste, Nardini: “Regione sostenga le famiglie che chiedono risarcimento”

La consigliera chiede anche che "siano accolte le proposte del coordinamento regionale Anpi Toscana"

“La Toscana può scrivere ancora una volta la storia, supportando i familiari delle vittime della ferocia nazifascista nella richiesta di risarcimento nei confronti della Germania e facendosi promotrice presso il Parlamento dell’adozione di norme in grado di difendere lo spirito antifascista della Costituzione”. Con una mozione presentata alla giunta, lo chiede la consigliera regionale del Pd Alessandra Nardini, dopo la lettera dei familiari delle vittime delle stragi naziste rivolta al presidente Enrico Rossi.

Oltre a fornire “ogni supporto utile alla loro legittima richiesta di giustizia”, Nardini chiede anche che “siano accolte le proposte del coordinamento regionale Anpi Toscana per rafforzare l’impegno in difesa della Costituzione.

“ Nelle settimane scorse – spiega Nardini – alcuni rappresentanti dei familiari delle vittime italiane delle stragi compiute dall’esercito tedesco nel corso della seconda guerra mondiale hanno scritto una lettera pubblica al governatore Enrico Rossi per chiedere sostegno in una causa civile contro lo Stato tedesco. Non posso che condividere la tempestività con cui il presidente Rossi ha espresso la volontà di sostenere tale richiesta di risarcimento fino alla possibilità di verificare la possibilità di costituire la Regione stessa come parte civile. Oltre a questo sollecito la Giunta a fornire ogni supporto utile affinché venga soddisfatta la legittima istanza di giustizia per le vittime e i loro familiari.

L’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia conta oltre 5600 tra stragi e rastrellamenti, di cui più di 800 avvenute in Toscana, dove le vittime sono state oltre 4400. È doveroso che le istituzioni regionali e a tutti i livelli siano in ogni modo al fianco di quelle famiglie che sono state segnate per sempre dalla barbarie nazifasciste. La Toscana ha già dato vita a importanti pagine della storia, prima tra tutte l’abolizione della pena di morte nel 1786. Inoltre ricordo e condivido le richieste arrivate dal Coordinamento regionale Anpi Toscana affinché la Regione solleciti il Parlamento in merito all’adozione di una legislazione nazionale in grado di tutelare la nostra Costituzione e affinché sia data piena attuazione al protocollo sottoscritto da Anpi e Miur per offrire alle istituzioni scolastiche un sostegno alla formazione storica, per lo sviluppo di un modello di cittadinanza attiva, coinvolgendo le tre Università toscane e gli altri Istituti di istruzione universitaria”.

“Ricordo – aggiunge – che la sentenza n.238 del 2014 della Corte Costituzionale sembra aver riaperto la questione della legittimità in merito alla richiesta di risarcimento nei confronti dello stato tedesco e quindi la strada di una causa civile può essere di nuovo percorribile. Non possiamo non ricordare la recente diffusione di gesti, linguaggi, simboli e addirittura gadget richiamanti il fascismo e il nazismo, in contrasto con lo spirito della Costituzione, delle leggi Scelba e Mancino, per la quale anche l’Anpi regionale ha espresso preoccupazione. La Toscana, negli anni, ha messo in piedi una serie di iniziative in particolar modo rivolte alle nuove generazioni, ma penso anche all’osservatorio regionale per monitorare comportamenti e affermazioni che possano configurare l’apologia di fascismo o la discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, individuando così anche situazioni penalmente rilevanti. La Toscana si è da sempre contraddistinta per il suo impegno verso ogni forma di recrudescenza nazifascista e verso la promozione di diritti universali. Ancora una volta abbiamo la possibilità di implementare questo impegno e compiere un gesto non solo significativamente simbolico verso tutte quelle persone e famiglie che sono state segnate dalla più sanguinosa violenza che l’uomo abbia mai osato, quella nazifascista”.

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