Home restaurant e indirizzo sbagliato, per Bertagni: “Situazioni imbarazzanti”

Il consigliere comunale di opposizione commenta le due recenti sentenze avverse al comune di Montopoli

Una situazione, anzi due, “imbarazzanti” secondo Cristiano Bertagni, consigliere di minoranza del comune di Montopoli in Valdarno. Così il consigliere del gruppo Montopoli del cambiamento definisce le due sentenze che costringono il Comune al risarcimento danni in seguito al ricorso contro le sanzioni elevate dall’ente.

La prima riguarda l’home restaurant che era stato chiuso da un’ordinanza per la mancata comunicazione di inizio attività. Comunicazione che, secondo quanto stabilito dal giudice di pace di San Miniato, non serviva. Per questo e altri motivi il giudice ha accolto come legittimo il ricorso e ha condannato il Comune a risarcire i danni e revocare l’ordinanza. L’altra ammenda, invece, riguarda una violazione al codice della strada del 2015 che però è stata notificata a un indirizzo vecchio ormai di 10 anni. Anche in questo caso, il ricorso del cittadino adesso residente a Santa Croce sull’Arno è stato accolto dal giudice.

“Come fa – si chiede Bertagni, che sulla vicenda ha riferito anche in consiglio comunale del 30 dicembre –, un comune che ha un’anagrafe a sbagliare l’indirizzo e a notificarlo nella casa di residenza cambiata da anni? Ma ancora più imbarazzante è la questione dell’home restaurant: il comune stesso, in fase difensiva davanti al giudice di pace, ha ammesso di non aver avuto una base legale chiara su cui agire. E allora, visto che sapevano che era una zona grigia, mi domando cosa ci sono andati a fare davanti al giudice di pace. Per andare davanti a un giudice si presuppone la preparazione di una difesa solida, ma evidentemente così non è stato. Hanno fatto riferimento al Mise (Ministero dello sviluppo economico) quando la stessa risoluzione che hanno citato diceva che la Scia (Segnalazione certificata inizio attività) si richiede soltanto per le zone tutelate. E poi non hanno saputo dimostrare che Montopoli rientra tra queste zone. Io – conclude – sinceramente le trovo due situazioni imbarazzanti per un Comune”.

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