“Un sindaco non può permettersi di incattivire così i rapporti con la minoranza”

I consiglieri di Per un'altra Santa Croce torneranno dal Prefetto: "Stupiti e offesi"

“L’uscita molto infelice del sindaco, oltre a denotare una preoccupante e profonda mancanza di rispetto per le persone e per il ruolo di rappresentanza che esercitano i consiglieri, mette a nudo la sua grave incapacità politica di accettare democraticamente la voce critica e consistente della minoranza come componente essenziale e di garanzia della nostra amministrazione”. Per questo i consiglieri del gruppo Per un’altra Santa Croce Alessandro Lambertucci, Marco Rusconi, Vincenzo Oliveri, Benedetta Cicala, Valentina Fanella porteranno “nuovamente la vicenda all’attenzione del Prefetto perché un sindaco non può permettersi di incattivire in questo modo i rapporti con la minoranza e mostrarsi così ingiurioso e screditante in eventi pubblici allontanandosi di fatto da quei principi che sono alla base di un corretto confronto politico”.

“Che il sindaco Giulia Deidda – spiegano i consiglieri comunali – nutrisse una certa consistente avversione nei confronti di noi consiglieri di minoranza era già nell’aria da tempo. Basti pensare ai prolungati ritardi nelle risposte alle nostre interrogazioni e la mancata nomina, dopo oltre sette mesi, delle commissioni consiliari permanenti per materia oltre a quella Statuto e Garanzia.

In consiglio comunale poi, durante le sedute, era emerso progressivamente un certo grado di supponenza e di avversione contro gli esponenti del nostro gruppo da parte del sindaco fino all’ultimo eclatante tentativo messo in atto dallo stesso, non certo passato inosservato, di togliere bruscamente la parola al nostro capogruppo durante la discussione sul rinvio della mozione per la concessione della cittadinanza alla senatrice Liliana Segre.
Proprio per esporre queste problematiche, solo pochi giorni fa, alcuni dei nostri consiglieri sono stati ricevuti dal Vicario del Prefetto di Pisa“.

Perché, sottolineano, “Non è certo colpa nostra se la bocciatura da parte della maggioranza della mozione sui presepi nelle scuole ha fatto indignare la popolazione di Santa Croce. Così come non è colpa nostra se, in pieno centro cittadino, si è verificato il caso delle percosse in una scuola coranica del tutto improvvisata di cui il comune ignorava totalmente l’esistenza.

A complicare i rapporti si inserisce ora il gravissimo scivolone del sindaco avvenuto sabato sera durante un evento culturale organizzato a Santa Croce per la presentazione di un libro, allorquando questo si è permesso di entrare in polemica politica a distanza etichettando noi consiglieri come coloro che ‘fondano la loro attività sul fanatismo’. Riteniamo ancor più grave che queste dichiarazioni non siano emerse all’interno del consiglio comunale, il luogo deputato al dibattito politico, negandoci così ogni possibilità di replica seduta stante. Questa è l’ennesima dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che il nostro Sindaco non ama il contraddittorio e le voci fuori dal coro, ma soprattutto, che ogni evento pubblico, anche di natura diversa come un dibattito sul dialogo interreligioso, rappresenti per lei un occasione da strumentalizzare per meri fini politici.

Sicuramente il sindaco non avrà ancora digerito la nostra accusa di fare ‘passerelle elettorali’ alle funzioni religiose e si dimostra insofferente al pressing delle nostre mozioni e interpellanze ma, di certo, niente può giustificare la grave ingiuria profferita contro i rappresentanti del nostro gruppo nel tentativo di demonizzare l’opposizione per farla passare come ossessionata, violenta o intollerante nei confronti di chi professa una religione diversa.
Ad oggi nessun consigliere di questo gruppo, sia per la propria storia personale che per le proprie azioni, si è mai mostrato intollerante verso un credo religioso o verso chi si professa di altre religioni ed è per questo che le parole del sindaco suonano come gravemente e maggiormente lesive dell’onore e del decoro personale dei singoli componenti. Una cosa è avversare un credo religioso e altra cosa cercare di correggere legittimamente, come abbiamo sempre fatto, comportamenti ammantati da motivazioni etniche, sociali o religiose non rispondenti ai principi del nostro ordinamento.

Stupisce poi che il sindaco Deidda, che dovrebbe avere oramai una navigata esperienza politica, possa cadere in questi errori madornali di valutazione e di offesa pubblica come se fosse una neofita ed è per questo che chiediamo a gran voce le sue scuse formali durante il prossimo consiglio comunale. Siamo profondamente offesi dall’atteggiamento del sindaco al quale rivolgiamo, per il futuro, l’invito a mostrarsi più tollerante e a stare più attento ai termini che utilizza in pubblico parlando di persone non presenti perché rischia di coprirsi di ridicolo con le sue stesse mani”.

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