Consiglio regionale 2020, i posizionamenti in vista del voto nel collegio pisano con l’incognita di Italia Viva. Valdera e Cuoio diventano cruciali per il Pd

Tra i candidati praticamente certi Mazzeo, Pieroni e Nardini, ma non mancano le proposte dal territorio

Ancora una manciata di settimane e i toscani torneranno alle urne per eleggere il nuovo governatore e il nuovo consiglio regionale dopo il decennio del presidente Enrico Rossi. Uno scenario all’apparenza scontato perché, se da un lato quella di Eugenio Giani partita da San Miniato sembra essere una galoppata di trionfo inarrestabile verso palazzo Strozzi Sacrati grazie al Pd toscano e ai 5 anni passati a psenziare come presidente del consiglio regionale eventi ovunque nella regione, dall’altro c’è un centrodestra all’apparenza imbelle e incapace fino ad ora di esprimere un candidato né forte né debole nel panorama toscano. Fino ad ora infatti l’unico dato è che si vocifera di una disponibilità – o forse qualcosa di più – a candidarsi di Susanna Ceccardi, l’ex sindaco di Cascina e parlamentare europeo.

Uno scenario abbastanza rassicurante per il centro sinistra? No, tutt’altro. Nei vari collegi che coincidono con le province, soprattutto quelli a trazione più marcatamente Pd, dietro a un Giani proiettato verso la vittoria nella corsa appena partita, c’è la moltitudine dei possibili candidati a consigliere.
I problemi, quindi, potrebbero arrivare proprio dal fronte interno. In primo luogo dalla composizione delle liste che sosterranno Giani. Molto dipende in primo luogo da un calcolo aritmetico delineabile nel momento in cui si saprà quante liste ci saranno a sostenere Giani. Detto in altri termini, ferma restando la capacità attrattiva di Giani nei vari collegi, molto dipenderà da quante liste vi saranno collegate al candidato presidente e sopratutto da quanti voti le leste minori riusciranno a erodere al Pd: lì, infatti, si darà un indirizzo ai prossimi 5 anni di governo della regione Toscana.

Nel collegio pisano e in particolare nel comprensorio del Cuoio e in Valdera, qualcosa nelle fila del Pd e non solo, comincia già a muoversi. Se la ricandidatura dei tre consiglieri uscenti Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni sembra essere scontata, non sembra essere altrettanto semplice interpretare il comportamento dell’elettorato. Per vari fattori. E poi c’è da chiudere la lista che alla fine dovrà avere 8 nomi, quattro uomini e quattro donne.

Sul fronte dei nomi forse qualcosa si muove e cominciano a circolare alcune prime ipotesi. In Valdera per esempio, l’ex sindaco di Bientina, Corrado Guidi – che ai tempi delle sue elezioni amministrative riscuoteva consensi che il centrosinistra non vedeva dai tempi del Pc -, se vuole provare a fare un exploit alle regionali forse avrà molto da lavorare nella prossime settimane, anche se è persona ritenuta capace a soprattutto apprezzata dall’elettorato. Altro nome sul fronte femminile per il collegio pisano è Miram Celoni, ex assessore provinciale. Ma per il momento queste sono solo ipotesi o poco più.

Molto più turbolenta invece sembra essere la situazione nel Comprensorio del Cuoio dove le pretendenti ad uno scranno in consiglio regionale, per sostegno a qualcuno dei big uscenti o per vera convinzione di poter arrivare a palazzo Panciatichi, sono varie e stanno creando non poche tensioni tra i sindaci. Da un lato a San Miniato c’è Chiara Rossi, che nella ultime settimane avrebbe definitivamente perfezionato la propria convinzione a candidarsi, soprattutto perché spinta dal sindaco Simone Giglioli e dal consigliere Antonio Mazzeo, in cerca di un appoggio femminile sul territorio del Valdarno per la corsa elettorale, anche dopo che i rapporti con Alessandra Nardini si sarebbero inaspriti per vari motivi, compresa la possibile nomina ad assessore in caso di vittoria di Giani.
Chiara Rossi è di area centrista nell’universo Pd, ex renziana ed ex vicesindaco nella giunta Gabbanini. Avvocato nella vita, ufficialmente non ha mai annunciato la sua candidatura anzi, fino a poche settimane fa la escludeva per motivi personali. Ora, però, si sarebbe decisa a impegnarsi nella corsa elettorale appoggiando Mazzeo, anche se di fatto sarebbe determinata a non avere un ruolo di “portatrice di voti del Valdarno” del consigliere uscente, ma anzi punterebbe a fare un buon risultato.

Sicuramente sulle candidature nel Valdarno pisano, Mazzeo sta giocando un ruolo di mattatore: se da un lato infatti spinge per Chiara Rossi, all’altro starebbe facendo di tutto per evitare che portatori di voti significativi e proveniente dall’area degli ex o tutt’ora renziani possano candidarsi in una eventuale e probabile lista di Italia Viva del collegio pisano.
E’ il caso di Marco Baldacci, vicesindaco di Santa Croce sull’Arno e primo amministratore del collegio pisano ad avere aderito a Italia Viva. Proprio Baldacci, che avrebbe avuto il veto a una sua possibile candidatura dal sindaco Giulia Deidda, sempre più vicina a Mazzeo e pronta a vigilare affinché sulla corsa del consigliere pisano verso la rielezione non si creino troppi ostacoli. Non solo: Deidda recentemente si sarebbe posta in contraddittorio politico proprio con Giglioli reclamando una possibile candidatura di Mariangela Bucci, ipotesi che, dopo le ultime riunioni tra i segretari del Pd del Valdarno, sembrerebbe essere tramontata, magari in cambio di altri accordi politici.

Un indirizzo, quello dato da Mazzeo sul Valdarno pisano ai suoi sostenitori, che punta alla ricerca di una candidata spendibile sul territorio – ma che probabilmente non arriverà in consiglio regionale -, per indebolire la possibilità di raccolta voti di Alessandra Nardini e che, inoltre, cerca di evitare che possano esserci tra i candidati di Italia Viva uomini in grado di spostare voti del suo bacino ex renziano su altre liste. Infatti al momento l’unico che potrebbe candidarsi per Italia Viva, dal Valdarno, anche perché ormai ha mano pienamente libera, sembra essere Giulio Nardinelli, ex assessore della giunta Toti.

Poi ci sono Pieroni e Nardini, che non stanno certo a guardare e ad attendere gli eventi. Alessandra Nardini, infatti sta lavorando da tempo proprio fianco a fianco con il candidato presidente Giani, per cercare di rinsaldare legami vecchi di 5 anni sul territorio, tanto in Valdera, quando in Valdarno e sicuramente è ancora persona in grado di attrarre consensi: anche se forse avrà perso parte dell’elettorato giovanile, sicuramente in questi cinque anni si è rinforzata sull’elettorato zingarettiano di tradizione ex Ds.
Andrea Pieroni invece, da uomo di tradizione centrista legato anche al mondo cattolico, sembra essere come al solito fuori dalle lotte intestine del Pd, anche se proverà ad avvantaggiarsene. Forte di un elettorato poco reattivo alle sollecitazioni delle vicende politiche nazionali e regionali e poco attratto dalle disquisizioni interne al Pd, nelle elezioni 2020 per la riconferma in consiglio regionale punta a incrementare i propri suffragi, scommettendo sul lavoro amministrativo fatto nei 5 anni nelle commissioni e sul territorio, rimanendo forse fin troppo lontano dai riflettori della scena politica.

Il vero problema però per i candidati consigliere del Pd sarà rappresentato da Pisa e forse da Cascina dove, dopo la vittoria del centrodestra prima con Ceccardi poi con Conti, la capacità attrattiva e di indirizzo del Pd sotto la guida della segreteria provinciale di Massimiliano Sonetti sembra essersi fortemente ridotta. In questa parte del collegio, infatti tutti cercheranno di recuperare, ma la strada sarà probabilmente in salita e forse l’elettorato potrebbe trovarsi un po’ disorientato. Certo è che Mazzeo e Nardini proveranno a confermare i voti raccolti 5 anni fa proprio in quest’area, ma non è detto che sia facile. In questa prospettiva, Valdera e Valdarno pisano potrebbero diventare ambiti strategici nella corsa verso un posto in consiglio regionale.

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