Chiusi gli uffici periferici: i sindaci scrivono a Poste, Anci e Prefetto

"Si creano inutili e lunghi spostamenti della popolazione che andrebbero evitati anche perché vietati"

“Risulta paradossale che nel Decreto siano garantiti i servizi bancari, finanziari e assicurativi mentre Poste decida di chiudere un così alto ed eccessivo numero di Uffici”. Per questo i  sindaci dei quattro comuni del Valdarno Giovanni Capecchi, Simone Giglioli, Giulia Deidda e Gabriele Toti hanno scritto a Poste, Prefettura di Pisa e Anci Toscana per chiedere “di rivedere le proprie decisioni con uno spirito più consono all’attuale emergenza”.

“Nel Valdarno – scrivono i sindaci del Cuoio – si stanno manifestando chiusure in numero eccessivo degli uffici postali e anche ingiustificate e forti contrazioni degli orari di apertura, che creano non pochi problemi alla cittadinanza. Come avvenuto nel resto della provincia di Pisa, anche nel territorio sono stati chiusi, senza alcuna comunicazione al sindaco, gli uffici delle frazioni periferiche lasciandone solo uno aperto nella frazione principale di San Romano (qui l’articolo).

Tutto ciò sta determinando inutili e lunghi spostamenti della popolazione che, nell’emergenza epidemiologica in corso, andrebbero evitati anche perché vietati. Inoltre, i pochi uffici postali aperti vedono poi crearsi aggregazioni di persone in prossimità degli sportelli con ulteriori elementi di rischio per l’utenza”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.