“Giani ha rigettato la nostra offerta di collaborazione nell’emergenza Covid19”, la protesta della minoranza in consiglio regionale

"Non pensino di ignorare quella parte di Toscana che rappresentiamo"

“Nei lavori per fronteggiare l’emergenza coronavirus, Giani e le sinistre di governo, Pd e Italia Viva, hanno rigettato la nostra offerta di collaborazione, stracciando il Patto per la Toscana e rifiutando la cabina di regia unitaria che chiedevamo. Così con arroganza negano rappresentatività ai toscani in emergenza”: la critica arriva dai capogruppo di centrodestra Paolo Marcheschi (Fdi), Elisa Montemagni (Lega) e Maurizio Marchetti (Fi) e punta dritta al cuore della questione.

“Dopo giorni improntati alla responsabilità, al lavoro, allo studio, alla propositività nello spirito costruttivo che ci ha contraddistinto anche nel corso della seduta consiliare – affermano i capogruppo regionali – ci siamo sentiti sbattere in faccia le porte di quel Patto per la Toscana che chiedevamo per superare questo momento di emergenza portando il nostro contributo. E’ di tutta evidenza – sottolineano – che Giani e Pd non intendono prestare alcun ascolto a tutti quei toscani che noi rappresentiamo. Relegano le nostre proposte e i nostri atti nei tempi ordinari di interrogazioni e mozioni il cui disbrigo richiede settimane e mesi, mentre qui c’è bisogno di provvedimenti snelli e celeri per le necessità che mordono famiglie e imprese straziate dalla contingenza. Noi ascoltiamo i loro bisogni, ce ne facciamo carico, ma la maggioranza negandoci la cabina di regia unitaria di fatto ci impedisce di dar loro gambe, oltre che voce. E questo, a fronte della nostra manifesta disponibilità a lavorare insieme per il bene della Toscana e dei toscani, è un gesto gravissimo”.

“Non pensino di ridurci al silenzio -, mette le mani avanti Maurizio Marchetti – già per le Rsa, che dopo il caso di Bucine stavano divenendo una bomba epidemica nella sottovalutazione della giunta – prosegue – abbiamo suonato la sveglia a mezzo stampa ottenendo il provvedimento con cui adesso si stanno facendo tamponi ai nostri anziani fragili e a chi li accudisce. Noi avremmo preferito poter incasellare il nostro contributo nella cornice istituzionale che in quanto eletti ci spetta. Se la maggioranza chiude, non per questo rinunciamo a rappresentare i bisogni di mascherine e protezioni per i sanitari, di sostegni, sburocratizzazione e incentivi a chi fa impresa, di defiscalizzazione spinta per economie e famiglie”.

“Ci sono grida disperate – spiega Elisa Montemagni – che raccogliamo giornalmente e che non possono essere affidate a interrogazioni o mozioni che necessitano di settimane di discussioni. Ci sono famiglie e aziende in difficoltà perché non aver ricevuto ancora alcun sostegno economico. Ci sono grandi proteste per le lungaggini delle procedure per avere sostegni e liquidità, i crediti bancari, si tratta solo di misure ordinarie che non vedono diminuire in alcun modo i vari vincoli burocratici, al contrario ci sarebbe bisogno di soldi subito! Negli atti della Giunta non ci sono procedure speciali ma solo strumenti ordinari”.

“Ci dispiace per la chiusura e la mancanza di realismo della maggioranza – continua Paolo Marcheschi – che si crede autosufficiente. Le ordinanze di Rossi non hanno avuto l’applicazione positiva che ci si aspettava o che si vuole raccontare, e le delibere della Giunta sull’economia sono pannicelli caldi. I medici e gli infermieri ci sollecitano ad azioni forti già da qualche settimana, ma responsabilmente abbiamo tenuto un profilo costruttivo e di grande responsabilità, ma evidentemente con amarezza constatiamo che dovremo agire diversamente”.

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