“Visione, passione e coraggio per lanciare ponti verso il futuro”. Pirri in Consiglio: “Alla Politica spettano le soluzioni”

"Si apre una fase nuova che richiama tutti alla responsabilità individuale e sociale, alla presa di coscienza che le fragilità"

Il foglio bianco che la Storia ci ha messo dinanzi, possiamo decidere di riempirlo con ‘progetti a basso valore aggiunto’ oppure lanciare ponti per il futuro. Non sono necessari voli pindarici, basta guardare a quello che oggi è diventato il Dente Piaggio. Il mio augurio per questa città è che visione, passione e coraggio siano il lite motive dei prossimi mesi ed anni. C’è tanto da lavorare. Nessuno sa se davvero andrà tutto bene. Una cosa però è certa: tutti insieme possiamo farcela”. Lo ha detto la presidente del consiglio comunale di Pontedera Angela Pirri intervenendo nella seduta di ieri 21 maggio.

“Sale del Consiglio vuote in tutta Italia – ha detto -, a causa della pandemia ma che restano comunque il primo avamposto democratico, istituzionale del nostro Paese. Abbiamo vissuto mesi complessi, difficili; un ciclone assolutamente inaspettato chiamato covid 19 ha travolto le nostre città, i nostri borghi, le nostre case, disseminando sofferenza e morte.

Una piazza San Pietro bagnata dalla pioggia, con le sirene delle forze dell’ordine e delle ambulanze da sottofondo, un uomo solo dal passo a volte incerto e la benedizione urbi et orbi è un’immagine forte che ha segnato le nostre coscienze. Così come le lunghe file di camion dell’esercito che trasportavano dalla Lombardia verso altre regioni italiane le bare per la cremazione. Donne e uomini morti lontano dagli affetti, senza poter ricevere neppure un ultimo saluto da parte dei familiari, una benedizione. Anche le Chiese erano chiuse.

Un ciclone che non ha lasciato indenne nessuna Regione italiana. Il vento gelido della sofferenza non ha risparmiato la Valdera, non ha risparmiato Pontedera. Medici, infermieri, operatori sanitari hanno lavorato giorno e notte per garantire cure ed assistenza ai malati, provando a lenire le sofferenze dei contagiati e delle loro famiglie.

Alto è stato il loro tributo in termini di vite umane: sono 163 i medici, 40 gli infermieri e 13 i farmacisti morti a causa della pandemia. Generosi e coraggiosi, essi hanno mostrato che, in una società spesso votata all’immagine, che confonde oltremodo il gossip con l’informazione, esiste ancora un sentimento di umana pietà, di compassione, di dedizione, di rispetto per la vita umana che brandisce la ‘cultura dello scarto’. A loro, medici, infermieri e operatori sanitari, il nostro ringraziamento.

Senza dimenticare i tanti lavoratori del settore agro alimentare e della logistica, dei trasporti, che hanno consentito la regolare distribuzione dei beni di prima necessità. Le forze dell’ordine che hanno svolto un lavoro di controllo capillare ed essenziale del territorio perché le regole imposte dalla contingenza pandemica fossero rispettate da tutti. I volontari che hanno distribuito pasti caldi, recapitato medicinali e buste della spesa, che sono andati in tutte quelle realtà particolarmente fragili e di solitudine presenti anche nella nostra città.

Un ringraziamento ai dipendenti comunali di Pontedera che con senso di responsabilità hanno fatto si che non si fermasse la macchina amministrativa. Dopo oltre due mesi di lockdown, dove le libertà individuali sono state limitate al fine esclusivo di salvaguardare gli interessi collettivi, ritorniamo faticosamente a respirare. E per la classe dirigente di questo Paese, nessuno escluso cari consiglieri, si apre una fase nuova che richiama tutti alla responsabilità individuale e sociale, alla presa di coscienza che le fragilità di un Paese si curano partendo anche dal livello locale.

La responsabilità individuale parte dall’attenersi scrupolosamente alle regole dettate dalla scienza, sul distanziamento sociale, l’uso delle mascherine, guanti e gel disinfettanti per le mani. Ma la responsabilità sociale inizia dal ripensare l’intero modello relazionale che ha riflessi importanti su quello economico e ambientale. Per dirla alla John Kennedy: ‘Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te ma cosa tu puoi fare per il tuo Paese’. Siamo alla vigilia di un cambiamento epocale che non può trovarci impreparati.

E’ nei momenti eccezionali che sono richieste soluzioni straordinarie. Anche il nostro contesto locale necessita di una revisione in termini di sistema produttivo, che passi attraverso il potenziamento di quei settori strategici che nel corso degli anni hanno reso la nostra città, Pontedera, famosa nel mondo. L’investimento sul capitale umano, partendo in primis dalla scuola, luogo di inclusione dove si formano i cittadini del domani, risulta più che mai pietra miliare di questo nuovo Rinascimento culturale, sociale ed economico che abbiamo dinanzi.

Nei periodi più bui di covid 19 la conoscenza è stato un pilastro solido a cui ci siamo aggrappati, chiedendo alla scienza risposte e competenza. Tutti speriamo che le scienze mediche trovino un vaccino da mettere a disposizione dell’Umanità. Fanno riflettere e incupiscono i presunti accordi internazionali tra Stati economicamente forti e multinazionali del farmaco per un ipotetico primato circa l’utilizzo di vaccini in fase di sperimentazione.

Non sfugge a questo Consiglio e sicuramente a questa Presidenza, il sentimento di preoccupazione che attraversa la nostra città e l’intero tessuto produttivo. Proprietari di bar, ristoranti, negozi di abbigliamento, parrucchieri, estetisti hanno bisogno di regole certe e risposte immediate. Alla Politica, anche quella locale, spettano le soluzioni”.

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