Coia lascia la gestione del Leporaia: “Seccata di un’Amministrazione che alimenta problemi” foto

Lo sfogo della presidente dopo le parole del consigliere Pd Alessio Spadoni in consiglio comunale: "Polemica sterile e non argomentata"

“Attaccare la Uisp in questo momento è proprio difficile perché se noi non troviamo un’altra società che la tiene aperta diventa come il campo del Leporaia che era sul giornale in questi giorni. Una volta m’hai detto: ‘non vieni a vedere il Tuttocuoio’. Non ci vengo perché non la sento più una società di San Miniato, la vedo una società di business, quella”. Detto fatto. Queste sono le parole di Alessio Spadoni pronunciate ieri, lunedì 25 maggio in consiglio comunale a San Miniato. Il tema era quello della gestione Uisp degli impianti di Fontevivo e il consigliere, rivolgendosi a Manola Guazzini del gruppo Cambiamenti, sottolineava proprio l’importanza dei gestori di queste strutture, perché difficili da rimpiazzare. Peccato che, proprio le sue parole, siano la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non per il Fontevivo, ma per il Leporaia. Paola Coia, presidente del Tuttocuoio e quindi gestore del campo di proprietà del comune, ha comunicato al sindaco Simone Giglioli che lascerà la gestione nel giro di pochi giorni.

Le parole di Spadoni, dette en passant, si sono rivelate un macigno per l’amministrazione sanminiatese. Quella frase sul Tuttocuoio, che nulla aveva a che vedere con l’ordine del giorno, ha scatenato lo sfogo di Coia per una serie di malintesi nei rapporti tra la società e l’amministrazione comunale della Rocca.

“Mi vergogno che un sindaco e i suoi seguaci montino questa polemica – ha detto Coia – sulla banale, ridicola e patetica polemica sull’erba del Leporaia. Possibile che non si riesca a tenere un dibattito con gli amministratori? Ieri (25 maggio) ho contattato Giglioli e ho detto che in queste ore gli consegnerò le chiavi del Leporaia. Porto via la mia mobilia e poi lo darà in gestione a un ponteaegolese. Formalizzerò tutto una volta pulito tutto il campo. Probabilmente pensano di poter affidare il Tuttocuoio a una persona più brava e competente, e avranno anche ragione, ma intanto si preoccupino di trovare un nuovo gestore del campo. Il campo del Leporaia l’ho sempre gestito con accuratezza. Nonostante Giglioli mi avesse detto che si sarebbe fatto carico lui di un certo tipo di manutenzione straordinaria poi così non è stato. È vero, nel periodo di lockdown non ho mandato il giardiniere di 75 anni a tagliare l’erba, ma non è un danno irreparabile. È stato in condizioni precarie a seguito di un’emergenza. Mi sono seccata di polemiche sterili, di appigliarsi al nulla, di non essere supportata, anzi l’attuale amministrazione è pronta ad alimentare i problemi. Mi stupisco del fatto che uomini di istituzioni che hanno alle spalle titoli importanti parlino in questo momento dell’erba. Tutta l’estate scorsa sono andata a rincorrerli dicendo che l’erba tagliata era lì e la dovevano portare via. Poi, alla fine, l’ho portata via io. Ho fatto dei lavori al campo e l’assessore allo sport, Loredano Arzilli, ha messo addirittura in dubbio le carte che attestavano che io avessi fatto i lavori. Il sindaco, una volta ricevute le foto, non si è mai preoccupato di venire a vedere come era l’erba. Tra l’altro, durante il lockdown abbiamo ricevuto anche visite sgradite, che hanno causato qualche danno e hanno portato via del materiale”. Poi la stoccata: “Con Gabbanini e Spalletti la presenza dell’amministrazione comunale non è mai venuta meno”.

E ancora sulle parole di Spadoni: “La sua dichiarazione – ha detto Coia – è estemporanea e lascia il tempo che trova, non argomentata dai fatti. A cosa allude quando parla di società di business? A cosa si riferisce? Mi piacerebbe sentire una spiegazione e un chiarimento pubblico. Sul fatto che il Tuttocuoio non sia di San Miniato: da tre anni la società è presieduta da un presidente che non ha residenza a San Miniato, è vero, ma di presidenti che non sono del territorio ce ne sono tantissimi. Io ho comprato una società di San Miniato che aveva una situazione debitoria importante e questo è sotto gli occhi di tutti. Nonostante questo, l’ho portata avanti cercando di sanare oltre il 70 per cento della situazione debitoria. Tutto questo l’ho fatto a San Miniato con gli amministratori di San Miniato. Non senza difficoltà: il primo anno con quasi zero sponsorizzazioni. Poi sono riuscita a coinvolgere il tessuto imprenditoriale locale e questo per me è motivo di vanto. Il comparto locale, del cuoio di Toscana, non imprese di chissà dove”.

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