Coia: “Nessun degrado al Leporaia. Pronta a restituirlo, non ho la convenzione per occuparmene”

La stoccata: "Dove era il consigliere Alessio Spadoni quando la vecchia società accumulava debiti?"

Non poteva finire altrimenti la schermaglia tra Paola Coia, la presidente del Tuttocuoio, il sindaco Simone Giglioli e i vari esponenti dell’amministrazione comunale se non in un scambio di accuse. Se fino all’ultimo consiglio comunale, la vicenda era stata gestita senza arrivare alla rottura, dopo non è stato evidente mente più possibile, le parole del consigliere Alessio Spadoni hanno pesato in termini di rapporti come un macigno e hanno fatto rapidamente deteriorare i rapporti tra società e amministrazione comunale i cui vertici, se pur con alcuni stridori, avevano comunque mantenuto aperto un canale di trattativa con la società.
Strano,  proprio chi dovrebbe essere abituato a gestire in modo costruttivo nell’interesse pubblico i rapporti come i consiglieri comunali di maggioranza, dicono due parole e finiscono con il far precipitare una situazione forse già precaria, almeno così sembra a giudicare dalla schermaglia che si è susseguita dopo il consiglio comunale. Riportiamo le riflessioni della presidente Coai che riceviamo e volentieri pubblichiamo integralmente, visto che più che un comunicato stampa hanno il sapore di una lettera, scritta in modo chiaro e senza zone d’ombra, con vari spunti di riflessione interessanti, fosse solo per l’evidente riferimento a un atteggiamento forse troppo provinciale di una certa parte del tessuto sociale del territorio.

“Penso sia arrivato il momento di chiarire definitivamente alcuni aspetti delle polemiche che, strumentalmente, sono rimbalzate sugli organi di stampa negli ultimi giorni.

Che una certa parte di Ponte a Egola non avesse ben visto l’arrivo di una straniera e per di più del Sud alla guida della squadra locale era cosa preventivata ed ormai verificata da più tempo! Forse troppi si erano illusi che una società che usciva da una gestione particolarmente allegra avrebbe potuto tornare subito a livelli superiori; e certamente nulla lasciava intendere che l’eredità della vecchia gestione assumesse le proporzioni poi successivamente accertate.

Sentir parlare, in riferimento alla mia gestione, di società che fa solo businnes mi fa francamente sorridere, ma molto amaramente… dove era il solerte consigliere Alessio Spadoni quando la vecchia società accumulava debiti da lasciare in eredità a chi subentrasse? Eppure mi risulta che, per lui in particolare, sarebbe stato forse agevole appurare il reale stato finanziario della società…

Non credo di dover fare nessun mea culpa, semplicemente perchè non c’è nessuna colpa! Si vuole vedere necessariamente un degrado laddove questo non c’è e non c’era! Ho sempre tenuto particolarmente alla manutenzione del Leporaia e credo di restituirlo, considerate anche tutte le promesse non mantenute dall’amministrazione sulla manutenzione straordinaria, ancor meglio di come lo ho a suo tempo avuto in consegna. Non è certo l’erba da tagliare sintomo di degrado, quando questa deriva da una situazione particolare, quale quella dalla quale, Dio volendo, stiamo forse uscendo. Non appena accertata la possibilità di farlo in tutta sicurezza, ho fatto tutto quello che si doveva fare ed ora la situazione è più che normale.

E non avevo certo bisogno di vedere le foto pubblicate dal consigliere Manola Guazzini, per verificare di come il paese di Ponte a Egola fosse ridotto in più punti in uno “stato di degrado pietoso” (giusto per ripetere quanto proclamato da sindaco, assessori e consiglieri). Erbaccie alte ovunque, a cominciare dal marciapiede di via Nazario Sauro. Suggerisco all’amministrazione di cominciare magari da tale via a ripulire un pò il paese.

Un’ulteriore puntualizzazione è quanto mai opportuna: mai mi è stato chiesta la restituzione dell’impianto, anche con la nota (protcollo 13938/2020 del 28 maggio 2020) il sindaco Gigliotti mi invita alla manutenzione della struttura, cosa peraltro già fatta, e non fa assolutamente riferiemento alla restituzione della stessa struttura. Poi a mezzo stampa richiede la restituzione della stessa. Avrebbe forse dovuto precisare che la proroga dell’anno scorso è arrivata perché l’amministrazione non è stata capace di fare un regolare bando per l’assegnazione del campo. Senza voler considerare che da sempre il Tuttocuoio ha utilizzato, nella categoria, l’impianto Leporaia. Abbia quindi il sindaco il coraggio di dire dove la società, al di là del periodo di emergenza sanitaria covid-19, non abbia provveduto alla manutenzione della struttura. Su una cosa concordo con il sindaco: è arrivato il momento di stoppare le polemiche inutili: ho comprato le forbici e tagliato l’erba. Pronta a restituire il Leporaia all’amministrazione, considerato che non ho ne la convenzione, né alcuna deroga, più volte sollecitata poiché scaduta il 4 maggio, che mi autorizza ad occuparmi della struttura.  Sono certa che l’amministrazione saprà manutenerla al meglio”.

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