“I corsi universitari a Empoli e Vinci devono restare”, mozione congiunta in Consiglio dell’Unione dei Comuni

Presentata da Forza Italia, Lega, Movimento Cinque stelle e Fratelli d’Italia

Una mozione congiunta, firmata da quattro gruppi consiliari, quelli di Forza Italia, Lega, Fratelli di Italia, Movimento 5 stelle presentata “dell’Unione in merito alla decisione adottata il 24 marzo dalla giunta dell’Unione dei Comuni, di non rinnovare l’accordo tra la stessa Unione e l’università degli studi di Firenze per quanto attiene i corsi tenuti ad Empoli di pianificazione insieme a quello triennale di chimica e a Vinci quello triennale in ottica e optometria”.

“La mozione – spiegano i consiglieri – è volta ad ottenere l’impegno dalla giunta dell’Unione a non interrompere lo svolgimento dei corsi universitari iniziati dal 2001, rettificando la decisione assunta nelle scorse settimane, e ad instaurare un nuovo e più proficuo dialogo assieme all’Ateneo fiorentino valutando l’opportunità di attivare nuovi corsi che possano legarsi anche alle realtà produttive e al tessuto economico del territorio dell’Empolese-Valdelsa, al fine di garantire una maggiore potenziale continuità fra corsi di studio e realtà occupazionali”.

“Chi ha adottato la decisione (fra questi ricordiamo che alla seduta risultava assente il sindaco di Vinci, città che ospita i corsi universitari di ottica e optometria) – prosegue la nota – giustifica il taglio di spesa di 90mila euro con l’emergenza economica determinata dalla emergenza sanitaria”.

“Noi riteniamo – dice ancora l’Unione – che sulla cultura, soprattutto sulla cultura di qualità, non si debba e non si possa risparmiare ma anzi si debba fortemente investire in stretta sinergia con le imprese e le aziende per formare figure professionali adeguate alle esigenze del mercato del lavoro”.

“Si deve investire sui giovani – conclude la nota – proprio su quei giovani che hanno inviato all’attenzione di noi consiglieri e a tutti gli organi dell’Unione, una lettera accorata per sottolineare la loro contrarietà e il loro disappunto per la decisione di interrompere i corsi universitari. Prima che a noi, è ai nostri ragazzi che l’attuale maggioranza politica espressa dal Partito Democratico deve rendere conto di questa ingiustificabile scelta”.

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