Herambiente, opposizioni preoccupate per i progetti di ampliamento

"L'amministrazione comunale di Castelfranco di Sotto dovrebbe almeno approfondire seriamente la questione"

“L’amministrazione comunale di Castelfranco di Sotto dovrebbe almeno approfondire seriamente la questione e non trincerarsi dietro al fatto che non può avere l’ultima parola nel procedimento di autorizzazione. Il suo silenzio di dieci anni fa, i castelfranchesi, se lo ricordano ancora”. Lo dicono i consiglieri comunali Monica Ghiribelli e Alba Colombini della Lega Salvini Premier, Nicola Sgueo di Fratelli d’Italia e Aurora Rossi di Forza Italia

Gli esponenti delle forze di opposizione manifestano così le loro perplessità riguardo ai due progetti di ampliamento presentati da Herambiente con riferimento agli impianti per il trattamento dei rifiuti di via Usciana e di via Malpasso a Castelfranco di Sotto. A preoccupare in particolar modo è proprio quest’ultimo impianto.

“Il silenzio dell’amministrazione comunale – dicono – su questi progetti ha rievocato subito quanto accadde dieci anni fa con riferimento al progetto del pirogassificatore, che sarebbe passato in sordina se l’opposizione non avesse chiesto chiarimenti e si fosse attivata per contrastare la sua installazione sul territorio comunale. Purtroppo, sebbene l’amministrazione non manchi mai di dichiarare di voler operare nella massima trasparenza nei confronti dei cittadini, di queste richieste di ampliamento (che risalgono a più di un anno fa) se ne è avuta notizia solo a marzo di quest’anno, quando una nota dell’Arpat sull’assoggettabilità o meno alla normativa Seveso III delle aziende di gestione di rifiuti pericolosi sul territorio di competenza, comunicava che uno degli impianti oggetto di valutazione era proprio quello di via Malpasso (qui).

Il progetto di maggior impatto proposto da Herambiente (che ha acquisito la Waste Recycling, famosa tra i castelfranchesi per essere stata promotrice del pirogassificatore e per essere stata più volte individuata come causa delle maleodoranze), prevede un aumento del quantitativo di rifiuti trattati, arrivando quasi a raddoppiare quello dei rifiuti pericolosi (da 70mila a 120mila tonnellate all’anno).

Un incremento così importante della capacità di trattamento di rifiuti, specialmente di quelli pericolosi, non potrà non comportare un aumento delle emissioni, senza contare il traffico dei mezzi pesanti (che crescerebbe in modo considerevole) e il contesto in cui si andrebbe ad inserire, già assai critico dal punto di vista ambientale. Il nostro territorio, che già vede la presenza di numerosi impianti per il trattamento dei rifiuti conciari e non, verrebbe ulteriormente gravato da un ampliamento come quello proposto, che non fa che ingenerare ulteriore preoccupazione nella popolazione, specialmente dopo l’indagine della magistratura sui fanghi tossici utilizzati come fertilizzanti e ammendanti in queste zone, questione sulla quale ci auguriamo venga fatta chiarezza quanto prima.

A ciò si aggiunga che il sito in questione si trova a ridosso di tre canali, è collocato in una zona a rischio alluvionale e il nostro comune non ha ancora aggiornato il piano di protezione civile, ossia quell’insieme di procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità, compreso un eventuale incidente a un impianto di questo genere. Senza considerare, poi, che questo progetto di ampliamento non comporterà alcun beneficio per il quadro occupazionale locale“.

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