Bilancio Fucecchio, per la Lega: “Non si può lavorare come nel 2019, il covid ha cambiato tutto”

Sono 2 i dubbi principali del consigliere Pilastri sul rendiconto. "Preoccupa molto, soprattutto in prospettiva”

“Aver approvato questo rendiconto e dichiarare serenamente di continuare a lavorare in modo analogo anche per il 2020 significa rifiutarsi di comprendere che, con il covid, la situazione economica è improvvisamente e radicalmente mutata. Speriamo bene, a questo punto. Intanto, i cittadini fucecchiesi comincino a ringraziare il Pd e i suoi alleati, fra cui in grande evidenza il Movimento 5 stelle, se fra qualche mese il bilancio comunale comincerà a essere meno gestibile e più pericoloso”. Lo dice il consigliere comunale della Lega a Fucecchio Leonardo Pilastri, commentando il bilancio presentato nello scorso Consiglio.

“Quando ti trovi – spiega in accordo anche con il capogruppo Gianmarco Porciani – ad analizzare documenti come il Rendiconto di Bilancio del 2019 del Comune di Fucecchio, capisci che c’è veramente qualcosa di grosso che non va. Fra i tanti elementi di una certa criticità emersi durante l’ultima seduta del consiglio comunale, due sono particolarmente significativi: il primo è una drammatica diminuzione delle entrate (oltre 6 milioni di euro in meno su un totale di 24 milioni di euro), il secondo è il rapporto di 1 a 70 tra le voci di spesa ‘sistema integrato di sicurezza urbana’ (18mila euro) e quella denominata ‘interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale’ (1.225.000 euro).

Riguardo la diminuzione di un quarto delle entrate, è da notare che questo è avvenuto nel 2019, un anno tutto sommato ‘normale’: abbiamo letteralmente terrore di quello che accadrà per il 2020, devastato economicamente dal Covid, vista la totale assenza di cambi di strategia nella gestione del bilancio di previsione. Purtroppo, tale perdurante mancanza di consapevolezza del problema da parte della giunta fucecchiese rende plausibile pensare ad una ulteriore, sensibile diminuzione delle entrate, specie se continuerà l’imbarazzante trend che ha visto, nel 2019, diminuire i contributi della Regione Toscana e di altri enti agli investimenti di oltre 3 milioni di euro.

E se a questo si aggiunte una ‘difficile capacità di riscossione, in particolare della Tari’, come scritto dai Revisori dei Conti, la frittata è fatta. In relazione, invece, alle poche migliaia di euro che sono stati impiegati a Fucecchio per la sicurezza urbana, questa è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità delle amministrazioni a guida Pd quando si tratti di gestire i problemi veri che stanno a cuore alle persone, solo in parte compensata dall’arte oratoria, dalle abili politiche di marketing e da vere e proprie campagne di disinformazione di cui abbiamo avuto ampi esempi nell’ultimo periodo. Un’Amministrazione che si professa da anni attenta alla sicurezza dei suoi cittadini e che, poi, destina solo 18mila euro in un anno a questo settore, lascia davvero stupefatti.

E la sorpresa aumenta se si pensa che, nello stesso periodo, è stata spesa una cifra settanta volte più grande per ‘interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale’, dicitura che solo in minima parte è riferita ai veri poveri e che comprende anche tutta quella serie di attività relative all’accoglienza dei migranti ed alla loro ‘gestione’.
E intanto, a Fucecchio, decine di cittadini italiani, nei mesi scorsi, non ce l’hanno fatta ad arrivare a fine mese e hanno dovuto chiedere soldi in prestito a parenti e amici. E intanto, nelle frazioni della zona delle Cerbaie, la gente è esasperata per la ripresa in grande stile delle attività di spaccio di stupefacenti. E intanto, all’Unione dei Comuni, il Rendiconto ancora non ha avuto l’approvazione del Consiglio, nonostante che sia passato il termine di legge del 30 giugno. Pare che ‘ci siano problemi’ e che per coprire qualche buchetto, si debbano aumentare i trasferimenti dai Comuni, con conseguente aggravamento dei bilanci già in bilico come quello di Fucecchio. Vedremo”.

Quello presentato in consiglio, quindi, è “Un rendiconto, insomma, che preoccupa molto, soprattutto in prospettiva futura”.

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