“Scelte sbagliate potrebbero ricadere sulle tasche dei cittadini”, i dubbi di Cicala sul Bilancio

"I soldi dei cittadini devono essere gestiti nel miglior modo possibile ma tale certezza non sembra garantita"

“I soldi dei cittadini devono essere gestiti nel miglior modo possibile ma tale certezza, allo stato attuale, non sembra che sia garantita”. Lo dice Benedetta Cicala, consigliere comunale di Per un’altra Santa Croce e tra i favoriti per una candidatura a consigliere regionale, commentando l’approvazione in consiglio comunale alcune variazioni al bilancio di previsione.

“Un’evoluzione del bilancio di previsione – per Cicala – per il quale ci siamo già dichiarati contrari, quindi in modo logico e coerente abbiamo espresso un voto contrario anche in questa occasione. Come già ribadito in altre occasioni: non si condividono né l’impostazione generale e né i principi su cui la maggioranza ha basato le proprie scelte programmatiche.

Di fronte a un’emergenza anche economica, alcune spese secondarie potrebbero essere procrastinate. Un esempio è rappresentato dai 40mila euro che saranno impiegati per l’allaccio della luce alla casetta del Parco Robinson. Ciò riguarda un investimento che può essere utile alla cittadinanza, ci mancherebbe, ma, sicuramente, non è indispensabile alla vita sociale cittadina e potrebbe essere rimandato a un momento futuro, quando la situazione economica troverà un maggiore equilibrio.

Inoltre non è possibile prendersi la responsabilità di approvare un bilancio nel quale sono inserite voci ambigue e incomprensibili. Per dirne una, nel Quadro delle risorse necessarie alla realizzazione del programma triennale si stimano entrate derivanti da ‘destinazione vincolata per legge, contrazione di mutuo, apporti di capitali privati, stanziamenti di bilancio, finanziamenti, trasferimenti di immobili’ e ben 948mila euro derivati da ‘altra tipologia’. Si tratta di un’entrata che appare un insondabile mistero.

Ci sono inoltre altre questioni da chiarire. Leggendo la relazione dell’Organo di revisione economicofinanziaria al rendiconto della gestione per l’esercizio 2019 si evince che: ‘Tutte le pubbliche amministrazioni sono tenute a pagare le proprie fatture entro 30 giorni dalla data del loro ricevimento’ ma ‘il revisore unico ha verificato che l’Ente non ha rispettato nell’anno 2019 i tempi di pagamento in quanto l’indice di tempestività dei pagamenti è risultato pari a 8,42 giorni’.

Non si capisce quindi se in base all’indice di tempestività indicato, che è inferiore ai 30 giorni, risulta che il Comune abbia agito o no entro i termini previsti per legge nel pagamento dei fornitori. Se avesse pagato al di fuori dei termini previsti per legge sarebbe al quanto grave e mi chiedo perché si siano verificati tali ritardi. Stiamo vivendo una crisi di liquidità di notevole gravità e sarebbe inconcepibile che il Comune tendesse ad aggravare tale crisi ritardando i pagamenti dei fornitori.

Dallo stesso documento, inoltre si evidenzia una discordanza significativa tra i conti di una partecipata del Comune e quelli dell’amministrazione. Il Comune deve adottare tutte le misure possibili per salvaguardare gli equilibri di bilancio, in quanto, eventuali scelte sbagliate potrebbero ricadere direttamente sulle tasche dei cittadini“.

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