Accoglienza, la prefettura di Firenze cerca 1.400 posti per i migranti

Gandola: "Tutta l’area metropolitana si appresta a vivere una nuova emergenza immigrazione"

La prefettura di Firenze ha pubblicato tre avvisi pubblici per reperire adesioni da parte degli operatori economici per la partecipazione alle procedure negoziate per l’affidamento del servizio di accoglienza in favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e gestione dei servizi connessi a strutture ubicate nel territorio della Città Metropolitana di Firenze.

Il fabbisogno complessivo è di 1.400 posti in centri costituiti da singole unità abitative con capacità ricettiva fino ad un massimo di 50 posti complessivi, centri collettivi con capienza fino a 50 posti, centri collettivi con capienza compresa tra 51 e 300 posti. Le manifestazioni d’interesse dovranno pervenire entro le 14 del 20 settembre.

Bandi accolti non proprio con favore dal consigliere metropolitano di Forza Italia centrodestra per il cambiamento Paolo Gandola. “Dopo le buone politiche – dice – e il blocco degli arrivi che era stato reso possibile grazie all’attività del Ministro Salvini, oggi tutta l’area metropolitana si appresta a vivere una nuova emergenza immigrazione”.

“Presa visione del nuovo bando – spiega Gandola – ciò che preoccupa sono i numeri. Il fabbisogno stimato è di 1400 posti in tutta l’area metropolitana. Una notizia che ci preoccupa fortemente, che ci fa ripiombare indietro di qualche anno e che oggi appare ancor più foriera di ansie anche da parte della cittadinanza vista l’emergenza epidemiologica in atto in tutto il mondo. Tutto ciò arriva quando le nostre comunità stanno vivendo uno dei loro peggiori momenti dilaniate da una crisi economica improvvisa determinata dalla pandemia.

Gran parte dei cittadini di tutti i comuni dell’area metropolitana vivono un continuo malessere, vuoi per la mancanza di lavoro, che per una sistemazione legata all’emergenza abitativa. Davanti a un bando calato dall’alto che prevede vitto, alloggio ed una imminente prospettiva di benessere per i richiedenti asilo politico, in modo da potersi integrare nel migliore dei modi, i veri discriminati appaiono i residenti delle nostre comunità che vedono i propri diritti calpestati da chi osanna politiche europee del tutto inique che non garantiscono gli stessi diritti a chi da sempre offre il proprio contributo senza alcuna tutela”.

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