Forza Italia, si dimette anche il vicecoordinatore Mario Tenerani

Sulla capolistura di Stella: “Una logica da calcio mercato della politica”

“Sento l’obbligo morale di esprimere la massima solidarietà all’onorevole Stefano Mugnai che ha rassegnato nelle mani del presidente Silvio Berlusconi le dimissioni dall’incarico di coordinatore regionale di Forza Italia. L’onorevole Mugnai, con questo gesto, ha confermato non solo la valenza del proprio spessore politico, ma anche di essere una persona per bene. I motivi che lo hanno spinto ad abbandonare l’incarico sono i medesimi che mi inducono a rassegnare le dimissioni dal ruolo di vice-coordinatore di Firenze di Forza Italia”. Così Mario Tenerani, terzo anello della catena delle dimissioni da Forza Italia Toscana, dopo Mugnai e de Santi.

“Quanto è accaduto negli ultimi giorni – continua Tenerani -, per ciò che mi riguarda, non è tollerabile, ancorché incomprensibile. Il coordinatore regionale di Forza Italia, insieme al coordinamento comunale di Firenze avevano indicato una linea precisa: la capolistura nel Collegio 1 di Firenze sarebbe stata appannaggio di Jacopo Cellai, capogruppo in Palazzo Vecchio e coordinatore dal 23 novembre scorso di Forza Italia a Firenze”.

Leader della lista per il valore dimostrato sul campo, per la capacità riorganizzativa di un partito uscito male dalle amministrative 2019 – con responsabilità politiche da ricondurre primariamente a chi aveva guidato il coordinamento a Firenze nei 5 anni precedenti – per la qualità di riaggregare un tessuto umano sfilacciato dalla precedente gestione. Senza dimenticare la lunga militanza, orfana di ombre, all’interno di Forza Italia. Protagonista del quarto mandato nell’assise consiliare di Palazzo Vecchio, avendo ricoperto negli anni anche incarichi prestigiosi come presidente di alcune commissioni e vicepresidente del consiglio comunale”.

“Jacopo Cellai -ha detto ancora l’ormai ex vicecoordinatore – è diventato coordinatore dopo un regolare congresso, una votazione unanime, in un frangente di ritrovato entusiasmo seppur all’interno di un momento difficile per Forza Italia, con un’unica nota stonata: l’assenza del precedente coordinatore, Marco Stella, oggi inserito inopinatamente nella posizione di capolista nel Collegio 1 di Firenze, al congresso. Una grave mancanza di rispetto nei riguardi del partito, una dimostrazione di non conoscenza di una elementare grammatica politica.

Era stato, dunque, l’impegno qualitativo di Cellai a indurre il coordinatore toscano e il coordinamento fiorentino, a scegliere senza indugio alcuno, la sua capolistura. Ma c’è di più: non ci siamo trovati di fronte ad un normale confronto, cioè scegliere un candidato piuttosto che un altro per guidare la lista, pane quotidiano della narrazione politica. In questo caso le cronache della stampa dei tempi recenti ci hanno raccontato di un clima da ‘calcio mercato’ della politica, con l’attuale capolista al centro di trattative per passare ad altri partiti, addirittura alternativi tra loro. Quasi una ricerca compulsiva di una nuova squadra. Per chi ha sempre creduto che la coerenza sia un valore da preservare, lo spettacolo al quale abbiamo assistito è stato il Festival della mediocrità. Flaiano aveva ragione: la situazione è grave, ma non seria”.

“Tutti elementi – secondo l’azzurro – che non autorizzavano Roma a passare sulla testa della Toscana e di Firenze. Ma non resta che prendere atto di questa triste realtà e fare, per ciò che mi consta, un passo indietro. Le mie dimissioni non scalfiscono però il mio impegno per l’affermazione di Forza Italia e del centrodestra né la riconoscenza al gruppo dirigente toscano e all’amico Jacopo Cellai per la possibilità che mi è stata offerta dopo 10 anni trascorsi sugli scranni comunali di Palazzo Vecchio. Un grande ringraziamento va da parte mia anche alla base del partito, ai nostri militanti fedeli e adesso sconcertati davanti a certe rappresentazioni della politica più deteriore. A Forza Italia, a loro e al nostro capolista designato Jacopo Cellai non farò mancare il mio supporto totale, nella sfida di queste elezioni regionali che vedono il Centrodestra più che mai in partita e in grado di conquistare la Toscana”.

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