“Non c’è niente da ridere”: la contro campagna elettorale di Pilastri per la Lega

Che riassume il suo programma in 5 punti e tanti progetti ambizioni. "Siamo la terra del Genio, autorizzati a pensare in grande"

“Il motto della mia campagna elettorale è ‘non c’è niente da ridere’: la situazione è così drammatica nell’Empolese Valdelsa che non vedo veramente quali siano le ragioni per cui tutti i candidati abbiano deciso di mettere il loro faccione sorridente e giulivo sui manifesti”. Lo dice Leonardo Pilastri, consigliere comunale a Fucecchio e candidato nella Lista Lega Salvini per la carica di consigliere regionale nel collegio Firenze 3, l’Empolese Valdelsa.

“Le prospettive economiche – dice Pilastri – sono critiche e i problemi creati da decenni di sciagurata gestione del Pd sono tali e tanti che servono persone che sanno, che sanno fare e che hanno volontà di fare, senza discorsi e senza show, rimboccandosi le maniche. Serve gente dal curriculum importante, che ha girato il mondo, con provata esperienza manageriale e altrettanto provata fedeltà alle istituzioni e ai cittadini. Per quanto mi riguarda, ho impostato il mio programma su 5 punti: Sicurezza Vera, Rinascita dell’Empolese Valdelsa, Prima gli Italiani aiutiamo gli Italiani, Ambiente e animali e Rifiuti ed energia.

All’interno di questi contenitori ci sono, innanzitutto, attività che fanno parte anche del Programma di Susanna Ceccardi, come lo stop agli immigrati irregolari, il potenziamento della polizia municipale, l’aiuto economico mirato a famiglie, cittadini e imprese italiane in difficoltà, la riduzione della burocrazia per le imprese, la trasformazione del paradigma rifiuti da ‘costo’ a ‘risorsa’ e una nuova politica energetica. Accanto a queste, ce ne sono altre più innovative, che provengono dall’ascolto delle reali esigenze del territorio, come il ritorno del Tribunale a Empoli, un’attenzione nuova al verde pubblico ed agli animali da compagnia ed una seria gestione di strade e infrastrutture viarie, che versano in condizioni letteralmente disastrose.

Infine, ce ne sono altre di grande portata e di grande impegno, ossia la realizzazione di un polo di ricerca empolese delle Alte Tecnologie (prevedendo sinergie tra Stato, Regione, industrie e Università, che è stata appena sbattuta fuori dal territorio da una incredibile decisione della giunta Pd dell’Unione dei Comuni), la costruzione di infrastrutture civiche come una city hall e di un Palasport (erano già inadeguati 50 anni fa…) a Empoli e la messa in opera di infrastrutture di trasporto innovative nel concetto e nello scopo: fra queste, spiccano un traforo del Montalbano per congiungere, finalmente, due delle zone più floride della Toscana e d’Italia, e una nuova ferrovia Empoli – Siena che sfrutti la tecnologia Hyperloop.

Non semplici interventi ‘di aggiornamento’, quindi, ma realizzazione di nuove infrastrutture all’avanguardia, reali, non visionarie, che consentirebbero un’immediata risoluzione di problemi annosi e un enorme balzo in avanti in termini di opportunità economiche e sociali per cittadini e imprese, per portare il territorio alla versione 2.0. Perché noi siamo la terra del Genio e siamo autorizzati a pensare in grande, anzi, è proprio il nostro glorioso passato che ce lo impone, per riportare questa terra ai fasti di 400 anni fa, quando tutto il mondo prendeva esempio dalle cose belle e fantastiche che eravamo capaci di realizzare, con sconfinata ammirazione. Ho un sogno: che i miei concittadini parlino con orgoglio delle loro città e di quello che riescono a fare i loro amministratori e che i nostri figli non siano più costretti ad emigrare per cercare un impiego adeguato.

Per fare questo, le capacità che la Sinistra ha messo in evidenza in questi anni, semplicemente non sono adeguate e sufficienti: addormentati da decenni di clientelismo e di mediocrità, non riescono nemmeno a cogliere la necessità di uscire dalla palude che loro stessi hanno creato e di balzare in avanti. Non hanno più idee e spesso accade che le rubino alle opposizioni politiche con puri atti di pirateria. Si accontentano e hanno piano piano convinto tanti cittadini ad accontentarsi, uccidendo la tradizionale natura combattiva e imprenditoriale del popolo dell’Empolese Valdelsa: io sono figlio di un grande Maestro Vetraio e so bene quello che era il territorio venti anni fa e quanta distruzione sia stata fatta del tessuto economico. Noi non ci stiamo.

E’ il momento per gente nuova, con nuove idee, con provate capacità, di manager che abbiano una voglia matta di servire realmente i cittadini e di motivarli a ricominciare, per costruire qualcosa di grande. Fra l’altro il tempo corre e ci sono problematiche che stanno letteralmente esplodendo, come, per esempio, il Bilancio dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa: doveva essere approvato entro il 30 giugno, ma ancora non è accaduto e, oltre all’immediato rischio commissariamento o addirittura scioglimento dell’Unione, ci sono serie possibilità che le difficoltà a far quadrare i conti nell’Unione infettino i bilanci dei vari Comuni, in un momento come questo in cui i margini di manovra economici sono praticamente nulli causa covid. C’è tanta gente che mi conosce a Empoli, Montelupo e Fucecchio, dove si è svolta la mia vita e sanno bene come sono fatto: se mi prendo un impegno, lo porto a termine, senza risparmio di energie”.

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