“Contratti di settore per le nuove professioni”, il primo impegno di Mazzeo

La Toscana "è da sempre terra di diritti e di giustizia sociale, deve dimostrare di essere all'avanguardia anche da questo punto di vista"

“Se sarò rieletto in consiglio regionale, la prima proposta di legge che porterò all’attenzione della nuova giunta sarà relativa al lavoro: le nuove professioni, che occupano sempre più persone, devono essere ufficialmente riconosciute e regolamentate con appositi contratti di settore. E ogni tipologia di lavoro deve avere un salario minimo garantito perché non è possibile vedere, nel 2020, retribuzioni di 2 o 3 euro all’ora come accade ad esempio per i rider”.

La promessa è di Antonio Mazzeo, candidato del Partito Democratico al consiglio regionale per “dare gambe, nella nostra regione, a un percorso che è partito anche a livello nazionale per iniziativa della Cgil e oggi si trova incardinato in commissione lavoro alla Camera”.

La Toscana, per Mazzeo, “è da sempre terra di diritti e di giustizia sociale, deve dimostrare di essere all’avanguardia anche da questo punto di vista e vorrei davvero che riuscissimo ad essere la regione apripista a livello nazionale per dare sul lavoro diritti a chi oggi diritti non ne ha. A 50 anni dallo Statuto dei lavoratori trovo assolutamente necessario e doveroso procedere a un suo aggiornamento. Del resto ci troviamo di fronte a nuove professioni che, solo 10 anni fa, non erano neppure ipotizzabili ma che oggi sono entrate a far parte della nostra quotidianità.

Da questo punto di vista trovo assolutamente condivisibile il lavoro fatto dalla Cgil con la proposta di un nuovo ‘statuto dei lavori’ attraverso cui allargare le coperture e le tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori a maggior ragione dopo l’emergenza Covid e una crisi che ha ulteriormente acuito le disuguaglianze facendo pagare il prezzo più alto a donne e giovani, due categorie che partivano già da una posizione di sofferenza”.

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