“Le frazioni di confine come una frontiera abbandonata”, le proposte di CambiaMenti a Giglioli

L’accusa: “Dopo Gabbanini, nulla è cambiato: anzi, si sta facendo peggio”

“È passato poco più di un anno dall’insediamento della giunta Giglioli, e la realtà ci sembra vada addirittura al di là del giudizio pessimistico che avevamo dato fin dall’inizio sulla possibilità che il passaggio da Gabbanini a Giglioli rappresentasse una discontinuità positiva. Sul piano della trasparenza amministrativa, della capacità di inserire gli interventi in una programmazione progettuale e in una visione non è cambiato niente. Sul piano della vicinanza degli amministratori ai cittadini, della capacità di promuovere una partecipazione non formale sulle scelte, si sta addirittura facendo peggio”. Sono queste le parole della consigliera comunale Manola Guazzini, della lista civica CambiaMenti. Le critiche dell’opposizione vertono sulle frazioni di confine del comune di San Miniato che “sono ridotte a una frontiera abbandonata”. E allora Guazzini, dopo un elenco delle priorità per ciascuna frazione lancia il tour: “Nei prossimi mesi – ha detto – incontreremo i cittadini di tutte le frazioni del comune”. Un percorso di incontri per mettere in luce le esigenze di ciascuno.

“Benché il programma elettorale del sindaco – ha detto Guazzini – fosse pieno di slogan sul bilancio che si costruisce insieme, non solo non si sono messe in atto nuove strategie partecipative, ma si è smesso perfino di fare riunioni informative delle Consulte, ci si è lasciati sorprendere da eventi come quello della scuola elementare di Ponte a Egola, si è sistematicamente reagito con alzate di spalle e manifestazioni di insofferenza di fronte a cittadini che denunciano situazioni di disagio e si è cercato di nascondere sotto il tappeto notizie di criticità ambientali”.

“Si è andata, inoltre – ha continuato la consigliera di minoranza entrando nel merito della questione -, aggravando una crescente polarizzazione tra una parte orientale del Comune, dove si è maggiormente concentrato l’intervento dell’amministrazione comunale, e una parte occidentale e interna che percepisce (e non crediamo si tratti solo di percezione) una condizione di abbandono”.

Sono annotazioni, queste, che non prendono in considerazione la frazione di Ponte a Egola, “sui cui problemi siamo più volte intervenuti”, ha detto Guazzini. Ci sono però San Romano e Ponte a Elsa, frazioni divise fra due comuni, e anche altre frazioni di confine, come Isola, Corazzano, San Donato.

San Donato – ha detto Guazzini – ha bisogno di interventi strategici sulla messa in sicurezza dell’argine dell’Arno (l’intervento per mettere in sicurezza la falla in prossimità di Santa Croce, a fine settembre non appare ancora cominciato), sulla sicurezza della viabilità (in particolare una pista ciclabile lungo via Arginale ovest per diminuire il rischio di incidenti, un parcheggio davanti alla scuola elementare, il completamento del marciapiedi di via Leonardo da Vinci), e della realizzazione, in uno dei molti fondi inutilizzati esistenti, di un punto di aggregazione sociale che dia una sede alle associazioni della frazione, consenta lo svolgimento di assemblee pubbliche e dia risposte ad alcune esigenze (un ambulatorio medico, un punto per i prelievi).

Anche San Romano ha urgente bisogno di interventi di sistemazione stradale (marciapiede su un lato della carreggiata della Via Tosco Romagnola Est in zona centro abitato a San Romano Alto, manutenzione stradale del sottopasso della ferrovia che collega via Gramsci a via Arginale ovest; reperire un’area da adibire a parcheggio pubblico a San Romano Basso, nell’agglomerato di via Emilia, Umbria, Irpinia, dove andrebbe anche favorito l’insediamento di una struttura commerciale), di sistemazione idraulica (sottopasso di via Arginale ovest, regimazione acque in via San Lorenzo) e di una cura della manutenzione delle strade, dove cresce ovunque l’erba, e dei giardini pubblici.

Una maggiore valorizzazione del sito archeologico di San Genesio e una maggiore cura delle strade dell’abitato potrebbe creare anche per Ponte a Elsa una opportunità. Non è stato minimamente risolto il problema della messa in sicurezza e della realizzazione del ponte di Isola. Anche Corazzano ha bisogno di interventi urgenti sull‘illuminazione pubblica. E la viabilità in alcune zone interne della Val d’Egola (ad esempio tratti importanti di via Enzi tra Calenzano e la Valdegola) sono in condizioni pietose.

Queste frazioni, per sentirsi parte del territorio hanno bisogno non solo di interventi una tantum ma di una vicinanza dell’amministrazione che non faccia sentire i loro abitanti come cittadini di serie B”.

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