Morelli a Pilastri: “Non convoco una commissione sulla base di un’insinuazione”

"Non può essere alla mercé della perenne campagna elettorale". Al consigliere suggerisce di "approcciarsi alla politica in maniera più onesta"

“Mi sarei aspettata un documento tecnico ben più circostanziato a invocare la convocazione della Commissione che presiedo. Altrimenti si rimane sul livello delle insinuazioni, dei sospetti e della dietrologia. Io sono disponibile alla collaborazione con tutti i colleghi del Consiglio, ma non convoco una commissione sulla base di un’insinuazione. Fra l’altro, vorrei cogliere l’occasione per ricordare al collega Leonardo Pilastri che la convocazione della commissione non spetta solo al presidente, ma possono richiederla anche tre consiglieri facente parte della commissione stessa”. Lo dice la presidente delle commissione e consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Fabrizia Morelli rispondendo alla lettera inviatale dal consigliere della Lega (qui).

“Ringrazio il consigliere Pilastri – continua Morelli – per questa ennesima dimostrazione di quanto sia stata di buon senso la mia nomina alla presidenza della commissione Garanzia e Controllo. Temo che se fosse stata presieduta da altre forze politiche, sarebbe stata snaturata la funzione importantissima per cui è stata pensata, ovvero quella di attivarsi in casi eccezionali per un controllo politico particolarmente penetrante sull’attività del Comune e delle aziende e istituzioni alle quali il Comune partecipa, ricorrendo documentati sospetti di gravi irregolarità, per un’ attività di vigilanza aggiuntiva rispetto a quella ordinariamente svolta dagli organismi tecnici (responsabile del servizio finanziario, collegio dei revisori, segretario generale etc.) e politici (principalmente le altre commissioni comunali e il consiglio comunale, oltre che ciascun consigliere comunale anche in autonomia) preposti.

Mi preme sottolineare che questa commissione non può essere alla mercé della perenne campagna elettorale di talune figure che siedono fra i banchi del consiglio di Fucecchio, perché quando la si convoca vuol dire che si hanno gravi e concordanti indizi che i soldi dei cittadini fucecchiesi non siano stati spesi bene dall’Amministrazione. Cosa peraltro che potrebbe verificarsi, ci mancherebbe, ma che dovrebbe portare a qualcosa di più che un comunicato stampa e una richiesta tutt’altro che dettagliata su presunti disequilibri di bilancio”.

Sul consigliere Pilastri, poi aggiunge: “Capisco che lui non ha l’onore e l’onere di farne parte, ma invece di inveire contro di me per il mio presunto ostracismo, avrebbe potuto coinvolgere altri consiglieri che ne fanno parte, come ad esempio Porciani e Ramello, disposti a fare propria l’istanza e trovare le sinergie per richiedere la convocazione. Suggerisco quindi al Consigliere Pilastri di riguardarsi le regole relative al funzionamento delle commissioni e di approcciarsi alla politica in maniera più onesta, riportando i fatti per quelli che sono, senza fare inutili polemiche, peraltro scarsamente supportate da prove concrete.

Infine, mi permetto di fare un’ultima precisazione: non sono assolutamente disposta a continuare a tollerare i toni violenti ed ultimativi che mi sono stati rivolti in più di una occasione dal collega, tipici di una certa cultura alla quale evidentemente il consigliere Pilastri appartiene”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.