“La mafia si sta insediando nel nostro territorio”, la denuncia di Sinistra civica ecologista: “Serve un tavolo permanente” foto

Lo sguardo al sistema produttivo: “Gli investimenti delle grandi imprese del nord possono far saltare gli equilibri”

“I provvedimenti di interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Pisa nei confronti di cinque aziende di Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto e San Miniato, confermano che avevamo ragione: la mafia si sta insediando nel tessuto economico e produttivo del nostro territorio”. Così i rappresentanti di Sinistra civica ecologista dopo le recenti interdittive emesse da Giuseppe Castaldo, prefetto di Pisa.

“I candidati territoriali di Sinistra Civica Ecologista, Graziano Turini ed Elisabetta Catalanotto – hanno rimarcato -, hanno denunciato questo rischio, in totale solitudine, per tutta la recente campagna elettorale.

Già due anni fa, nelle linee programmatiche del Patto per il territorio che la nostra area politica ha proposto al centrosinistra e ai candidati sindaci dei comuni del Valdarno Inferiore, chiedevamo con forza l’istituzione di un osservatorio antimafia per monitorare ogni movimento azionario e di proprietà delle imprese operanti sul territorio“.

“Non c’è più tempo da perdere”, ripetono da Sinistra civica ecologista e poi insistono ancora sulla loro proposta: un tavolo antimafia permanente. “La crisi economica mondiale causata dall’emergenza sanitaria – hanno aggiunto – rende più vulnerabili le imprese in difficoltà e mette a rischio la tenuta stessa del nostro tessuto sociale, per questo è necessaria una reazione forte di tutte le componenti della nostra comunità.

Serve l’istituzione di un tavolo antimafia permanente, composto dagli amministratori locali, dai sindacati, dalle associazioni imprenditoriali, dai partiti e dalle associazioni culturali e di volontariato presenti sul territorio. Sinistra Civica Ecologista organizzerà quanto prima una iniziativa pubblica sul tema. Fin da ora, invitiamo tutti i soggetti attivi nel Valdarno Inferiore a portare il loro contributo di idee, le loro valutazioni, le loro proposte”.

L’incontro in vista, secondo Sinistra civica ecologista, sarà anche l’occasione per affrontare la questione dei profondi e radicali cambiamenti in corso nel sistema produttivo. “Gli ingenti investimenti economici delle grandi imprese conciarie del Nord – hanno spiegato – possono rappresentare un’occasione di sviluppo, ma anche far saltare il delicato equilibrio raggiunto negli anni tra produzione e ambiente, accoglienza e diritti di tutti, e dare il colpo di grazia alle imprese più piccole, a quelle artigianali e al terziario. Amministrare il territorio significa guidare i processi di trasformazione e non subirli”.

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