“I cittadini hanno pagato 170mila euro e le luci votive sono spente”

La Lega sui cimiteri di San Miniato: “La mancanza di personale è un problema del Comune”

“Da giorni riceviamo quotidianamente lamentele di cittadini in merito allo stato di abbandono dei cimiteri di San Miniato. L’ultimo episodio riguarda le luci votive del cimitero di San Lorenzo. Da circa un mese una parte delle luci non funziona e alle richieste e sollecitazioni dei cittadini, gli uffici comunali rispondono in maniera evasiva, sottolineando l’assenza di personale da destinare a quel tipo di manutenzione”. Così i consiglieri della Lega di San Miniato Beatrice Calvetti, Federico Gregorini e Roberto Ferraro tornano a parlare dei servizi cimiteriali del comune e stavolta puntano il dito sulle entrate e uscite che riguardano le luci votive.

“Da giorni – hanno detto – abbiamo sottolineato in vario modo lo stato di disagio dei cittadini che si recano a far visita ai propri defunti per la scarsa manutenzione dei cimiteri comunali. Evidentemente non siamo stati chiari o la cosa non interessa agli amministratori del comune. A scanso di equivoci ricordiamo gli elementi salienti della questione.

Il comune nel 2019 ha incassato dai cittadini per i servizi cimiteriali oltre 800 mila euro. La spesa del comune per tali servizi si aggira intorno a 300 mila euro. Rimangono quindi 500 mila euro. Andando nel dettaglio solo per il mantenimento delle luci votive i cittadini di San Miniato hanno pagato nel 2019 la non indifferente somma di 171mila euro e quindi se chiedono che tali luci stiano accese è doveroso che siano ascoltati con educazione e quindi soddisfatti. La mancanza di personale è un problema del comune non di chi ha pagato il servizio”.

“Appare più che evidente – hanno concluso – che con riferimento ai servizi cimiteriali i cittadini utenti dei cimiteri versano (800mila euro) molto più di quello che ricevono (300mila euro), quindi le richieste di manutenzione sono più che legittime e dargli seguito non è, come spesso appare, una gentile concessione, ma semplicemente un atto dovuto”.

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