“Pulizia prima delle piene d’Arno”, interrogazione di Cordone sui lavori a San Pierino foto

Il cantiere sarebbe dovuto terminare ad agosto ma "forse non sono mai iniziati a causa del covid"

“Le autorità competenti (ovvero la Regione Toscana e il consorzio 4 Basso Valdarno) hanno avvisato l’amministrazione comunale del notevole ritardo sull’inizio dei lavori e quali sono le cause che stanno determinando detto ritardo? Il Comune ha sollecitato le autorità competenti alla rapida esecuzione dei lavori?”. Con un’interrogazione a sindaco e assessore competente, lo chiede Marco Cordone, consigliere comunale di Fucecchio per la Lega Salvini Premier e consigliere nazionale Anci.

Cordone ha presentato l’interrogazione dopo aver fatto un sopralluogo per verificare lo stato dei lavori per il ripristino dell’officiosità idraulica nel reticolo del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno che aveva previsto interventi di controllo vegetativo in ambito urbano e periurbano sulla sponda destra e sinistra dell’Arno a San Pierino di Fucecchio.

L’interrogazione nasce in considerazione che “in data 2 marzo 2020 – spiega Cordone – dovevano partire i lavori che sarebbero dovuti terminare entro il 28 agosto 2020 come da cartello esposto su uno dei parapetti del vecchio Ponte di San Pierino, sul fiume Arno, dall’ente appaltante i suddetti lavori ovvero il Consorzio 4 Basso Valdarno. Quasi sicuramente, i lavori finanziati dalla Regione Toscana, non sono mai cominciati a causa della pandemia da coronavirus ma in merito non risultano né la data di proroga dei lavori né la data di previsione della fine dei lavori prorogati.

La stagione delle piogge, già con delle avvisaglie, si sta prepotentemente avvicinando (il mese di novembre per i territori compresi nel Bacino del fiume Arno è considerato da sempre, uno dei mesi di massima piovosità) e una rigogliosa vegetazione tra cui diversi alberi, si è sviluppata a ridosso del vecchio ponte di San Pierino, con al centro dell’alveo del fiume, la presenza di una grande macchia vegetativa”.

La preoccupazione del consigliere è che “in caso di ondate di piena del fiume Arno, la suddetta vegetazione tra cui numerosi alberi, sicuramente costituirà un vero e proprio ostacolo al deflusso dell’acqua che generalmente porta con sé, numerosi detriti anche di grande volume, col pericolo di allagamenti e quant’altro, in caso di esondazione del corso d’acqua e comunque una crescita incontrollata della vegetazione va a discapito del decoro urbano e del territorio circostante”.

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